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Verso la qualifica unica per i diplomati inglesi

Pubblicato il: 14/02/2024 06:17:54 -


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Già alla Conferenza del partito conservatore inglese ad ottobre 2023 il primo ministro Rishi Sunak ribadiva l’annuncio dell’anno precedente[1]: “We will introduce the new rigorous, knowledge-rich, Advanced British Standard which will bring together A-levels and T-levels into a new single qualification for our school leavers”. (Introdurremo il nuovo, rigoroso, attento a un maggior numero di  conoscenze, Advanced British Standard che riunirà i livelli A e T in una nuova qualifica unica per i nostri diplomati) Su questo tema il 14 dicembre 2023 è partita una consultazione con il mondo dell’educazione e la società inglese che terminerà alla fine del mese di maggio 2024. Nelle intenzioni del governo gli esiti saranno la base di partenza per un nuovo ambizioso ciclo per il prossimo decennio (“It will take around a decade to fully roll-out the ABS”( ci vorrà circa un decennio per implementare questo ABS). Il finanziamento per i primi due anni è di 600 milioni di sterline.[2] I nuovi iscritti iniziali nell’anno 2023-24 saranno i primi nel 2033-2034 a concludere il percorso con il nuovo diploma.

Il nuovo diploma finale per gli studenti 16-19 anni

Collocato al livello 3 nella scala delle qualifiche[3] il nuovo diploma ABS, definito anche “British Baccalaureate”, mira a diventare il riferimento dopo il GCSE[4]. In questa prospettiva si intende superare lo storico dualismo tra contenuti ‘accademici’ e contenuti tecnici, si aumenta del 15% il monte ore di insegnamento con l’ampliamento dell’area delle competenze e delle conoscenze e la matematica e la lingua inglese diventano la base comune per tutti gli studenti fino ai 18 anni.

Compiutamente implementato l’ABS porterebbe, con una svolta storica e radicale, all’abbandono dell’articolato sistema attuale basato su A Levels, T levels e Alternative Academic Qualifications (AAQs). L’esame di A Level (Advanced Level) per singole materie, introdotto nel 1951 e modificato nel 2000 con l’articolazione in AS (Advanced Subsidiary Avanzato supplementare)  e A2, prevede che negli ultimi due anni di scuola secondaria gli studenti seguano a scelta alcune materie (quasi sempre tre o quattro) e che con i crediti ottenuti in AS e A2 nella stessa disciplina raggiungano un A Level completo. I requisiti per l’iscrizione all’università, determinati dalle singole istituzioni, fissano il numero e il contenuto degli A Levels necessari. I T levels sono, invece, i nuovi corsi sempre dopo il GCSE introdotti a settembre del 2020 con il superamento delle qualifiche di carattere professionale BTecs [5]. Equivalenti, in termini generali, a 3 A Levels sono sviluppati in collaborazione tra imprese e istituzioni formative allo scopo di rispondere ai bisogni delle imprese e di preparare gli studenti ad una occupazione di qualità o all’apprendistato o al proseguimento nella formazione superiore. Le AAQs che raggruppano varie qualifiche proposte e approvate dal governo, sono un settore tuttora in fase di elaborazione.

Con l’ABS saranno previsti cambiamenti nei piani di studio con un’intensificazione degli insegnamenti. Gli studenti potranno scegliere tra corsi di alta qualità unendo opzioni accademiche e opzioni tecniche. Saranno d’obbligo, rispetto alle attuali tre discipline per l’A Level e ad un corso per il T Level, cinque insegnamenti di cui tre “majors” con la matematica e l’inglese d’obbligo per tutti.

A Levels: una robusta tradizione con oltre 70 anni di storia

Un’impostazione con un’anzianità di oltre settant’anni non è senza elementi di valore e pareri positivi. Senza dubbio con il sistema degli esami di A Level, a cui partecipa si studiano le singole discipline più a fondo affrontandone anche, al loro interno, aree impegnative e avanzate. Dal punto di vista degli studenti risulta più agevole concentrarsi su un piccolo gruppo di materie che disperdersi su un ventaglio di discipline, peraltro con minor rischio di dispersione o di spinta all’inflazione di diplomi senza validità e affidabilità reali. La valutazione finale, inoltre, può essere specifica rispetto ai giudizi di sintesi alla base di soluzioni presenti in altri sistemi scolastici dall’esame di Stato italiano al Baccalauréat francese. L’impostazione degli A Levels, in particolare, permette a studenti di talento in singoli campi disciplinari di evitare l’obbligo di studiare altre materie molto distanti.

