Home » Studi e ricerche » La spesa per l’istruzione e le cose da fare

La spesa per l’istruzione e le cose da fare

Pubblicato il: 18/03/2009 12:09:37 -


I dati sulla spesa pubblica destinata all'istruzione segnalano un evidente riduzione delle risorse destinate a questo settore. Come si può porre rimedio a questo stato di cose?
image_pdfimage_print

Dal 1990 al 2007 la quota di risorse destinate al MPI o al MIUR per l’istruzione è passata dal 3,9% al 2,8% del PIL (-1,1% pari 16,9 miliardi di euro). Negli ultimi 10 anni la riduzione è stata pari allo 0,2% (3,07 miliardi di euro). Anche considerando il periodo 1997-2007 in cui la contrazione della spesa è stata più modesta, è evidente come la quota di risorse destinate alla scuola, non solo è sotto controllo, ma ha subito una significativa contrazione (fatta 100 la quota di PIL destinata alla scuola nel 1997, nel 2007 tale quota è scesa a 93). Nello stesso periodo il numero complessivo di alunni è leggermente cresciuto (+ 2% pari 152.246 alunni) e il numero degli insegnanti è diminuito (-2,38% pari a 17.651 docenti).

Variazioni alunni e docenti tra l’a.s. 1997/1998 e l’a.s. 2007/2008
anno scolastico alunni docenti
a.s. 1997/1998 7.599.110 741.004
a.s. 2007/2008 7.751.356 723.353
differenza in valore assoluto 152.246 -17.651
differenza percentuale 2,00% -2,38%
Eppure esistono soluzioni valide per porre rimedio a questo stato di cose. Ne suggeriamo alcune, che, a nostro parere, potrebbero migliorare efficacemente il sistema di istruzione:




• La definizione di un sistema coerente di obiettivi di apprendimento, con l’indicazione dei criteri per la valutazione del loro raggiungimento;


• Un sistema di valutazione indipendente in grado di analizzare i risultati su scala nazionale, regionale e provinciale;


• Il rafforzamento e la generalizzazione dei sistemi di valutazione interni ed esterni alla scuola;


• La valorizzazione dell’autonomia scolastica attraverso l’assegnazione diretta delle risorse finanziarie e la definizione un organico di istituto rapportato all’orario, ai piani di studio e al numero di alunni, stabile per almeno un triennio;


• Una riforma dell’amministrazione scolastica orientata alle funzioni di controllo sulla gestione e sui risultati e alla predisposizione degli interventi compensativi necessari nelle situazione svantaggiate;


• La predisposizione delle condizioni per migliorare l’organizzazione del lavoro e per sostenere e riconoscere lo sviluppo della professionalità del personale.
La spese per la pubblica istruzione
Dati ISTAT, OCSE, MPI, MIUR, Bilancio dello Stato
anno PIL* Ministero* Ministero % PIL Spesa pubblica % PIL Evoluzione nominale PIL** Evoluzione nominale spesa Ministero**
1997 1.048.766 31.153 3,0 3,6 100,0 100,0
1998 1.091.361 31.337 3,0 3,5 104,1 100,6
1999 1.127.091 32.002 2,9 3,4 107,5 102,7
2000 1.191.057 33.715 2,9 3,3 113,6 108,2
2001 1.248.648 38.223 3,1 3,7 119,1 122,7
2002 1.295.226 37.616 2,9 3,4 123,5 120,7
2003 1.335.354 41.334 3,1 3,5 127,3 132,7
2004 1.391.530 41.033 2,9 3,4 132,7 131,7
2005 1.428.375 40.480 2,8 3,3*** 136,2 129,9
2006 1.479.981 41.198 2,8 3,3*** 141,1 132,2
2007 1.535.540 42.396 2,8 3,3*** 146,4 136,1

* Ai prezzi di mercato. Valori correnti. Milioni di euro dal 1999; milioni di eurolire per gli anni precedenti.
** 1997=100
*** I dati relativi all’incidenza sul PIL della spesa pubblica complessiva per l’istruzione relativa agli ultimi tre anni non sono disponibili. Considerando che, mediamente, tale spesa è pari a quella dello Stato incrementata dello 0,5%, l’incidenza della spesa pubblica per l’istruzione si può stimare pari al 3,3% del PIL.

Emanuele Barbieri

7 recommended

Rispondi

bookmark icon

Rispondi