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Il sistema universitario olandese

Pubblicato il: 06/02/2013 00:51:37 -


L’implementazione del Bologna Process nei Paesi Bassi tra originalità, autonomia e riforme.
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Ho avuto modo di descrivere uno dei casi europei più particolari ed emblematici tra le istituzioni di higher education, quello dell’Università di Twente. Tuttavia questo caso va inquadrato in un contesto nazionale come quello olandese che risulta essere molto interessante e senza dubbio più european che american-like, a differenza del caso sopra citato.

Il sistema di higher education olandese è un sistema binario consistente in un settore universitario (Wetenschappelijk Onderwijs, WO) e uno di higher professional education (Hoger Beroepsonderwijs, HBO, conosciuto all’estero come University of Professional Education, UPE). Entrambi questi settori svolgono delle funzioni importanti e distinte, come riportato nell’Higher Education and Research Act (WHW) del 1993 “Le università preparano gli studenti per un lavoro scientifico indipendente in un contesto accademico o professionale e le UPEs preparano gli studenti a praticare una professione e ad agire con coscienza nella società”.

Il settore universitario consiste di 13 università tradizionali, una Open University, una università per business administration (l’università privata di Nyenrode), quattro istituzioni di teologia, e una università umanistica. A parte l’università di Nyenrode, tutte le istituzioni citate ricevono fondi statali con regolarità.

Il settore di higher professional education consiste di 44 UPEs che includono sia istituzioni a carattere generale, che istituti specializzati in determinate aree, come agricoltura, tecniche varie e training per l’insegnamento. Le UPEs hanno principalmente la responsabilità di preparare i propri studenti a delle professioni precise. Dunque i programmi offerti in questo caso tendono a essere più orientati alla pratica rispetto a quelli delle università. A differenza delle università, le UPEs non danno la possibilità di seguire corsi dottorali, e non ricevono fondi governativi per i loro programmi di master.

Per quanto riguarda le riforme sperimentate nel sistema olandese, a partire dal 1985 sono state apportate diverse correzioni al sistema per aumentare l’autonomia delle istituzioni di higher education e introdurre sistemi di controllo per le attività di insegnamento e di ricerca. Nel 1993 fu posta una pietra miliare sulla via del percorso riformatore con l’approvazione dell’Higher Education and Research Act, che introduceva il sistema BaMa (Bachelor/Master), nuove forme di finanziamento e di governance per le università, nonché nuove forme di management delle risorse umane. Nel 1996 fu introdotto un nuovo sistema di borse di studio legato alle performance degli studenti, mentre nel 1997 ci furono diversi provvedimenti volti a rafforzare la leadership dell’esecutivo nelle università e a introdurre un supervisory board con membri esterni; venne anche aumentata la quantità di fondi per la ricerca elargiti secondo certe condizioni (conditional funding). Nel 2001 vennero incentivate le mansioni di ricerca relative alle Universities of Applied Sciences, tramite l’introduzione di una nuova categoria di ricercatori. Nel 2002/2003 vennero introdotti i principi del processo di Bologna, insieme a nuovi e più stringenti metri di valutazione sia per l’insegnamento che per la ricerca.

Uno degli aspetti più importanti delle riforme degli ultimi due decenni è costituito da un’attenzione crescente alla qualità e al suo mantenimento a livelli competitivi con gli standard europei. Il ministro dell’Educazione, la Cultura e la Scienza è responsabile per gli aspetti legislativi pertinenti questo aspetto e gioca dunque un ruolo decisivo esercitando controlli qualitativi periodici su tutte le strutture di higher education. Il ministero può dare dei riconoscimenti alle diverse istituzioni, conferendo loro lo status di funded o approved; il primo termine indica che l’istituto è pienamente finanziato dal governo, il secondo che esso non riceve fondi statali e deve dunque sopravvivere grazie alle proprie risorse.

Un importante risultato conseguente all’implementazione delle direttive del processo di Bologna è l’introduzione e il successivo sviluppo di uno strumento chiamato Framework for Qualifications of the European Higher Education Area. Esso fornisce una serie di parametri generali e una struttura comune per quanto riguarda i titoli nei Paesi che hanno sottoscritto il trattato di Bologna, offrendo consigli e linee guida per arrivare all’obiettivo di un sistema di qualifiche nazionali coerente con quello prescritto dalle direttive comuni. L’Olanda, da questo punto di vista, è stato uno dei primi paesi a rendere il proprio sistema aderente ai criteri europei e questo risultato è stato riconosciuto ufficialmente da Commissioni di Verifica indipendenti.

Il caso olandese sembra dunque tracciare, nell’ambito del panorama dei sistemi di higher education europei, una nuova e diversa via riformatrice e che porta a risultati di indubbio successo: l’inserimento di un sistema già di per sé efficace nel più vasto orizzonte di un omogeneo processo di riforme europee; l’implementazione del processo di Bologna dunque, come vero e decisivo vettore verso il futuro e la coesione delle istituzioni universitarie e della ricerca europea.

PER APPROFONDIRE:
http://access.unict.it/bollettino/2004%2F1_2004%2F24-28.pdf

http://www.olanda.cc/sistema-universitario-olandese.html

Damiano De Rosa

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