Laboratori di informatica, addio!

in Tecnologie e ambienti di apprendimento

di Bruno Nati | del 03/02/2012 |commenta

Laboratori di informatica, addio!
Il grande successo dei dispositivi mobili sta per cambiare radicalmente l’approccio alle tecnologie. Come questo impatterà sull’apprendimento e sulla formazione didattica? Il lavoro di Mario Rotta.



È sotto gli occhi di tutti l’enorme diffusione di dispositivi mobili in grado di connettersi al web, dagli “smartphone” di nuova generazione ai “tablet”, fino ad arrivare agli “e-book reader”.

Strumenti portatili e leggeri, multifunzionali, dotati di capacità di calcolo sufficienti per l’utente medio che inizia a snobbare i “notebook” e, ultimamente, anche i più economici “netbook”. In base alle ultime stime, nel 2015 si venderanno nel mondo 215 milioni di tablet, contro i 17 milioni del 2010, ai danni dei più tradizionali notebook o desktop.

L’enorme successo di questi dispositivi leggeri cambierà radicalmente l’approccio alle tecnologie.

Una testa, un dispositivo: finisce l’era del computer in casa utilizzato da tutta la famiglia e dei famigerati laboratori d’informatica a scuola, e ci si prepara all’avvento della connessione personalizzata ovunque, sempre e per tutti.

Quale sarà l’impatto di questi cambiamenti nell’apprendimento e nella formazione? Possono questi nuovi strumenti mutare i paradigmi didattici esistenti, oppure rappresentano semplicemente una versione elettronica di libri e relazioni personali? Come orientare una scuola ancora in bilico tra ‘800 e ‘900 a cui si contrappone un’inarrestabile evoluzione tecnologica?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che inevitabilmente emergono a fronte di evoluzioni sempre più rapide e, a tratti, esasperate, che rischiano di cogliere impreparato anche chi lavora e studia nel settore.

Messa di fronte a repentini cambiamenti culturali, sociali e di costume, la tecnologia rincorre a sua volta automatismi di mercato, incapace di riflettere su di sé, gettandosi a capofitto nelle rapide delle tendenze, per non cadere nel baratro dell’obsolescenza e della memoria.

Ecco che la riflessione ritorna all’antico dilemma dell’uovo e della gallina: sono le tecnologie che evolvono velocemente o semplicemente esse rispondono a mutamenti e bisogni sociali e culturali?

Mario Rotta, esperto di tecnologie dell’educazione, si occupa da vent’anni di progettazione multimediale, progetti didattici in rete e formazione di e-tutor e altre figure professionali orientate all’e-learning. Collabora con Università, agenzie formative e imprese, coordinando e realizzando progetti innovativi di formazione.

Alla Conferenza GARR 2011 di Bologna, Mario Rotta ha presentato un lavoro su Biblioteche digitali e aggregatori didattici e per l’occasione ha rilasciato una breve intervista sul tema dei dispositivi mobili e sul loro impatto nell’apprendimento e nella scuola:
http://sperimentando.liceolussana.com/ebooksperimentazione/PMLKE_eBook_sperimentazione_vdef3.pdf


PER APPROFONDIRE:
L’intervista per Education 2.0 sul tema dei dispositivi mobili e sul loro impatto nell’apprendimento e nella scuola

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