L’inadeguatezza del sistema degli A-Levels è da anni oggetto di esame critico sotto diversi punti di vista[6]. Anzitutto pur riguardando un ampio spettro di discipline (oltre 80) restringe, in realtà, il campo di studio e di preparazione degli studenti (16-19) la maggior parte dei quali si ferma, infatti, a tre discipline mentre la media dei paesi OECD è di sette. Spesso la scelta avviene all’interno delle singole aree (linguistica, scientifica, artistica…) con rari ricorsi a opzioni miste anche perché non di rado le università richiedono A Levels in materie affini. Ottengono cinque o più A Levels studenti in situazioni particolari quali la conoscenza corrente di una lingua diversa dall’inglese o quando la scelta riguarda esami dello stesso settore scientifico con parziali sovrapposizioni. Con il tempo si è creata e consolidata una gerarchia tra le otto discipline più popolari (Inglese, matematica, biologia, chimica, fisica, arte e design, psicologia e storia) e tutte le altre[7].

La specializzazione precoce generata dal modello degli A Levels influisce su problemi quali il declino, se non l’estinzione, dell’insegnamento delle lingue straniere, il calo di studenti per la lingua inglese e le materie creative e il gap di genere nelle discipline STEM.

Per gli studenti le scelte degli A Levels si rivelano decisamente importanti perché condizionano le opzioni da compiere successivamente per il percorso universitario, senza alcuna flessibilità dovuta a ripensamenti o riorientamenti. Decisioni prese troppo presto a 16 anni possono risultare sbagliate. Probabilmente anche le carenze di educazione scientifica, spesso denunciata politicamente, risentono dell’impostazione del sistema degli esami.

L’orientamento verso poche discipline mal si concilia con una cultura interdisciplinare. L’impostazione, peraltro, dell’approccio tradizionale non sembra coerente con il profilo dell’educazione a largo raggio di cui il mondo del futuro avrà bisogno. Non a caso anche le imprese sempre più si orientano verso studenti con un’ampia base di conoscenze e competenze.

Gli obiettivi dell’ABS

Come spesso avviene con le innovazioni in educazione diverse sono le motivazioni addotte per il varo dell’ABS[8] che interesserà oltre 1,3 milioni di studenti che attualmente si dividono, a livello 3 della scala delle qualifiche, tra il percorso accademico (37%) e il percorso tecnico (21%)[9].

In primo luogo, l’intento di superare la separazione, se non il dualismo, tra materie umanistiche e materie tecniche, tra competenze accademiche e competenze tecniche segna una svolta nel rapporto tra le humanities e le discipline STEM. Questa prospettiva riflette anche i tentativi condotti a livello universitario per superare il great divide mettendo insieme studenti di materie umanistiche con quelli di materie scientifiche sulla scia della discussione di alto profilo sulle “due culture” aperta già nel 1959 da Charles Percy Snow. Numerose sono le implicazioni. Così, ad esempio, integrare la combinazione attualmente più diffusa per l’A level (STEM: scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) con l’obbligo della lingua inglese non potrà che rappresentare una spinta per le materie umanistiche. La generalizzazione dell’insegnamento della matematica estesa per tutti gli studenti fino a 18 anni nasce dalla considerazione, condivisa dagli esperti, del valore fondante della disciplina, asse portante dell’innovazione per il futuro. L’ABS riguarda la società inglese nel suo insieme secondo l’impegno di Rishi Sunak: “We will raise the floor ensuring that our children leave school literate and numerate (Alzeremo la soglia assicurandoci che i nostri figli lascino la scuola alfabetizzati nell’area linguistica e matematica)”.

L’aumento del tempo scuola necessario per il nuovo diploma allinea la scuola inglese con quella di altri paesi. La quota prevista di 1.475 ore nei due anni supera il tipico monte ore degli studenti con il sistema A Level che per tre materie è di 1.280 e con l’area tecnica ferma a 1.000 ore. Gli standard attuali, si fa notare, sono significativamente inferiori a quelli della Danimarca, dell’Olanda e della Norvegia che superano le 1600 ore.

