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La vera ricchezza

Pubblicato il: 24/05/2023 03:46:55 -


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“Mi sento perso”. Quante volte si sente questa frase pronunciata da ragazzi che dovrebbero sorridere alla vita pensando di  avere nelle proprie mani  le chiavi del  mondo!  Eppure  tanti giovani sono in preda a momenti di sconforto, di tristezza, di smarrimento  ma soprattutto avvertono  una  grande solitudine. Una solitudine che li attanaglia come tentacoli soffocanti, rendendoli  insicuri e fragili.  E allora spesso si  affidano alle soluzioni in apparenza  più semplici ma altrettanto pericolose.

Il branco è uno dei toccasana che dà l’illusione di essere  forte e potente.  Fa sentire coadiuvato dalla squilibrata  approvazione del gruppo nel quale  si scatenano   fantasie malate,  facendo credere che sia possibile fare tutto e che ogni istinto possa trovare la facile soddisfazione.

 La droga che,  considerata erroneamente un  integratore utile e necessario, è invece una sostanza nefasta che offusca la mente spingendo a compiere atti insani verso se stessi e verso gli altri. Con il fascino ingannevole  dell’incognito e della novità e l’illusione altrettanto ingannevole di  potere sempre e comunque mantenere  il controllo. 

I falsi idoli  proiettano immagini del “Super” per eccellenza  e del “Bello” in ogni campo con il suo potere e le sue conquiste. Tutto preso dalla facilità di credere che può  raggiungere sempre  tutti gli obiettivi senza fatica ed impegno,  mentre al contrario  ricopre solo ed esclusivamente ruoli che si sciolgono come neve al sole.  

Frasari comuni   diventano l’omologazione del parlare a senso unico senza distinzione, nella totale assenza  di pensieri profondi e  veri, in un  unico linguaggio che mortifica  l’essere annullandolo  nella  massa. 

L’indifferenza benda gli occhi non facendo vedere  coloro che hanno veramente bisogno e spinge l’ego a considerare  solo se stesso  con la paura insensata  che qualcun altro possa rubarci qualcosa. Così si  creano  insormontabili barricate dove vengono irragionevolmente separati e contrapposti   i buoni e i cattivi,  i ricchi  e i  poveri, i normali e i diversi in una cieca e ingiusta classificazione. 

E così via, potrei continuare in una lunga lista che certamente non farebbe  onore a coloro che sono sviati da miraggi insensati, ma credo bastino gli accenni che ho fatto alle deviazioni più vistose per  fermarci  e chiederci  come poter porre un argine alle tante sofferenze che ne derivano. E quale soluzione occorre trovare e adottare nella pratica per restituire i momenti felici a queste preziose creature evitando  che nel sentirsi sole e abbandonate compiono scelte distruttive.  

Purtroppo la bacchetta magica è rimasta incastrata nelle favole  in possesso delle fate che vivono non nella realtà ma nel mondo  della bella fantasia, utili per i piccoli che  proprio attraverso le favole immaginano con l’entusiasmo un futuro  luminoso che li attende. Ma quando diventano più grandi? 

Si può migliorare la loro situazione, ne sono certa ed è giusto che sia così. Bisogna  pensare di offrire ai giovani opportunità che li aiutino ad esprimere il meglio di sé stessi usando l’antica arte della “maiuetica” di Socrate. Tirare fuori il meglio che si trova nei loro cuori ed aiutarli a manifestare le loro profonde e vere capacità, ad esprimere  le loro potenzialità  in senso totale.

Ogni ragazzo è una cassaforte che detiene qualità preziose ed uniche. Egli  è possessore del dono più raro e unico: la sua intelligenza. Questa intelligenza va sfruttata affinché possa trovare la giusta collocazione per cogliere le opportunità che il mondo, la vita, il futuro gli riserva. 

