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ClanDESTINI (trentaduesima puntata)

Pubblicato il: 22/12/2011 18:18:36 - e


“Didier si districò lentamente e uscì dal bagagliaio, guardò Natis e le due guardie”. Prosegue il giallo a puntate di Education 2.0 ambientato nella scuola in ospedale. La storia di Didier, bambino soldato sfuggito alla guerra e alla morte.
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Natis buttò il sigaro dal finestrino e salutò nervosamente, rimettendo in moto.

La guardia riaprì il portellone e sistemò la coperta per chiuderlo meglio, quando si accorse dei due corpi annodati sotto la coperta.

“Pino, vieni un po’ qua!”

L’altra guardia arrivò, scostò la coperta e lanciò un’occhiataccia a Natis “Pensavate di trovare due fessi?”

Anche Gino guardò male Natis “E ora che facciamo con lei, professore? Lo capisce che volontario o no si è reso complice di un reato?”

“Un grave reato!” caricò Pino.

“Non ditemi che da questo luogo qualcuno ogni tanto non scompare?” Il professore cercò di rispondere disinvolto.

“Certo, mica è una vera galera con le celle e i muri alti,” rispose Pino “scappano sì, ma non in questo modo… e poi vi abbiamo scoperti”

“E se ci lasciaste andare? Chiudete un occhio, via, siamo quasi fuori!”

“Professore lei ha tentato di ingannarci!” constatò Gino con il volto imbronciato.

“E poi se noi vi lasciamo andare… qui scoppia un casino, qualcuno ci ha visto… Lei ci va di mezzo e noi passiamo un sacco di guai, questi non sono clandestini normali se di loro si interessa il maggiore…”

Didier si districò lentamente e uscì dal bagagliaio, guardò Natis e le due guardie “Insomma niente che non si possa fare, per una buona ragione.”

“… e il nostro rischio chi lo paga?”

Didier si ficcò due dita tra i denti e recuperò qualcosa. “Questa mia pietruzza lo paga! Vale tanto e nessuno ne saprà niente” Nella sua mano destra comparve un piccolo diamante grezzo.

I due finanzieri lo guardarono: era sporco di sangue e saliva ma sembrava davvero una cosa preziosa.

“E a noi chi ci dice…” provò a dire Gino.

“È un diamante grezzo, mi è capitato di vederne un paio.” lo rassicurò Pino. Fece per prenderlo ma Didier fu più svelto e chiuse la mano.

“Andiamo decidetevi, questa è una cosa che va fatta al volo. Prendere o lasciare!” li invitò Natis che era sceso dalla Panda.

Didier aveva dato il diamante a Kamal, per allontanarlo dal centro della discussione e l’arabo l’aveva asciugato e lo teneva nel palmo della mano.

Pino si spostò e allungò ancora la mano verso il diamante, ma Kamal serrò il pugno.

“Fate uscire il volontario e Kamal” propose Didier “io resto qui e poi li raggiungo dopo fatto l’affare. Ma la pietruzza basta per pagare anche un’altra cosa : restituitemi la Glock con la scatola dei proiettili.”

I due finanzieri si guardarono interdetti, in lontananza da una baracca provenivano delle urla in almeno tre lingue.

Pino guardò il collega che fece un cenno d’assenso con la testa, poi spinse Kamal dentro il bagagliaio e si voltò verso Didier “Niente scatola, devi fare una strage? La Glock è sequestrata. Ti posso dare solo la mia Beretta di rimpiazzo.”

“Hai due pistole?”

“Una la tengo per ogni evenienza, non è registrata … ti dovrai accontentare dei proiettili che ha nel caricatore…su dammi ‘sto diamante.”

“Prima la pistola!” disse Kamal dal fondo del bagagliaio dove s’era di nuovo rintanato.

“ La vado a prendere. Ma niente scherzi, abbiamo sempre, tutt’e due, la Beretta d’ordinanza e voi siete fuggitivi…” Pino s’avviò verso l’ufficio.

“Va bene, così poi giochiamo a ruba bandiera” disse Gino e alzò la sbarra mentre il professore rimetteva in moto e si allontanava di qualche metro.

***

AVVISO DI BURRASCA EMESSO ALLE 0600/UTC
BURRASCA IN ARRIVO DA NORDOVEST FORZA NOVE SU STRETTO DI SICILIA,
IONIO MERIDIONALE, STRETTO DI MESSINA, TIRRENO MERIDIONALE ET
RELATIVE COSTE.
ALTRA BURRASCA IN ARRIVO DA SUDEST FORZA OTTO SU IONIO SETTENTRIONALE,
CANALE D’OTRANTO ET RELATIVE COSTE
VENTO TENDENTE A PROVENIRE DA NORDOVEST FORZA SETTE SU IONIO
SETTENTRIONALE, CANALE D’OTRANTO ET RELATIVE COSTE.
ISOLATI TEMPORALI CON COLPI DI VENTO IN ATTO SU TIRRENO MERIDIONALE
SETTORE EST, IONIO SETTENTRIONALE, ADRIATICO MERIDIONALE, ADRIATICO
CENTRALE, STRETTO DI MESSINA, CANALE D’OTRANTO ET RELATIVE COSTE.
CESSATI TEMPORALI SU TIRRENO CENTRALE SETTORE EST, TIRRENO
MERIDIONALE SETTORE OVEST, STRETTO DI SICILIA, IONIO MERIDIONALE ET
RELATIVE COSTE.
BURRASCA IN ATTO DA NORDOVEST FORZA SETTE SU ADRIATICO CENTRALE.
REGIONI COSTIERE INTERESSATE: PUGLIA NORD-GARGANICA ET MOLISE.
PREVISTA BURRASCA DA NORDOVEST FORZA SETTE SU ADRIATICO MERIDIONALE ET RELATIVE COSTE.