Sullo sfondo è anche richiamato l’obiettivo di ridurre il numero di studenti che lasciano la scuola senza aver raggiunto uno standard minimo in lingua e in matematica (nel 2022 rispettivamente il 20% e il 23% dei quindicenni inglesi sotto il livello 2 del test PISA 2022)[10]. In questa ottica emerge anche la necessità di contrarre la distanza nella performance nelle due discipline tra studenti di origine svantaggiata e studenti di origine agiata (rispettivamente 83 e 85 punti di diversità in PISA 2022)[11].

L’adozione dell’ABS pare seguire il modello di certificazione, internazionalmente più diffuso (esame di Stato in Italia, Baccalauréat in Francia, Abitur in Germania…), con un unico diploma onnicomprensivo, più semplice e conclusivo della scuola.

I corsi professionalizzanti del T-Level

I corsi professionalizzanti del T-level sono stati introdotti dal governo nel 2020[12] e ad oggi non sembrano essere stati un successo. Nel 2022 hanno coinvolto solo 15.000 studenti a confronto con i 280.000 per i corsi di BTec destinati ad essere sostituiti. Anche per questo tipo di percorso si ha un forte restringimento del programma dal momento che gli studenti scelgono un corso solo, in contrasto con le ipotesi alternative di un ampliamento e irrobustimento delle conoscenze. La proposta di eliminare i T-levels, una innovazione recente e, peraltro, bandiera del governo in carica, cancella anni di investimento dal 2020 ad oggi per la loro attivazione. Allo stesso tempo sembra allontanarsi dal new vocationalism che ha orientato a lungo le politiche della formazione e, nelle parole di Sir Michael Barber permette “to match the best in the world on technical and vocational education over the next decade”[13] (per raggiungere i migliori al mondo nell’istruzione tecnica e professionale nel prossimo decennio)

SECONDA PARTE

L’accoglienza del British baccalaureate[14] tra consensi e critiche[15]

La proposta del primo ministro condivisa da autorevoli esperti è stata accolta da espressioni fortemente critiche (“Out of touch with reality” fuori dal contatto con la realtà) e colorite (“pie in the sky”, “impossible dream”, “pipedream”, “a misdirected fantasy”,undeliverable gimmick”, “sketchy proposal”, “a terrific idea” (torta nel cielo”, “sogno impossibile”, “sogno irrealizzabile”, “una fantasia mal indirizzata”, “espediente non realizzabile”, “proposta abbozzata”, “un’idea  tremenda/fantastica).

In una realtà abituata alla valutazione delle conoscenze e delle competenze riferite alle singole discipline non stupisce la reazione di chi sottolinea la difficoltà di raccogliere in un unico titolo finale corsi e discipline molto sfidanti e differenti tra di loro. La proposta dell’ABS è indebolita, tuttavia, soprattutto dai dubbi sulla possibilità di garantire gli insegnanti necessari. In un sistema che già soffre per la grave e cronica mancanza di insegnanti in generale e, in particolari, di docenti di matematica[16], fisica e lingue moderne[17] ogni ampliamento del monte ore e delle discipline studiate non potrà che accentuare le difficoltà esistenti e di non facile soluzione.[18]

La resistenza della tradizione, inoltre, non è da sottovalutare. Un’analoga proposta risalente ai primi anni 1980, autorevolmente avanzata da una commissione presieduta da Sir Mark Tomlinson, già a capo dell’OFSTED, non è stata presa in carico dal governo del tempo[19]. L’International Baccalaureate (IB) diploma attivato in 140 paesi e 3000 scuole di cui un centinaio nel Regno Unito[20] è stato non di rado considerato un’alternativa proponibile: ogni studente deve seguire obbligatoriamente 6 discipline tra cui matematica, lingua nativa, lingua straniera, una disciplina tra quelle scientifiche e una tra quelle umanistiche. Pur guardato con favore già in passato dal premier Tony Blair, l’IB, tuttavia, ha avuto alterne fortune nelle scuole inglesi.[21]

Sul piano politico alla proposta del premier il ministro ombra del partito laburista[22] ha opposto un quadro alternativo delle priorità da perseguire mettendo al centro la revisione del curriculum[23] e la scuola dell’infanzia e primaria, là dove si mettono le basi di una buona preparazione in matematica[24].

In questi primi mesi il dibattito, in ogni caso, ha fatto emergere i diversi lati dell’intera questione; la mancanza, tuttavia, di dettagli e di una traduzione operativa della proposta stessa ne ha impedito fino ad oggi un esame approfondito nel merito facendo prevalere considerazioni parziali e contrapposizioni politiche.

