Pinocchio 2.0 e i grandi che inventano storie: La piccola Favola della Piccola Stella

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di Fabrizio Zuffranieri | del 16/03/2012 |commenta

Pinocchio 2.0 e i grandi che inventano storie: La piccola Favola della Piccola Stella
Nell’ambito del progetto Pinocchio 2.0 è stato chiesto a mamme, papà, sorelle, fratelli, zie, zii, nonne e nonni di inventare brevi storie che poi vengono lette in classe dalle maestre e illustrate da bambine e bambini della scuola dell’infanzia di Latina e da quelli che fanno parte della rete di progetto. Ecco la storia inventata da Fabrizio Zuffranieri, papà di Alessandro.



Molte, anzi quasi tutte le fiabe, cominciano con:

“C’era una volta, in un paese lontano lontano…”

… ma… questa no!

Certo che anche questa è una fiaba, una piccola fiaba, e anche questa, come tutte le fiabe, racconta di cose vere e di cose magiche.

Questa fiaba non comincia con “c’era una volta” perché si svolge adesso, e non si svolge in un paese lontano lontano, ma in un posto vicino vicino; è una fiaba scritta per tutti i bimbi, grandi e piccoli, ma è anche una fiaba scritta per un bimbo in particolare.

Insomma, ascoltate tutti con attenzione che vado a leggerla.

Pochissimo tempo fa, in un posto vicino vicino, c’era un bimbo, che viveva in una casa costruita nel penultimo piano di un palazzo molto alto.

Guardare fuori dalla finestra di quella casa era molto bello: da una parte si vedevano le montagne, e se voltavi la testa, potevi vedere il mare dall’altra. E di notte, quando non c’erano le nuvole, se guardavi il cielo, si vedevano tantissime stelle brillare.

Un sera, guardando tutte quelle stelle, il bimbo che viveva in quella casa pensò: “Certo questo palazzo è molto alto, ma non è alto abbastanza per farmi vedere da vicino tutte queste stelle…”

Aspettate!! Scusate, ho dimenticato di dire una cosa molto importante!!

Il bimbo che viveva nella casa del palazzo altissimo, poteva trasmettere il suo pensiero! Insomma aveva questo potere, un potere un po’ magico, di dire le cose senza parlare. E poteva farlo anche a distanza, poteva farsi ascoltare da persone che in quel momento non erano vicine a lui.

Quella sera, il bimbo che guardava le stelle, decise di trasmettere il seguente pensiero al suo papà, che in quel momento non era in casa con lui: “Papà - disse il bimbo trasmettendo il suo pensiero - mi piacerebbe osservare le stelle da vicino, puoi aiutarmi?”

Il papà, appena ricevuto il messaggio, cominciò a cercare qualcosa che poteva far vedere da vicino le stelle al suo bimbo. “Che cosa potrei trovare meglio di un telescopio?” pensò.
Detto e fatto, il giorno seguente, nella camera del bimbo che voleva vedere le stelle da vicino, c’era un bellissimo telescopio azzurro.

Passarono i giorni, e una sera, una bellissima sera senza nuvole, il bimbo, guardando le stelle con il suo telescopio azzurro, si accorse che tra le migliaia di stelle immobili che popolavano il cielo, una si muoveva. “Forse è un grande aeroplano” pensò, e guardò meglio.

Ma non era un aeroplano, era proprio una piccola stella. Un piccola, luminosa e velocissima stella!

Mentre guardava la piccola stella, nella stanza qualcuno disse: “Ciao!”.

Il bimbo si voltò e non vide nessuno, non c’era nessuno nella stanza, forse sarà il televisore pensò, e continuò a guardare la piccola stella con il suo telescopio.

Un attimo dopo ancora una volta: “Ciao, sono io, la piccola stella”.

Il bimbo pensò a uno scherzo, ma non c’era proprio nessuno nella stanza, e poi chi poteva sapere che stava guardando quella piccola stella?
Ma allora… certo!! Tutto fu subito chiaro, quella stella aveva il suo stesso potere magico, riusciva a trasmettere il suo pensiero anche a distanza. Così cominciarono a parlare, non avevano più neanche bisogno del telescopio, tanto potevano comunicare con il pensiero.

“Piccola stella”, disse il bimbo, “perché, mentre tutte le altre stelle brillano ferme e immobili nel cielo, tu ti muovi velocemente? Da dove vieni? Dove vai?”

“Io sono un po’ speciale” disse la piccola stella al bimbo “e sono qui per raccontarti la mia storia. Vuoi conoscerla?”

“Sìì!” rispose immediatamente il bimbo, sedendosi sul lettino curioso di sapere tutto di quella strana e bellissima stella.

La stellina cominciò a raccontare la sua storia.

“Tanto tempo fa, ero una stella come tutte le altre, stavo immobile nel cielo, splendevo di notte e di giorno sparivo per tornare la notte successiva. Un giorno, anzi una notte, una notte d’inverno, molto fredda, qualcuno mi chiamò, e cominciò a parlare, con il pensiero, così come facciamo noi adesso. Era un bimbo, un bimbo come te, un bimbo come tutti i bimbi, speciale e magico come tutti i bimbi sanno essere. Questo bimbo, anche se non aveva giocattoli, era un bimbo felicissimo, perché aveva capito il segreto più importante della vita: il segreto più importante era l’amore! E lui era amatissimo dalla sua mamma e dal suo papà e questa cosa lo rendeva così felice che decise di trascorrere tutta la sua vita a raccontare a tutte le persone del mondo che amarsi era l’unica cosa che le rendeva felici per sempre. Chiesi al bimbo cosa potevo fare per lui io che ero una stella immobile nel cielo, e il bimbo poverissimo e amatissimo dai genitori mi disse: ‘Da oggi non sarai più una stella immobile, correrai nel cielo così velocemente che avrai una lunga coda di luce, e tutte le persone che vorranno venire da me, potranno seguire la tua coda per trovare la strada’.
Da quel giorno… mi muovo nel cielo per raccontare la mia storia ai bimbi come te”.

Questa è la favola delle stelle come TE.


***
In testa, La piccola favola, disegno di Lorenzo Solito, 5 anni.


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