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Nuovo GOLD: una documentazione didattica “multimediale”

Pubblicato il: 30/09/2009 16:53:24 -


I nuovi ambienti on line consentono di realizzare una documentazione didattica "generativa": permettono cioè di sviluppare il riesame delle attività, di promuovere la riflessione professionale in una dimensione collettiva di knowledge management, di riproporre le buone pratiche in nuovi contesti didattici in piena aderenza agli specifici bisogni formativi. Da una scuola primaria della provincia di Venezia un primo esempio.
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GOLD, l’archivio nazionale delle buone pratiche didattiche, si rinnova. Nata nel 1999, l’iniziativa dell’INDIRE, oggi AgenziaScuola, affianca – dal 2008 – alla tradizionale documentazione di tipo archivistico, nuove forme di narrazione “multimediale” delle esperienze didattiche innovative sviluppate nelle scuole italiane.

Una delle prime realizzazioni è quella dell’Istituto Comprensivo “C. Goldoni” di Martellago (VE) che illustra il laboratorio didattico “Storia, Matematica, Storia della Matematica” condotto secondo la metodologia del Gruppo Collaborativo in una classe terza di scuola primaria.

Il racconto viene sviluppato all’indirizzo http://storymat.wikispaces.com/ attraverso i video delle situazioni di cooperative learning e le interviste ai protagonisti (dirigente, docenti, genitori); una “linea del tempo”, realizzata attraverso una web application, propone poi riflessioni, immagini e documenti raccolti nella medesima sequenza delle fasi dell’attività in cui sono stati prodotti.

Il sito è in realtà un wiki, una scrittura collaborativa, frutto di un gruppo di docenti che ha messo insieme gli insegnanti che hanno realizzato l’esperienza, altri insegnanti dell’Istituto e di una commissione territoriale dalle cui riflessioni e attività di formazione ha preso corpo il progetto.

Gli stumenti, o meglio, gli ambienti on line utilizzati sono dunque quelli a forte connotazione sociale del Web 2.0. Gli elaborati multimediali (video e slide) sono raccolti in repository (YouTube, Scribd ecc.) e poi “aggregati” nel wiki: essi sono dunque resi fruibili anche direttamente all’interno di tali archivi, singolarmente o in forma di playlist. La pluralità di accesso alla documentazione è ampliata dalla struttura ipertestuale degli ambienti on line: all’accesso strutturale dell’indice delle sezioni, si affiancano quello cronologico della “linea del tempo” e quello concettuale di una “mappa interattiva”.

Oltre alla descrizione puntuale del progetto, è possibile analizzare la formazione che i docenti hanno seguito, le modalità di conduzione delle istanze collaborative (Gruppi e Assemblea), le procedure di valutazione e i risultati ottenuti; molti i documenti forniti, anche in forma di strumenti didattici agevolmente adattabili a situazioni scolastiche in cui si voglia riproporre l’esperienza.

Su ogni pagina del wiki e su ogni “momento” della “linea del tempo” è possibile commentare ed avviare una discussione.

Questa documentazione permette dunque di rivivere l’esperienza, di trasferirla in altre classi e scuole, di gestire la riflessione e il confronto nella comunità professionale.

La costruzione di comunità di pratica è del resto la cifra principale sia dell’esperienza che della documentazione. Gli allievi apprendono le tecniche di calcolo, non come un insieme di regole da ricordare, ma affrontando e risolvendo problemi organizzati in Gruppi Collaborativi in cui ognuno ha un ben preciso ruolo. È una Matematica contestualizzata in momenti storici e precise situazioni sociali e culturali quella che i Gruppi Collaborativi mettono a confronto nell’Assemblea Plenaria, in cui illustrano e discutono i risultati ottenuti nell’attività di laboratorio. Il metodo si rivela applicabile anche a tematiche diverse e, con i dovuti adattamenti, ad altre età, fino a quelle più giovani della scuola dell’infanzia.

Attraverso la Commissione Matematica e Scienze e la riproposizione della formazione l’esperienza prosegue su nuovi contenuti, si diffonde nella rete locale, viene trasferita in contesti scolastici più lontani, ampliando la comunità professionale.

E ancora una volta le tecnologie creano l’ambiente di relazione e di raccolta delle idee, dei racconti e dei documenti: un blog, Storymat’s Blog, permette a insegnanti e allievi di tenere un diario multiplo delle attività nate da questa esperienza di successo, rinsalda la rete delle scuole, divulga i risultati, genera nuova conoscenza professionale.

Franco Torcellan

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