Un sistema stretto tra dinamiche e affanno

Non mancano documentate capacità di innovazione nelle scuole inglesi. Nel 2002 Tony Blair lanciava un impegnativo programma (The London Challenge(sfida), che sollevò radicalmente, in un arco di meno di dieci anni, qualità e risultati nelle scuole della capitale[25]. Negli ultimi anni, inoltre, significativi miglioramenti sono stati raggiunti nelle perfomance degli studenti.[26] Nella lettura gli alunni di 9-10 superano i coetanei di paesi come la Francia e la Germania. Oltre l’88% delle scuole sono valutate dall’OFSTED “good” o “outstanding (notevole)” rispetto al 68% del passato. Secondo il test PISA del 2022 gli studenti quindicenni del Regno Unito, ad una incollatura dagli studenti estoni, raggiungono un punteggio rispettivamente pari a 489 in matematica (Germania 475, Francia 474, Italia 471), 494 in lettura (Germania 480, Francia 474, Italia 482) e 500 in scienze (Germania 492, Francia 487, Italia 477). Queste performance sono in linea con risultati ottenuti nelle rilevazioni del decennio scorso[27].

Così Rishi Sunak può affermare: “Today’s announcement will ensure that we build on this success and address the challenges in post-16 education which have persisted for generations (l’annuncio di oggi garantirà di costruire a partire a da questo risultato e di affrontare le sfide dell’educazione dopo I 16 anni, sfide che persistono da generazioni)  ”. L’annuncio arriva, tuttavia, in un periodo di forti criticità della scuola nel Regno Unito. Lo School Attendance Problem (SAP) è considerato “the biggest problem facing education” secondo Rachel de Souza, Children’s Commissioner for England[28]. L’abbandono della professione da parte dei docenti (43.937 in uscita nel 2022)[29], l’insoddisfazione per gli stipendi inadeguati e il carico eccessivo di lavoro sono con la formazione iniziale dei candidati all’insegnamento problemi irrisolti non senza conseguenze per ogni estesa intenzione innovativa. Il dibattito sui metodi per l’insegnamento della lettura e della scrittura (“reading and writing wars ( le battaglie del leggere e dello scrivere)”) ha agitato e agita il mondo della professione docente. La recente sospensione[30] dell’attività ispettiva dell’OFSTED a seguito del suicidio della dirigente di una scuola valutata “inadequate”, ha riportato l’attenzione sulle incertezze di un’istituzione spesso considerata esemplare per la valutazione esterna delle scuole e dei sistemi di istruzione.

Verso una nuova stagione per l’istruzione post-16?

Tradizionalmente la scuola inglese ha dominato gli sguardi comparativi: l’autonomia delle scuole e le academies, l’insegnamento efficace delle scienze, la lunga fase del varo e dell’implementazione del National Curriculum, la discussa politica della “parents’ choice of school”, la leadership di scuola e il middle management hanno richiamato l’attenzione globale di esperti e di analisti.

Sulla probabilità che ritorni sulla scena internazionale per un’innovativa rifondazione del titolo terminale per gli studenti della fascia 16-19 pesano come un macigno i risultati dei sondaggi elettorali in vista delle prossime elezioni generali che sono lontani dall’assicurare la conferma dell’attuale maggioranza di governo. Se, come è probabile, entrerà comunque nel manifesto elettorale di Rishi Sunak la scommessa dell’ABS potrebbe diventare fortemente divisiva allontanando l’ipotesi di una soluzione bypartisan.

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[1] Si veda “British baccalaureate among Sunak education policy reforms”, The Times, 26 ottobre 2022.

[2] Cfr. il documento base della consultazione del 23 dicembre 2023 in ABS consultation summery . Cfr. anche Prime Minister’s Office, New qualifications to deliver world-class education for all.  e DfE, A world-class education system: The Advanced British Standard, 4 ottobre 2023.

[3] Nel sistema del Regno Unito sono nove i livelli di qualifica, da quello di ingresso fino al dottorato. Il terzo si riferisce al dopo GCSE e comprende A Levels, As Levels, T.levels e BTecs  (https://www.gov.uk/what-different-qualification-levels-mean/list-of-qualification-levels).

[4] GCSE sta per General Certificate of Secondary Education e si ottiene a 16 anni per le discipline scelte, cinque come minimo e da nove a dieci nella maggior parte dei casi.

