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Il Mondo Parallelo e Il Potere dell’Amore

Pubblicato il: 30/01/2013 18:19:10 -


Intervista di Linda Giannini a Lucia Santucci, autrice di “Il Mondo Parallelo e Il Potere dell’Amore”.
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D. COME NASCE L’IDEA DI SCRIVERE RACCONTI?
R. Raccontare è un po’ come svelarsi agli altri. Quando si vuole comunicare con il prossimo possiamo farlo in molti modi e raccontare è uno di questi. Anche quando si vuole trasmettere un pensiero, una convinzione, un principio, io credo che se lo si fa attraverso un racconto arrivi in modo più chiaro, più fruibile, meno imposto.

D. QUALE LA SPINTA A RACCONTARE E RACCONTARSI?
R. Quando insegnavo dicevo sempre ai miei alunni che ogni essere umano è un “essere in relazione”. Nessuno può vivere senza comunicare con l’altro. Qualunque sia il modo in cui questo avvenga, con lo sguardo, il pensiero lo scritto, importante è che si rimanga in collegamento con gli altri. Per facilitare la comprensione di questo concetto e per rafforzarne la persuasione, raccontavo spesso un’esperienza fatta da una ragazza che, volendo sperimentare quanto potesse resistere senza relazionarsi con gli altri, finì con l’ammalarsi. Sì, posso dire che sicuramente è il bisogno di comunicare con gli altri che mi porta a scrivere, che sia attraverso i racconti, i romanzi o solo i saluti, fatto è che ho una gran voglia di comunicare e di trasmettere i miei pensieri ei miei valori, nella speranza che chi li legga possa trarne almeno un minimo di utilità. Però devo anche dire che la vera comunicazione è interazione, per questo mi piacerebbe aprire un Blog in cui chi volesse scrivermi qualcosa o discutere con me di qualcosa potesse farlo.

D. QUANDO HAI SCRITTO I RACCONTI, A QUALI STUDENTI HAI PENSATO DI RIVOLGERTI?
R. Sono nati pensando ai ragazzi/e dagli 8 agli 11/12 anni, l’età in cui si comincia a uniformarsi ai modelli più emergenti, dimenticandosi della propria singolarità e della propria unicità. Riscoprire una sfera di noi che raccoglie le nostre autentiche caratteristiche aiuta a valorizzarsi e ad amarsi di più. Sono stati scritti da un po’ di tempo, poi limati, adattati e resi fruibili per suscitare interesse nel leggerli, mantenendo però la loro caratteristica di “trasmissione di valori”. I racconti, anche se in alcuni punti un po’ fantastici, contengono una richiesta di attenzione al proprio mondo interiore, aspetto dell’essere umano che spesso viene asservito agli interessi materiali, cambiandogli così connotazione e defraudandolo della sua caratteristica più nobile e naturale. Essere attenti ai propri sentimenti e aver ben chiari i valori fondamentali dell’umanità, io credo che permettano di dare il giusto valore alle cose e trovare un equilibrio nella vita.

D. NEI RACCONTI SI PUÒ RITROVARE LA TUA ESPERIENZA DI DOCENTE?
R. Sicuramente sì. Io credo fermamente che all’esperienza dell’insegnamento si possa associare quella dell’apprendimento personale, poiché le due cose sono fortemente collegate. Gli anni di insegnamento hanno completato la mia formazione di essere umano. Il rapporto che ho avuto con gli alunni non si è limitato a quello del trasmettere ma anche dell’apprendere da loro. D’altronde nella vita è così, nel momento in cui si dà qualcosa, se ne riceve almeno altrettanto; bisogna solo essere attenti a riconoscerlo. Nei racconti, sicuramente gli alunni trovano un po’ di me, del mio modo di parlare e di pensare.