Il secondo di bordo al comando della flottiglia di pescherecci storse le labbra per il disgusto: il caffè era pessimo e la notte era buia, senza stelle, e tempestosa. Posò la tazza sulla piccola scrivania davanti alla radiotrasmittente e aprì il portatile.

Il comandante si era finalmente preso un’ora di sonno e quello era il momento ideale per contattare la terraferma. Sul ripiano di legno la tazza e il pc ticchettavano come una bomba ad orologeria. Riprese la tazza, finì il caffé e accese skype.

“Figuriamoci se era possibile” Esclamò Cola davanti a uno schermo azzurrino.

Vide lampeggiare la radio e s’infilò subito la cuffia. Era certo Lui a chiamare da terra, si preoccupava sicuramente delle condizioni del mare. Ma si doveva preoccupare molto di più, pensò Cola, che al porto di Montelusa tutto fosse pronto per quel gran carico di armi.

Un affare complesso che doveva scontare un gran numero di connivenze.

“Ho appena sentito il bollettino con l’avviso di burrasca, dove siete, esattamente?” La voce di Cascio Ferro era cupa e tesa.

“Prima di domani a mezzogiorno non riusciamo a doppiare Capo Passero, con questo mare…”

“Cola, sei solo in cabina?”

“Si, può parlare tranquillamente …ma non ho mai visto un comandante più misterioso, sempre con occhiali scuri e stivali e il cane lupo che gironzola per il peschereccio, come in quel vecchio fumetto, Di mare però è poco esperto, almeno così sembra, per confonderlo gli ho detto che faremo rifornimento al porto di Gela, poi vedrò cosa inventarmi.”

“Quello che mi interessa è che non faccia storie quando attraccherete e caricherete le casse con le armi” il Ragioniere s’interruppe “ come non ha fatto storie per il primo carico.”

“Ma con i trafficanti d’armi ci sono sempre sorprese, sono una brutta genia.”

“Lo puoi dire forte, sono quasi peggio di noi, il loro motto è ‘dove c’è guerra c’è mercato!’”

Cola sorrise “Mica dappertutto in Africa c’è guerra.”

“Già, ma dove non c’è loro fanno in modo di procurarsela una guerricciola, niente di più facile. Ma torniamo al tuo comandante,” continuò Cascio Ferro “tu sai quello che devi fare se ci sono problemi anche piccoli…questo è un affare troppo grosso! Appena caricate le casse su tutti e sei i pescherecci ripartite per le coste africane, dovreste traversare il canale di Suez tra una settimana più o meno.”

“E poi, il porto finale?” Chiese Cola.

“Sulle coste somale, ma il porto te lo comunicherò solo all’ultimo momento…”

“Alla cieca, andiamo, non mi piace!”

“Non deve piacere a te! Così sono i patti con chi deve ricevere la merce, anche perché prima devo risolvere un impiccio: quello di punire un bambino soldato che è sbarcato dalle nostre parti, e finora non ci siamo riusciti… Il viaggio di ritorno te lo fai invece comodamente in aereo, in prima classe, se ti sarai comportato a dovere.”

Cola tamburellò con le dita sul tavolo, indeciso se prospettare anche l’ultimo problema di quel viaggio maledetto “Ma il Comandante è informato anche del fatto che dopo aver consegnato le casse con le armi le navi dovranno essere affondate al largo della Somalia con tutti i fusti radioattivi?”

“E dove se no?!” il Ragioniere rise forzatamente” Se lo hanno avvertito non lo so, i nostri soci in affari si occupano solo del traffico delle armi, il traffico dei rifiuti è tutto nostro: armi e veleni sono una grande joint venture!” Cascio Ferro stavolta rise di gusto.

Ma la risata arrivava frammentata, come colpi esplosi da un mitra. La trasmissione radio con il temporale che stava arrivando cominciava a subire interruzioni sempre più lunghe e le successive parole del ragioniere arrivarono spezzate.

“Tu, com…que Tieniti…nto .. arlo fuori, se intral… l’aff…e.”

“Va bene, ho capito” s’affrettò a dire Cola che aveva sentito alle sue spalle un rumore simile ad un ringhio “passo e chiudo.”

Nella piccola cabina era entrato il cane lupo del Comandante. Fissava minaccioso il secondo di bordo e digrignava i denti…

(continua)

(La storia di ClanDESTINI è frutto della fantasia degli autori: qualsiasi riferimento con la realtà, fatti, luoghi e persone vive o scomparse, è puramente casuale).

TUTTE LE PUNTATE PRECEDENTI



IL CALENDARIO 2012
Di Lidia Maria Giannini, studentessa. Dono per tutti i lettori e le lettrici di Education 2.0.








Calcerano e Fiori: il viaggio di Didier, un video riassunto che svela scenari inediti sulla storia di Clandestini

È in libreria “Teoria e pratica del giallo“, la nuova fatica di Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori per le stampe di Edizioni Conoscenza.

Qui le modalità per l’acquisto del libro.

L’intervista agli autori, Il giallo d’appendice


La video presentazione di Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori, Un giallo prezioso: ClanDESTINI


Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori, narratori e saggisti, vivono e lavorano a Roma. Hanno scritto insieme numerosi romanzi polizieschi. Per ulteriori informazioni si possono consultare:
http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Calcerano

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Fiori_(narratore)

http://www.luigicalcerano.com

http://www.giuseppefiori.com

Calcerano e Fiori

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