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I secoli delle donne, fonti e materiali per la didattica della storia

Pubblicato il: 11/12/2019 17:39:12 -


Uno sguardo innovativo sull'educazione
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Le curatrici F. Bellucci, A. F. Celi e L. Gazzetta  presentano un testo che, lungi dal circoscrivere la storia delle donne entro i secoli in cui le donne, in prima persona, hanno imposto la loro presenza culturale e politica, costruisce un  “esemplare” itinerario, un percorso entro la storia del tempo, che muove dal punto di vista di un soggetto, ed interpreta, in senso complessivo, l’agire  di uomini e donne nelle società di riferimento. L’aspetto interessante di questo lavoro, che si colloca bene entro gli spazi, purtroppo limitati, in cui si producono strumenti nuovi per il lavoro didattico, consiste nell’essere fonte di materiali sistematizzati in modo chiaro, leggibile, fruibile e nello stesso tempo stimolo per aprire nuove finestre, per indagare e per costruire nuovi percorsi. Gli strumenti di cui oggi le ragazze e i ragazzi hanno bisogno a scuola, non è la presentazione di prospettive definite e delimitate, ma supporti scientifici rigorosi che consentano e sostengano curiosità e domande, cui rispondere con riflessioni e indagini mirate. Il problema della consistenza e dell’uso delle fonti come supporti alla didattica della storia ha esercitato e continua a esercitare studiose e studiosi attenti ai risvolti, alle ricadute educative direi prima che didattiche, del loro lavoro. La soluzione che questo testo presenta è una mappa interattiva, guidata da un filo di Arianna, scandito in nodi concettuali, espressi in brevi saggi, che sistematizzano percorsi temporali “lineari” e, attraverso la intelligente articolazione e varietà delle fonti, le chiamerei più propriamente stimoli, tessono una rete che chiude, apre, approfondisce temi e arricchisce la comprensione di fenomeni complessi, svelandone la ricchezza che, altrimenti, rischia  di rimanere nascosta

Del resto fin dal suo avvio, ormai più di trent’ anni fa, la Società delle Storiche ha prodotto, con rigore e profondità scientifica, il necessario riequilibrio tra la conoscenza e l’impegno educativo, che devono caratterizzare le discipline storiche, ma non solo,  fornendo al lavoro didattico nella scuola strumenti metodologici più aggiornati e prospettive attente ai mutamenti  delle ricerche specialistiche.

Innovativa la struttura di questo libro che organizza il complesso dei materiali offerti in uno schema i cui singoli pezzi svolgono  in modo esauriente i diversi temi, dando il senso di una  trattazione che guarda “fuori”, con un respiro sempre attento a ciò che cambia e a  ciò che deve essere conservato.

La scelta delle  10 parole chiave [Corpo di Nadia Maria Filippini
Cristianesimo di Rita Torti, Diritto/diritti di Floriana Colao,
Famiglie di Margherita Pelaja, Formazione e cultura di Maria Pia Paoli, Genere di Brunella Casalini, Lavoro di Anna Bellavitis e Alessandra Pescarolo, Patrimonio di Cesarina Casanova, Potere di Lorenzo Bernini, Violenza di Tiziana Noce] presenta bene il senso di una proposta culturale tesa a dare spessore e senso  a processi formativi fondati sui valori dell’uguaglianza  sociale e politica e  dell’empowerment delle donne.

Le schede, rispettose delle scansioni della storiografia tradizionale [età antica, età medievale, età moderna, età contemporanea] gettano lo sguardo “di donna” sull’ intreccio “tra i discorsi che hanno costruito l’identità di genere femminile – prodotti da uomini d’autorità (filosofi, giuristi, politici, legislatori, predicatori…) – e i discorsi che le donne hanno impiegato e proferito a mostrare, già a un primo sguardo e tanto più se esaminati con perizia, le forme assunte dalla disuguaglianza e dalla subalternità”, sono parole della Presidente SIS. L’accurata attenzione scientifica e la sensibilità all’insieme dei soggetti sociali attivi, nelle varie fasi della storia, con cui i testi sono costruiti, permette di rivelare  che la storia delle donne non è un capitolo, un’appendice della produzione storiografica, ma il tema che riguarda tutti, nessuno escluso, perché include tutte e tutti.

Originali le fonti iconografiche, che richiamano le parole chiave accostandole, arricchendole, anche attraverso la bibliografia dedicata a ciascuna immagine (forse la tipologia della stampa non rende loro giustizia, peccato!)

Innovativo lo “sguardo” ad altre culture gettato attraverso il cinema. Anche qui sono le parole chiave che guidano nella esemplificazione di come si legge l’opera filmica, assunta come fonte, ma anche come specifico prodotto culturale; i due brevi testi, gli spunti dal film, che concludono le due presentazioni, sono preziose indicazioni per una didattica attenta a suscitare le intelligenze e non solo a fornire informazioni, dati e quant’altro.

L’organizzazione della bibliografia di base, per aree geo-socio-culturali, offre bene la misura di quanto il genere e la storia delle donne siano importanti per interpretare ed agire nel mondo attuale.

Infine sarebbe veramente utile raccogliere le reazioni dei/delle docenti al questionario di autovalutazione, questo sia per quanto attiene alla scelta opportuna di distinguere l’aspetto scientifico/disciplinare da quello educativo del testo,  sia per verificare le reazioni a questo dal punto di vista del genere di chi insegna.

Vittoria Gallina

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