D. VISTO CHE SIAMO ALL’INIZIO DI QUESTO NUOVO ANNO, IL 2013, QUALE AUGURIO SENTI DI RIVOLGERE AI DOCENTI, AGLI STUDENTI E ALLA SCUOLA PUBBLICA?
R. Ai docenti impegnati in una missione per nulla facile, ma non senza i suoi lati piacevoli, auguro di poter svolgere il loro lavoro con le risorse giuste che affiancate alla professionalità, alla serietà e all’amore che già mettono in atto, possano rendere più agevole lo sforzo nel formare queste nuove piantine per la nuova società. Agli studenti auguro di ricevere una formazione idonea a sviluppare ogni ambito della loro personalità, e che possano poi usarla per un futuro sereno ed equilibrato. Alla scuola auguro che sia vista dai nostri politici come mezzo fondamentale per lo sviluppo di un’umanità migliore, non soltanto a parole o come propaganda ma con interventi concreti, reali.

***
BREVE DESCRIZIONE DELL’OPERA
Ne “Il mondo parallelo”, la protagonista della storia è Elisabetta, una bambina che vive con particolare intensità e affetto il rapporto con la sua capretta Petti, con cui condivide le giornate. La scomparsa dell’“amica” costituisce un’opportunità per la giovane di intraprendere un percorso di maturità della sua sfera sentimentale, sotto la guida di un misterioso quanto affascinante Vecchio Signore. La visita in un mondo “parallelo”, popolato di animali ed emozioni, affascina Elisabetta e la rende progressivamente consapevole di una sfera interiore di cui fino ad allora non era consapevole, essendo incapace di ascoltare la “voce della foresta”. Anche la protagonista del secondo racconto “Il potere dell’amore”, Gianna, è una bambina un po’ isolata dal contesto sociale e pur avendo rapporti con i suoi coetanei che abitano non lontani da lei, il suo migliore amico è un cane, Jack, la cui scomparsa temporanea condurrà la fanciulla a entrare in contatto con la natura e con alcuni degli animali che la popolano. La rivelazione di due rane la sconvolgerà e la porterà a esplorare i suoi sentimenti fino a scoprire…

IL MONDO PARALLELO
La vita quotidiana è caratterizzata in modo particolare dall’affermazione di tutto ciò che è pragmatico, che rientra cioè in pieno nella dimensione visibile, quindi sondabile. L’essere umano sa di possedere anche un’altra dimensione, quella invisibile: dei pensieri e dei sentimenti, capaci di creare dei legami forti. Le due dimensioni, anche se spesso sembrano in contrasto, camminano in parallelo e interagiscono nello svolgimento della vita relazionale. Il racconto evidenzia la necessità di conoscere e saper ascoltare in modo profondo tutto ciò che ci appartiene, non solo con l’udito ma soprattutto con l’animo, con i propri sentimenti, i propri pensieri, per non perdere le cose più preziose della vita. La ricerca disperata di una bambina, della sua capretta amata (cioè dell’oggetto del suo amore), sfocia nella scoperta di un mondo fantastico fino allora ignorato, anche se già le apparteneva: il mondo dei sentimenti, il mondo parallelo. In esso, nulla va perduto, tutto ciò che è autentico e intenso continua ad esistere e a mantenersi in relazione; basta saper ascoltare nel modo giusto. Lo scritto, attraverso un racconto allegorico, mira a guidare il lettore in una ricerca personale sul valore della sua dimensione invisibile, e a comprendere come questa costituisca il fondamento dell’esistenza, della propria personalità e soprattutto della sua unicità.

IL POTERE DELL’AMORE
Il racconto nasce da esperienze di vita vissuta; descrive un ambiente naturale in cui si svolge l’esistenza semplice, tranquilla di una bambina.
In quest’ambiente le piccole cose acquistano un grande valore; si sviluppa un legame più profondo con la natura, riscattando l’importante ruolo che questa ha nella vita dell’essere umano e si rafforza la capacità di sviluppare sentimenti autentici nelle relazioni con i propri simili e gli animali. In questa semplicità, emergono valori che, spesso, nella vita frenetica dell’uomo, sono vissuti come accessori, scomodi, o addirittura nascosti, perché non conformi alle esigenze e ai parametri della società in cui vive. L’autenticità dei sentimenti permette di scoprire la forza di cui essi sono portatori, e gli effetti che possono produrre sugli altri e nelle cose.
Gli episodi sono arricchiti da elementi della fantasia, che rendono piacevole la lettura senza compromettere la fruibilità del messaggio. L’amore rimane il vero protagonista di tutto il percorso narrativo.

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Linda Giannini

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