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Premio Abbado Awards 2015: la scuola che sperimenta

Pubblicato il: 25/02/2016 08:21:57 -


La premiazione delle scuole che hanno vinto il Premio Abbado Awards 2015 ha portato alla luce la grande qualità nella sperimentazione musicale a scuola.
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Lo scorso 20 gennaio, sono stati premiati i vincitori dell’Abbado Awards 2015. Il concorso ha interessato le scuole di ogni ordine e grado con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze, rendendo al contempo omaggio al grande maestro. I due vincitori ex-equo – l’Istituto Comprensivo Biella 2 di Biella Chiavazza ed il Liceo Classico, Musicale e Coreutico Azuni di Sassari – sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha riassunto con poche ma sentite parole l’insegnamento che ci ha lasciato il maestro Abbado, scomparso da ormai due anni: “La musica unisce, rende migliori, attraversa i confini, supera le angustie che spesso condizionano la vita del nostro come degli altri paesi… Incentivare la conoscenza musicale per tutti è un grande contributo al miglioramento della vita della nostra società”.

Conosciamo tutti, chi più chi meno, il maestro Abbado. La sua fama e le polemiche che le sue azioni ardite e innovative hanno suscitato ci sono ben note eppure, quando lo ricordano coloro che con lui hanno condiviso una straordinaria quotidianità, ci sorprendiamo a scoprire un’altra persona: Abbado, l’uomo dietro la bacchetta. Musica e civiltà. Questo il sottotitolo dell’iniziativa. È qui, in queste due parole, il senso di una vita dedicata alla musica e all’impegno sociale. È in queste due parole che, per quelli che hanno lavorato con lui, si racchiude la sua eredità.

Nel pomeriggio, nelle sale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, i ragazzi delle due scuole vincitrici e di altre cinque scuole, che hanno ricevuto una menzione per la qualità del loro lavoro, si sono incontrati nuovamente per una performance live ma, soprattutto, per un momento di condivisione.

La giornata è stata densa di emozioni, riflessioni e, anche – perché no? – sorrisi. Come quando Luigi Berlinguer ha raccontato i retroscena del famoso grande coro di voci bianche che intonò il “Te Deum” di Berlioz al PalaDozza. Ebbene, il maestro era un filologo e, dal momento che la partitura prevedeva seicento voci di bambino, non ne voleva uno di meno. “E dove li prendiamo adesso seicento bambini?” – ci si era chiesti, non senza una certa apprensione. Ma i bambini arrivarono ed il concerto si fece, malgrado le difficoltà e l’acustica, certo non ideale per una simile “impresa”. L’idea di fare un concerto di musica classica in un palazzetto è stato un azzardo ma il maestro voleva che la musica arrivasse a tutti. La musica doveva parlare al popolo, al popolo colto però. Non lasciamoci ingannare da quest’ultima affermazione, l’idea di Abbado era singolarmente rivoluzionaria: portare la musica a tutti perché tutti potessero diventare “colti”.

Il premio Abbado Awards 2015 ha inteso premiare la sperimentazione, il coraggio di uscire dagli schemi e dare le ali alla propria creatività: la scuola che fa la ricerca. La premiazione è solo l’istantanea del lungo e complesso percorso che ha coinvolto non solo i ragazzi presenti, ma anche i loro compagni (che li hanno seguiti in streaming da scuola) e, infine, tutte le scuole, oltre trecento, che hanno partecipato al concorso. Ed è stato un momento di confronto e di reciproca scoperta.

Ci resteranno nel cuore il ricordo della studentessa emozionata che arrossisce sul palco, la rosa bianca che cade e l’immagine che sfuma nel delicatissimo e commovente filmato dedicato alla Shoà ma, soprattutto, i volti dei ragazzi: studenti che hanno capito cosa vuol dire sperimentare, imparare e crescere nella musica e con la musica.

Nel 2009 Abbado chiese, per tornare a suonare a Milano, un pagamento piuttosto bizzarro: degli alberi. Quegli alberi non furono mai piantati ma i semi che ha gettato nella musica sono sbocciati nelle nostre scuole e questi alberi hanno dato frutto.

Per approfondire:

La premiazione al quirinale


I vincitori

l’opuscolo

Cabiria Greco

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