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ClanDESTINI (cinquantaquattresima puntata)

Pubblicato il: 25/10/2013 15:02:49 - e


Tina guardò verso la finestra della corsia e si rivolse seria a Kamal: “dobbiamo parlarti a lungo, se ti fidi di noi, anche questa è una priorità… dobbiamo farti una lezione, spiegarti cose che suor Annunciazione ha capito da sola e che io ho letto nei libri.”
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“Ti dico che, da grande, voglio fare il peacekeeper, ma prima penso di entrare in Urgently, se mi prendono… Devo fare qualcosa quando esco da quest’ospedale scuola.”

“Per l’Africa, vero?”, suor Annunciazione guardò Kamal intenerita, “E sai cosa sono i peacekeeper?”

Kamal alzò le spalle, “Sarebbero… Volontari civili che fanno interventi umanitari.” poi sorrise. “Chissà, forse mio padre era uno di loro… ma abbandonare mia madre nel Sahara Wi non è stato un atto di coraggio.”

“Dobbiamo spiegargli tutto quello che sappiamo”, s’inserì Tina, “mi dispiace che non ci sia Linda. È … troppo entusiasta, capisci! Non voglio che finisca male, che lo sfruttino, che non riesca a farsi un’idea sua, e poi ci son cose da fare… deve capire la situazione, il contesto… altrimenti… tu in Africa ci hai vissuto…”

Suor Annunciazione lanciò uno sguardo alla maestra e parve aver capito le sue parole sconclusionate.
“I peacekeeper… certo, fanno interventi umanitari e sono in grado di affiancare le forze militari. C’è la guerra, gli aiuti che…”, s’interruppe.
“Ma prima ci sono tante questioni formali… gli aspiranti peacekeeper devono aver ricevuto un’istruzione adeguata, aver maturato 4-5 anni di esperienza professionale sul campo e conoscere altre due lingue, oltre l’inglese.”

“Potrei farcela, no? Poi Urgently mi potrebbe aiutare a cominciare a lavorare, mentre studio! Mi aiuterò con le app.”

“Ti senti adatto?”

“Se voi mi aiutate, se Linda mi aiuta…”

“Siamo con te se vuoi studiare”, sorrise la suora, “so che è possibile candidarsi come peacekeeper attraverso l’Onu. Le missioni sono normalmente di breve durata, non più di un anno, e ci sono tante funzioni che possono essere svolte: il monitoraggio elettorale, gli aiuti d’emergenza, i trasporti e la logistica, la gestione di risorse umane, gli affari legali e politici, l’assistenza umanitaria che tanto ti piace, la difesa dei diritti umani.”

“Ok ma la priorità ora è aiutare Didier! Sei riuscita a metterti in contatto con il tuo ordine religioso in Africa?”

“Sì, mi hanno detto che ci vorranno almeno un paio di giorni per trovare quella tribù di pigmei, mi faranno comunque sapere subito come ci si può muovere… dato che, poi, la loro intermediazione finirà lì.”

“Che significa?” chiese Kamal.

“Significa che, in loco, c’è bisogno di qualcuno che sa come stanno le cose… cioè di uno di voi due.” azzardò la maestra Tina.

“E come puoi pensare che Kamal, un clandestino, possa prendere un aereo o una nave?” la riprese la suora.

“Non ti preoccupare di questo, troverò un modo… magari Natis mi aiuterà se gli dico che lavorerò per lui.”

Tina guardò verso la finestra della corsia e si rivolse seria a Kamal: “dobbiamo parlarti a lungo, se ti fidi di noi, anche questa è una priorità… dobbiamo farti una lezione, spiegarti cose che suor Annunciazione ha capito da sola e che io ho letto nei libri.”

“Adesso?”

“Adesso Kamal, tu sei in preda a un’emozione, va bene, ma devi anche capire, sapere. Ma se non ti va di ascoltare lezioni…”

Kamal aveva sentito la disperazione nella sua voce: “Mi va.”