Aiutarli significa far sì che nei campi di azione in cui si svolge la loro vita –  dalla famiglia primo nucleo fondamentale,  alla scuola, fino all’intera  società –  non solo  possano essere aiutati, ma  siano messi in condizione di  trovare i punti di riferimento necessari per  ricevere il corredo indispensabile  di conoscenze, insegnamenti e stimoli positivi  per costruire il loro futuro. 

Per questo occorre far sì che possano  conoscere attraverso il sapere  i reali valori , fornendo esempi concreti di una società che ha il compito di  nutrirli intellettualmente ed è in grado di offrire loro non solo beni materiali ma Amore: Amore vero. Un amore che non nasca dall’ egoismo ma sia  la proiezione dei bisogni che ogni ragazzo sente  nel proprio io.  Quell’amore che  possa guidarli nel percorso di una vita  libera da falsi idoli e da facili traguardi. Il raggiungimento di qualsiasi obiettivo prevede sempre  e comunque impegno e fatica,  volontà e serietà, costanza e determinazione.   

Non si deve fare affidamento  sui possibili aiuti, che pur sono auspicabili e doverosi, ma soprattutto su sé stessi, sulle proprie capacità sostenuti da tanta fiducia. Non si possono  certamente evitare i pericoli che esistono e continueranno ad esistere  nel mondo perché anche gli aspetti negativi fanno parte dell’essere, ma si possono offrire loro gli strumenti per discernere quegli impedimenti che potrebbero ostacolare il loro percorso di crescita e di vita. 

Ognuno che opera nei campi, cui ho accennato, in cui si svolge la vita dei giovani ha il compito di svolgere il ruolo che riveste  con attenzione e responsabilità ben maggiori di quanto avviene oggi , impegnandosi con più fiducia  e determinazione nell’offrire ai ragazzi l’aiuto di cui hanno bisogno credendo veramente nelle loro potenzialità e capacità che potranno mobilitare per sconfiggere la solitudine, lo sconforto e il senso di abbandono.

Amarli  significa studiare  a fondo i  loro comportamenti  per cogliere le loro aspettative,   i loro desideri  e le loro speranze e tutto questo comporta un grande impegno ed un profondo senso di responsabilità.

Il mondo cambia in maniera repentina senza che ce  se ne renda conto e il cambiamento porta a vivere nuove realtà che i giovano devono affrontare con la maggiore serenità e sicurezza per non trovarsi  dinnanzi a situazioni rese più difficili e pericolose se c’è l’incognita dell’ignoranza. 

In ogni campo si assiste ad eventi epocali che trasformano la società nel suo insieme, a partire dalle singole persone,  il loro modo di vivere  e perfino il modo di pensare e di parlare .

Ben venga tutto questo,  ma i giovani devono essere preparati  a poter fare le scelte giuste, iniziando dalle corrette e preliminari  distinzioni tra l’effimero e il reale. E questo può ottenersi  solo attraverso la conoscenza e il sapere, figlie dello studio e delle esperienze dei grandi.  

I passaggi sono rapidissimi,  come la velocità della  luce  e spesso è molto difficile rincorrere quei mutamenti repentini e improvvisi  che portano  da una parte ad un progresso tecnologico impetuoso e alla conseguente crescita economica, entrambe peraltro irregolarmente distribuiti ,  dall’altra ad una confusione che crea alienazione e  abbandono, perché lo sviluppo culturale non è riuscito a tenere il passo con la realtà in continua trasformazione. 

Cerchiamo allora di far sì  che la cultura possa venire adeguatamente valorizzata per essere al passo dei tempi che viviamo e divenirne la leva  principale. In tal modo i giovani che saranno in grado di fare tesoro della cultura di cui devono essere nutriti,  potranno  superare i tanti momenti di solitudine e smarrimento che spesso li paralizzano  e avere finalmente le chiavi del mondo.

Anna Letizia GALASSO, Laureata in Pedagogia, Insegnante del metodo pedagogico di studio per ragazzi caratteriali e portatori di handicap, organizzatrice ed autrice di commedie teatrali. Ha ricevuto il X Premio internazionale di Poesia e Narrativa della città di Sarzana con il libro “Alito di Vento"

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