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L’incredibile esperienza di cantare nel coro più grande del mondo

Pubblicato il: 23/05/2016 21:30:46 -


Intervista al coro “10 in Condotta” di Pachino, uno dei protagonisti della manifestazione del 9 aprile.
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Tornando a Roma dopo la “Piazza Incantata”, alla Stazione Centrale di Napoli, mi fermo ad ascoltare un coro che si sta esibendo al pianoforte messo a disposizione dei viaggiatori nell’atrio della stazione. Riconosco l’arrangiamento di Michelle dei Beatles e capisco che si tratta di uno dei cori che sono intervenuti alla kermesse. Ne approfitto per intervistarli.

Innanzitutto raccontateci di voi, come è nato “10 in Condotta”, coro di Pachino, comune del Siracusano?

Il nostro coro è nato nel 2007, dal desiderio di alcuni ragazzi di continuare il percorso cominciato con il coretto di voci bianche della scuola elementare. Fondatrice e Maestro del coro fino al 2015 è stata Lucia Franzo’. Il coro è formato da ragazzi tra i 14 e i 26 anni e fa parte dell’associazione ACLI (Circolo di Pachino). La direzione è affidata a Maria Laura Mizzi (anni 21), che ha cominciato il cammino nei “10 in Condotta” sin dal giorno della sua fondazione.

Come avete saputo della manifestazione “La piazza incantata”, e cosa vi ha spinto ad intervenire?

Nel Dicembre del 2015, durante la preparazione dei concerti natalizi, abbiamo ricevuto un’e-mail dalla FENIARCO (siamo co-associati all’ARS Cori insieme alla Corale Tetracordus, nostra compagna di avventure), che ci presentava ed invitava all’evento. Abbiamo scelto di partecipare perché crediamo che il confronto sano, e in questo caso non competitivo, con altre realtà debba essere alla base di ogni tipo di percorso: l’idea di cantare con migliaia di ragazzi, di condividere la nostra passione con tutta Italia, di esibirci insieme con un’orchestra e con Maestri quali Sergio Siminovich e Ciro Caravano… la proposta era troppo allettante per essere rifiutata! Una ragazza appena sentita la notizia, si è alzata dicendo scherzosamente: “Vado a preparare la valigia!”

Voi siete un giovane coro amatoriale, i brani in programma non erano semplici, come si è svolta la vostra preparazione?

Ci siamo organizzati in modo che la preparazione dei brani per la piazzaincantata non togliesse tempo alle prove di routine del coro e viceversa. Abbiamo aggiunto quindi una prova ogni quindici giorni nel nostro calendario, per dedicarci esclusivamente ai brani in programma per Napoli. Il nostro repertorio comprende autori e brani dal 1500 ai giorni nostri, dal sacro al profano, dal classico al moderno. Siamo riusciti a conciliare la preparazione dei nostri concerti di Marzo/Aprile e della piazzaincantata, grazie all’aiuto delle video lezioni tenute dal M° Siminovich e dal M° Caravano: da un lato ci hanno permesso di limitare il tempo delle prove alla concertazione, dall’altro lato i ragazzi hanno avuto la possibilità (e la responsabilità) di gestire il loro tempo, in modo che durante la giornata, tra scuola e attività varie, riuscissero a dedicarsi anche alle video lezioni.

Il vostro coro si è esibito insieme con altri 12.000 e oltre coristi provenienti da scuole e cori amatoriali. Come è stato per voi cantare in uno dei più grandi cori polifonici mai visti?

Siamo stati fortunati ad entrare tra i primi nell’Area Palco ed essere seduti tra le prime file della nostra regione, ma ancora più bello è stato vedere la piazza che pian piano si riempiva di gente. Dalla nostra postazione la visuale della piazza era limitata, ma dalle colonne del Plebiscito il panorama era fantastico: una folla davvero enorme! Le prove e il concerto sotto la pioggia, tra l’orchestra, la fanfara, il coro degli alpini, i maestri, tutte quelle voci, sono stati qualcosa di indescrivibile. Cantare in un coro polifonico così grande, riuscire a sentire la propria voce mischiarsi e confondersi con quella degli altri 12.000 ragazzi… troppo scontato dire che è stato bello: provare per credere!

Avete incantato il pubblico della manifestazione e non solo, cosa è rimasto nei vostri di cuori dopo questa esperienza?

“Mi è piaciuto tantissimo il fatto di poter osservare altri cori, vedere e conoscere nuova gente. Ho amato tantissimo i brani, Dies Irae e Lacrymosa. Purtroppo essendo all’aperto il suono si disperdeva facilmente, ma per il resto è stato stupendo” (Martina C.)

“Nel mio cuore è rimasta l’incredulità di aver creato un unico coro italiano, gli organizzatori hanno realizzato qualcosa di unico che resterà sempre nella storia. Cantare con il coro più grande del mondo, nonostante le avversità della giornata, è stata un’esperienza incredibile! È stato davvero un momento di crescita partecipare ad un evento che non ha eguali“ (Sebastiana C.)

“L’esperienza della piazzaincantata è stata davvero bella: è fantastico come la musica unisca veramente tutti. Abbiamo incontrato ragazzi di tutte le età con la nostra stessa passione. È anche vero che in così tanti e all’aperto era più difficile sentire le varie sezioni, ma il pubblico avrà visto e ascoltato un grande spettacolo: un solo canto intonato dal cuore di Napoli” (Ester R.)

“Cantare nel coro più grande del mondo… impensabile, eppure qui in Italia c’è anche questo. Abbiamo conosciuto moltissime persone e abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con altri cori. Nel mio cuore rimarrà sempre impresso il ricordo della piazzaincantata, grazie di tutto!” (Serena P.)

“È stato emozionante trovarsi tutti in armonia: nessun limite di età o di regione, solo tantissima gente che era lì con l’unico desiderio di cantare insieme” (Carla d.R.)

“Fare parte del più grande coro polifonico è stata un’esperienza bellissima. Mi ha fatto piacere conoscere nuove persone. Mi ricorderò sempre della piazzaincantata e dei giorni passati a Napoli” (Martina U.)

Cabiria Greco

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