Numero 97

Pubblicato il: 24/05/2023 03:26:48 -


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 Indice

Walter  Moro  Abbattere la dispersione si può

Paolo Landi Don Milani a cento anni dalla nascita I CARE contro le nuove marginalità

Giovanni Cominelli  Voto sì, voto no. Quale valutazione?

Vittoria Gallina Le nuove figure docenti: sommare funzioni e mansioni  è veramente utile a “questa” scuola? 

Anna Letizia Galasso  La vera ricchezza

 

Presentazioni

Il problema degli alunni che la scuola perde e di quelli che “conserva” , ma non riesce a dotare degli strumenti culturali e sociali, necessari alla vita adulta, è affrontato dal progetto  “Oltre i confini. Un modello di scuola aperta al territorio”. Nell’articolo Abbattere la dispersione si può, W. Moro  riporta i contenuti e le riflessioni che sono state oggetto del  convegno che si è tenuto l’8 maggio scorso presso l’Università Statale di Milano. Il Cidi di Milano, capofila del progetto nazionale, ha presentato i risultati di un lavoro ampio e molto articolato  rivolto a  preadolescenti e adolescenti nella fascia di età ( 11 -17 anni). Una occasione in cui si è sviluppato un confronto sulle strategie, i metodi, gli strumenti utilizzati dalle scuole e dagli enti del terzo settore per prevenire e contrastare la dispersione scolastica e gli insegnanti dei diversi territori e ordini di scuola e gli operatori degli  enti del terzo settore hanno  così condiviso  una cultura di co-progettazione e di lavoro in specifici percorsi di recupero.

P. Landi ripercorre, nel testo Don Milani a cento anni dalla nascita I CARE contro le nuove marginalità, una sorta di viaggio che lo ha portato, in questo anno a partecipare, a incontri e convegni che si sono tenuti in vari territori italiani  e che permettono di verificare quanto  l’insegnamento di don Milani sia attuale in una realtà scolastica in cui si riscontrano ancora discriminazioni, differenze di lavoro e di impegno, che di fatto dimostrano quanto ancora lunga sia  la strada verso una scuola che offra a tutti e tutte  equità e cultura.

G. Cominelli propone, nell’articolo Voto sì, voto no. Quale valutazione?, un approfondimento su un problema che attualmente è presente soprattutto in molte scuole come corollario del dibattito sulla valutazione nel processo formativo. Il dato di partenza è la constatazione che  tutti i sistemi di verifica dei risultati e, soprattutto,  le modalità tradizionali di comunicazione  di questi diventano un peso gravoso per gli studenti, che sembrano non sopportare una scuola in cui la competizione (tra studenti? con sé stessi?) sembra  essere il clima dominante. Le risposte che circolano, dai progetti alle varie forme di facilitazione, sembrano provocare solo nostalgie per una scuola seria che non c’è più. Forse, è questa la sollecitazione del testo, bisognerà approfondire meglio il discorso, guardando cosa sia oggi il luogo ”sociale”, che chiamiamo scuola.

Nell’articolo Le nuove figure docenti: sommare funzioni e mansioni  è veramente utile a “questa” scuola? V. Gallina  riflette sulla produzione che, a partire dai primi piani di intervento sulla scuola  formulati in relazione al PNRR, il MIM ha dedicato all’adeguamento del sistema scolastico italiano agli obiettivi dei documenti europei (Europa2020  e Europa 2025, che li ha riconfermati). Centrale in questa produzione di norme e decreti è la funzione di orientamento del sistema formativo, come strumento essenziale per ridurre gli abbandoni,  incrementare il conseguimento di titolo post diploma, agevolare l’accesso al lavoro dei neo diplomati e sostenere la frequenza di processi  di riqualificazione e accrescimento di competenze degli adulti. Un breve excursus sulla qualità e struttura dei sistemi formativi europei, con i quali il nostro sistema dovrebbe potersi confrontare, mettono in evidenza che interventi limitati solo alla identificazione di mansioni, aggiuntive per alcune figure docenti, non sembrano adeguate a risolvere   questioni, che richiedono  interventi sugli ordinamenti e sull’organizzazione di scuola e università.  

L. Galasso, in  La vera ricchezza, un testo molto  coinvolgente emotivamente, ci porta a confrontarci sullo smarrimento dei giovani pre adolescenti e adolescenti nel complesso e spesso respingente mondo attuale. Elenca le soluzioni, che sono poi drammatici luoghi di fuga, in cui spesso questi giovani si rifugiano, e invita, chi lavora nella scuola, a esaminare a fondo le varie difficili responsabilità che i giovani sentono di dover affrontare  a sentirle come proprie e a guidarli con attenta “simpatia” verso l’amore per la conoscenza ed i valori che questa può offrire.

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