Tina lo guardò riconoscente poi fissò la monaca che era impallidita. Suor Annunciazione guardò il crocifisso alla parete, si sedette su una branda e sospirò: “i buoni uomini bianchi dell’Occidente… il nostro inestinguibile senso di colpa… Devi andare dentro le cose, non ti accontentare mai di quello che vedi o senti in superficie..”

Suor Annunciazione mosse la mano come per cancellar quelle parole. “Carestia e guerra c’erano anche 50 anni fa, la causa era guerra e carestia, e oggi la stessa causa sempre con le stesse banali giustificazioni. Ma perché le guerre e le carestie?” Kamal era interdetto. “Adesso che ne so, Nunzia.” Lei lo guardò senza approfondire perché l’aveva chiamata così.

“Lo devi sapere! Non puoi essere un uomo in Africa se non lo sai! Come qui dobbiamo sapere della mafia, della corruzione e di tutti i traffici illeciti che il crimine organizzato pone in essere.”

“Quello che si deve sapere”, intervenne Tina, “è che qualche volta i grandi investimenti nascondono trucchi e tranelli, come un cesto di belle mele con i vermi, così molti paesi africani, affossati dai debiti, sono costretti ad aspettare altri aiuti esterni. Attorno alla Banca Mondiale e al Fondo monetario, ci sono i paesi occidentali, gli Stati Uniti, la Cina… e quasi tutta la popolazione africana quel debito se l’è trovato, e non ne ha beneficiato, lo sta vivendo solo come una grandinata maligna, un danno.”

“Chi compra il tuo debito”, sbottò suor Annunciazione, “prima o poi ti possiede anima e corpo e questo vale anche per noi greci o italiani e spagnoli…”

“Ma gli aiuti esterni per il nostro sviluppo sono essenziali, lascia stare l’Europa che è un’altra storia.” eccepì Kamal. “Le nuove tecnologie possono aiutarci a ridurre l’immensa distanza che c’è tra le nostre esistenze e le vostre.”

La suora riprese la parola: “Certamente, ma tante volte è accaduto che gli aiuti siano affluiti nelle capienti tasche del dittatore di turno o del signore della guerra che li hanno spesi per il mantenimento del loro sanguinario potere. Tutti i dittatori africani che si sono susseguiti, hanno poi versato le loro risorse finanziarie nelle banche occidentali e in quelle dei paradisi fiscali, derubando e affamando il popolo. E dopo il danno la beffa: il danno della miseria, della fame e delle malattie, la beffa del debito che il popolo africano si trova sul groppone. La maggioranza dei dittatori che hanno fatto i debiti è scappata in occidente, oppure sono morti con conti bancari dormienti, di ammontare miliardario. Soldi tornati in occidente. Ma i debiti no!”

“Poi ci sono le risorse naturali, di cui l’Africa è ricchissima.”, spiegò Tina, “ma son minerali insanguinati. A renderli ‘insanguinati’ sono le condizioni di schiavitù in cui vengono raccolti.
Negli stati africani non sono rispettate le leggi sul lavoro e sulla salute, ecco allora che si assiste a sfruttamenti, abusi e lotte armate per il controllo dei mercati. Ecco una causa delle guerre!” Anche suor Annunciazione sembrava innervosita, infuriata “Nel tentativo di estinguere il debito sotto il consiglio dei tecnici, gli stati africani cedono la loro sovranità nazionale, affamano i cittadini e cedendo terre fertili alle multinazionali o alla Cina, regalano quasi i diritti di estrazione mineraria, gas e petrolio, diamanti e colton. Ha ragione Tina. L’Africa e i paesi in via di sviluppo sono da sempre predate delle materie prime da parte delle potenze occidentali, e oggi ancora di più con la richiesta in aumento di minerali per la produzione di prodotti hi-tech.”

