Home » Racconti ed esperienze » Riflessioni sul service learning: convegno a Grottaferrata presso “Villa Cavalletti” - di Valeria Quintiliani

Riflessioni sul service learning: convegno a Grottaferrata presso “Villa Cavalletti” – di Valeria Quintiliani

Pubblicato il: 04/12/2017 13:48:57 -


Pubblicato il 4 dicembre 2017
Print Friendly, PDF & Email
image_pdfimage_print
Apprendere e formarsi in ambiti di vita reale e contemporaneamente rendere un servizio alla comunità, al territorio, al contesto: potremmo definire in questo modo l’approccio pedagogico del Service Learning. Non un metodo definito quindi, piuttosto un modo diverso di ‘fare scuola’, non un progetto extracurricolare (non c’è ‘l’ora del Service Learning’), ma insegnamento curricolare, non ‘didattica innovativa’, ma ripensamento, rivoluzione, rovesciamento della didattica tradizionale.
Se ne sente parlare sempre di più anche in Italia. Finalmente, perché il Service Learning fa veramente bene alla scuola. Intanto per l’assoluta centralità e protagonismo dell’alunno/studente; perché promuove le competenze e tra queste in particolare quelle di cittadinanza ponendo l’alunno/studente in situazioni di vita reale, ‘oltre l’aula’; perché fa dell’inclusione una risorsa.
Il Service Learning, con le varie denominazioni assunte nei diversi paesi, ha una storia ormai lunga: nato negli Stati Uniti negli anni Sessanta, si è poi diffuso in molti paesi, nel Sud America soprattutto, in Argentina, ed in Europa: in Spagna, Germania, Gran Bretagna.
In Italia il suo percorso è piuttosto recente. Il MIUR, lo scorso anno, ha individuato tre regioni, Calabria, Lombardia e Toscana dove ha avviato una prima sperimentazione. Recentemente anche nel Lazio si è costituita, con il sostegno dell’USR Lazio, una rete regionale denominata ‘Oltre l’Aula. Service Learning nel Lazio’ di cui è capofila l’Istituto Comprensivo “San Nilo” di Grottaferrata (Roma) e di cui fanno parte circa 40 istituzioni scolastiche di primo e secondo ciclo. La rete ha promosso un percorso di formazione rivolto ai docenti referenti di ciascun istituto. Formazione in presenza e a distanza (webinar) coordinati dalla Scuola di Alta Formazione EIS (Educare all’Incontro e alla Solidarietà – LUMSA) il cui Direttore, il prof. Italo Fiorin, è stato il promotore ed il divulgatore del Service Learning in Italia.
Questo primo percorso di formazione si è concluso il 18 novembre scorso nella straordinaria location di Villa Cavalletti a Grottaferrata in provincia di Roma. Al convegno, insieme al Prof. Italo Fiorin, è intervenuto il già Ministro della Pubblica Istruzione prof. Luigi Berlinguer, la dott.ssa Roser Battle, pedagoga ed esperta internazionale di Service Learning e la prof.ssa Marta Beatrice Rota, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Villa D’Almè in provincia di Bergamo.
A guidare il dibattito del convegno dal titolo “Service Learning, Apprendimento attivo e cittadinanza consapevole”, organizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale Lazio ed EIS, il coordinatore della Scuola di Alta Formazione EIS, prof. Simone Consegnati.
“Noi che ci occupiamo di cultura educativa e di politica scolastica – ha dichiarato Luigi Berlinguer – dobbiamo sentire la responsabilità per far affermare l’assunto fondamentale che è quello del cambiamento. Mi scalda il cuore che la personalità più insigne in questo momento nel mondo, che è quella di Papa Francesco, affermi con importanza che si può cambiare il mondo e che per cambiare il mondo bisogna cambiare l’educazione. Perché se non si cambia la base del futuro del mondo, se la scuola resta ancora una scuola trasmissiva che trasferisce conoscenze e che non ha un protagonista discente importante e fondamentale, impossibile sarà il cambiamento.”
 “Oggi – ha spiegato Italo Fiorin – l’educazione deve affrontare le sfide della globalizzazione dell’indifferenza la quale mira al profitto a qualsiasi costo ed insegna che l’impegno può essere ripagato solo da un profitto utilitaristico che viene percepito dai ragazzi come l’unico parametro di riferimento. Il Service Learning si propone come chiave del cambiamento didattico. Ciò che si trasforma non è il senso dell’educare, ma il contesto in cui ci si misura. È un approccio pedagogico che unisce in un unico progetto ben articolato i processi di apprendimento/insegnamento e l’intervento nella realtà allo scopo di dare una risposta a bisogni e problemi presenti nella comunità”.
Roser Batle, con eccezionale capacità comunicativa, ha illustrato le esperienze di Service Learning, molto avanzate, che si stanno portando avanti in Spagna, mentre Marta Beatrice Rota ha narrato l’entusiasmante esperienza di Service Learning condotta in una piccola realtà del bergamasco che ha coinvolto i ragazzi del corso d’idraulica di una scuola professionale – gli ultimi degli ultimi – li ha definiti la Rota, i quali sono diventati i ‘tutor’ dei piccoli alunni di una scuola dell’infanzia in un intervento didattico sul percorso dell’acqua.
Una giornata ricca di stimoli con un pubblico formato da Dirigenti Scolastici e docenti che hanno avuto l’opportunità di compiere un’attenta riflessione sul Service Learning e sulla scuola che verrà.

Valeria Quintiliani

32 recommended

Rispondi

0 notes
727 views
bookmark icon

Rispondi