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Risultati OCSE PISA 2009: le reazioni a caldo

Pubblicato il: 16/12/2010 15:00:38 -


Vittoria Gallina si trova a Princeton per il seminario di ETS sull’indagine OCSE per le competenze della popolazione adulta. Ma tra i partecipanti si commentano anche i risultati di quanto emerso dai dati PISA 2009, pubblicati in questi giorni, sulle competenze dei ragazzi.
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Il rilascio dei risultati di Pisa 2009 ha coinciso col primo giorno di lavoro dei 23 paesi che partecipano a PIAAC, la nuova indagine OCSE sulle competenze della popolazione adulta; ETS (Educational Testing Service) ospita, nella sua sede di Princeton, il seminario che studia i risultati della indagine pilota e decide quali saranno gli strumenti da utilizzare nella indagine fondamentale che si svolgerà tra il 2011 e il 2012.

Vi trasmetto le reazioni di alcuni colleghi stranieri di fronte ai risultati PISA dei rispettivi paesi. Niente di scientifico, battute al caffè, nessuna tabella esaminata, ma… siamo tutti con le mani in pasta e persone informate dei fatti. In genere tutti apprezzano un leggero miglioramento, che si attribuisce alla migliore calibratura degli strumenti; il francese è il più scorbutico e sospettoso di fronte a ricerche troppo standardizzate “su parametri americani” e troppo premianti della Germania rispetto alla Francia (questa non la capisco, ma devo vedere i dati). Le deliziose colleghe coreane sorridono, visibilmente soddisfatte della conferma ricevuta, i giapponesi si interrogano sul risultato di Shangai e mi fanno un mucchio di domande sulla definizione di literacy in Cina (le vie della comunicazione scientifica sono infinite, hanno letto un mio contributo sul differente numero di ideogrammi che in Cina definiscono la persona alfabetizzata residente in una area urbana, rispetto a una persona che vive in una area rurale, per questo vogliono da me una spiegazione sui dati dei giovani di Shangai, spiegazione che non sono capace di dare). Il più contento è il finlandese, mi dice che si sente finalmente libero di fare critiche e obiezioni al sistema del suo paese (beato lui!) e che il mondo della scuola potrà ricominciare a chiedere soldi (pare che i governi siano sempre pronti a tagliare, anche le affermazioni positive servono a giustificare il rifiuto di allargare i cordoni della borsa).

Mi riesce difficile spiegare, di fronte a risultati, in fondo modesti, perché il nostro ministro si senta molto soddisfatto (qui è circolata una specie di rassegna stampa).

Comunque è già disponibile sul sito OCSE l’elaborazione internazionale dei risultati alla data del rilascio.

Per approfondire:
• VIDEO – Mario Fierli sull’indagine OCSE PISA 2009

Vittoria Gallina

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