“Il nostro Mattei è stato assassinato perché anche in Africa dava più soldi ai produttori di petrolio. Gli si può dare l’elemosina agli africani ma non si può trattarli da pari, non si può che derubarli.”

“E nel Ruanda, il piccolo paese di Didier?” chiese Kamal.

Suor Annunciazione riprese i colori “Tempo fa gli esperti occidentali arrivarono a Kigali per presentare il loro ‘Programma di Sviluppo Nazionale’ ruandese. No! Grazie, il programma di sviluppo ce lo scriveremo da soli”, gli hanno detto in pratica, “e il risultato è che oggi il Ruanda risulta essere senza debito con la crescita economica più promettente, affidandosi soprattutto alle risorse e alle intelligenze interne.
Vedi Kamal, per generazioni e generazioni molti popoli hanno vissuto coltivando le terre, pescando nei fiumi e nei mari, raccogliendo i frutti, improvvisamente, da altri continenti sono arrivati uomini che vogliono sfruttare quella terra e il suo sottosuolo, a favore di multinazionali che coltivano biocarburanti, che estraggono diamanti e petrolio per il mercato occidentale.”

“Conoscere la radice dei problemi.”, concluse la maestra Tina, “Non devi confondere l’elemosina con quello cui si ha diritto.
Il sapere è quello che rende liberi.
Ora ti abbiamo detto come la pensiamo noi, quello che si dice ufficialmente lo sai già e ti ha convinto tanto da spingerti a collaborare come peacekeeper! Ragiona col tuo cervello, trova riscontri, verifica da solo. E non credere a nessuno senza aver verificato, neanche a noi!”

“Ragionare col mio cervello!” disse sconsolato Kamal “Studiare… le vostre favole finiscono sempre con la scuola, di mezzo!”

Il cellulare di Suor Annunciazione squillò.
Lei guardò il display e si affrettò a rispondere.

Ascoltò, assorta, quanto la voce al telefono le stava comunicando, poi aggiunse soltanto: “Non sarò sola. E dovremo viaggiare di nascosto, l’altro non ha il passaporto.”

Chiuse la comunicazione e si rivolse a Kamal “C’è una sola persona che ci può portare laggiù, ha salvato tante vite umane in mare portandole a Montelusa.”

“Chi è?” chiese Kamal eccitato.

“Il nostro uomo si chiama Cola.” Kamal l’abbracciò mentre la suora gli diceva: “Sembra proprio che in Africa abbiano bisogno di noi due… ma non credo che la nostra sia una classica missione da peacekeeper.” Tina guardò i due che si abbracciavano “L’Africa è grande, si può sapere in quale posto andrete a cercare Didier?”

(continua)

(La storia di ClanDESTINI è frutto della fantasia degli autori: qualsiasi riferimento con la realtà, fatti, luoghi e persone vive o scomparse, è puramente casuale).

TUTTE LE PUNTATE PRECEDENTI


L’intervista agli autori, Il giallo d’appendice


La video presentazione di Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori, Un giallo prezioso: ClanDESTINI


Calcerano e Fiori: il viaggio di Didier, un video riassunto che svela scenari inediti sulla storia di Clandestini

È in libreria “Teoria e pratica del giallo“, la nuova fatica di Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori per le stampe di Edizioni Conoscenza.

Qui le modalità per l’acquisto del libro.

Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori, narratori e saggisti, vivono e lavorano a Roma. Hanno scritto insieme numerosi romanzi polizieschi. Per ulteriori informazioni si possono consultare:
http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Calcerano

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Fiori_(narratore)

http://www.luigicalcerano.com

http://www.giuseppefiori.com


GLI EBOOK DI CALCERANNO E FIORI SU PINOCCHIO 2.0
http://www.descrittiva.it/calip/ebook-pinocchio2punto0.htm

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Immagine in testata di salvatore vuono / freedigitalphotos.net (licenza free to share)

Calcerano e Fiori

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