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Sogno d’estate

Pubblicato il: 12/05/2021 02:26:07 -


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La pandemia forse un regalo lo ha portato o meglio ci ha fornito opportunità e pretesti.Dalla Legge 59 del 1997 (1) e dal DPR 275 del 1999 (2), sono passati più di vent’anni e la realizzazione dell’autonomia scolastica è rimasta in gran parte incompiuta. Lo dicono Marco Campione ed Emanuele Contu nel libro Liberare la scuola (3) ma lo dice anche il Ministro Patrizio Bianchi in Nello specchio della scuola in cui precisa «Sul sistema educativo si riflette l’immagine del Paese ed è nella formazione che si gioca il nostro sviluppo futuro» (4).

Il PNRR sembra aver spostato finalmente l’attenzione all’origine del problema complesso e intricato della scuola italiana. Finalmente si dà uno sguardo anche ai cambiamenti della società italiana, cambiamenti che sono realtà quotidiana nelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano e certo lo fanno, principalmente, per necessità.

Il PNRR propone di aprire le scuole durante l’estate, non solo per recuperare eventuali apprendimenti persi in fase di lockdown o DAD ma anche per offrire occasione di aggregazione giovanile, socializzazione e apprendimento non formale. Ricordo bene che le ultime raccomandazioni europee a riguardo sul Lifelong Learning (5), insistono sull’importanza di arricchire il proprio curriculum non solo di certificazioni in apprendimenti didattici e istituzionali ma anche di esperienze di vita, artistiche, musicali, di esperienze trasversali, lungo tutto l’arco della nostra vita.

Le scuole aperte d’estate sono un’occasione di svolta per la cultura italiana. Se da un lato la scuola non vuole rappresentare un parcheggio per gli alunni e le alunne, dall’altro, proprio per scongiurare questo  fatto, deve arricchirsi di attività extradidattiche. È qui che si realizza la scuola dell’autonomia: con la vera apertura al territorio, con la cooperazione con il terzo settore e smettendo di considerare l’edificio scolastico una roccaforte istituzionale. Se di comunità educante si parla, allora tutta la società è coinvolta e responsabile.

Qualche cambiamento è d’obbligo per esempio la piena collaborazione tra genitori e corpo docente nell’instaurare una nuova alleanza per la crescita della Next Generation. La consapevolezza di poter fare didattica anche attraverso musica, sport, teatro, pittura, gioco libero, coding, robotica, cinema e ballo. Nasce .La necessità quindi di rimodulare gli spazi di apprendimento, gli arredamenti e le attrezzature: personalmente dei banchi ne farei proprio a meno. Piace molto di più apprendere sdraiati a terra, seduti attorcigliati, con le gambe ripiegate nelle pose più creative, mai seduti con la schiena diritta ad un banco!

La consapevolezza di ripensare il dimensionamento delle classi che si regge ancora sul DPR 81 del 2009 (6) – soprattutto per le scuole Secondarie di II Grado dove si prevedono minimo 27 alunni per classe.

E’ tempo di affiancare i dirigenti scolastici con figure di Middle Management, opportunamente formate, selezionate tra i migliori docenti, con una visione, per così dire, olistica del sistema scuola, ovvero con una visione a tutto tondo del quartiere, delle politiche migratorie e delle innovazioni a livello produttivo che richiedono sempre più, tra le varie competenze, quella di saper cambiare, saper affrontare e gestire il cambiamento. 

Non è possibile continuare a credere e sperare di raggiungere risultati eccellenti basandosi sulla semplice disponibilità dei docenti a svolgere attività aggiuntive, funzionali alla Governance della scuola, come del resto, non è più d’uopo lasciare ogni responsabilità al solo dirigente scolastico, magari con l’esiguo appoggio di un DSGA reggente.

Va costruita una sinergia di intenti con le realtà produttive del territorio, riuscendo ad offrire esperienze curiose di PTCO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), esperienze di scoperta del mondo produttivo.

Se guardiamo ad altri paesi, non solo europei, la scuola supporta non solo l’istruzione ma anche l’educazione e la formazione della persona in toto. Per gli alunni, la pausa estiva, dal 15 giugno al 15 settembre, non è assolutamente in linea con le necessità di crescita e competitività delle economie globali. E’ anche anacronistico pensare che le famiglie di oggi possano affidare i figli a nonni, parenti, baby sitter quando abbiamo spazi organizzati e dedicati come gli istituti scolastici. Certo in questo Sogno d’Estate c’era anche l’installazione dei condizionatori d’aria nelle aule scolastiche ma vi erano anche grandi attività all’aperto visto il clima del Bel Paese.

Si va nella giusta direzione aprendo le scuole d’estate, cooperando con il terzo settore, collaborando con le famiglie. Si investe nella Next Generation con le giuste professionalità e dando i necessari riconoscimenti contrattuali a coloro che sono chiamati a gestire in concreto la scuola dell’autonomia. Una scuola che voglia davvero interpretare le necessità e i cambiamenti della società di oggi e del prossimo futuro.

  1. Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa.
  2. DPR 275 del 1999 Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa
  3.  Campione M.,  Contu ., (a c. di)  Liberare la scuola. Vent’anni di scuole autonome, Il Mulino, 2020
  4. Bianchi P.,Nello specchio della scuola, Il Mulino, 2020
  5. Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente 
  6. DPR 81 del 2009 Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto  2008, n. 133

Oriana Micheletti docente di scuola primaria

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