[5] L’acronimo Btec sta per Business and Technology Education Council. I Btecs possono essere a livello 2, equivalenti del livello del GCSE e delle qualifiche (Btec Firsts), a livello 3 con lo stesso standard dei percorsi di A Level (Btec Nationals) o ai livelli 4/5 corrispondenti ai primi due anni di un corso di laurea (Btec Higher Nationals) (cfr. https://www.ucas.com/post-16-qualifications/qualifications-you-can-take/btec-diplomas).

[6] Già nel 2021 un rapporto di EDSK sottolineava la ristrettezza degli esami A Levels e se ne proponeva la sostituzione con un modello di baccalaureato (EDSK, Re-assessing the future, Part 2, aprile 2021); critiche simili sono contenute in Education Policy Institute, A narrowing path to success? 16-19 curriculum breadth and employment outcomes, settembre 2021.

[7] Marginalizzata, risulta, ad esempio Geografia, scelta solo dal 4% degli studenti (Geographical Association, A level geography results analysis 2023 (https://geography.org.uk/wp-content/uploads/2023/08/A-level-Geography-Results-Analysis-2023-final.pdf).

[8]. Si richiamano I benefici di un modello di baccalaureato dopo i sedici anni in grado di offrire opportunità per un curriculum di respiro, continuità nell’insegnamento della matematica e dell’inglese e un’enfasi sulle “key employability skills” come la comunicazione, il pensiero critico e l’orientamento interdisciplinare in House of Commons Education Committee, The future of post-16 qualifications, 28 aprile 2023, HC 55 Third Report of Session 2022–23, para. 159. Cfr. la richiesta di un British baccalaureate in Times Education Commission, Bringing out the Best: How to transform education and unleash the potential of every child (PDF), 2022.

[9] DfE, A world-class education system 2023 op. cit. p.27.

[10] DfE, PISA 2022: National Report for England, dicembre 2023 p.10.

[11] DfE, PISA 2022, op. cit. p.12.

[12] DfE, Introduction of T Levels, Policy paper, Aggiornato il 9 marzo 2023.

[13] Prime Minister’s Office, “New qualifications … op cit., 2023.

[14] Il “British baccalaureate” non è da confondere con l’esistente English baccalaureate che a livello di GCSE raggruppa lingua e letteratura inglese, matematica, scienze, geografia o storia e una lingua straniera.

[15] Cfr. Lewis J. e S. Wilson, The reform of level 3 of qualification in England. Research Briefing, House of Commons, 6 novembre 2023.

[16] Cfr. Adam R., “Sunak’s plan to ditch A-levels is out of touch with reality, says union” The Guardian, 5 ottobre 2023 e Martin M., “‘Nearly half’ of schools use non-specialist maths teachers”, TES, 22 novembre 2022.

[17] Worth J. and Faulkner-Ellis H., Teacher supply and shortages: implications of teacher supply challenges for schools and pupils. Slough: NFER 2022, p.25.

[18] La mancanza di insegnanti e di risorse è alla base della stroncatura dell’ABS in Freedman S., “British Baccalaureate: the wrong idea at the wrong time”, Times Educational Supplement, 25 settembre 2023. I posti di insegnamento non coperti, sia a tempo pieno che parziale, sono raddoppiati passando da 1.000 a novembre 2020 a 2.300 a novembre 2022 (https://explore-education-statistics.service.gov.uk/find-statistics/school-workforce-in-england#dataBlock-7c9655cd-f4b3-4770-b43a-fe324d12b50c-charts).

[19] Cfr. Tomlinson M., 14-19 Curriculum and Qualifications Reform: Final Report of the Working Group on 14-19 Reform, 2004.

[20] Foster P., Parker G. e Ch. Cook, “Rishi Sunak plans to overhaul A-level system with ‘British baccalaureate’”, Financial Times 21 settembre 2023.

[21] Bunnell, Tristan, “The Rise and Decline of the International Baccalaureate Diploma Programme in the United Kingdom.” Oxford Review of Education, 41, 3 (2015), pp. 387–403 ( http://www.jstor.org/stable/24736425 ).

[22] “Labour: Sunak’s Advanced British Standard plans ‘careless’ and ‘undeliverable’”, FE Week, 9 ottobre 2023.

[23] Editorial “The Guardian view on exam reform: schools have more acute problems than a narrow curriculum”, The Guardian 9 ottobre 2023.

[24] Cfr. Gross A. e J. Pickard, “Labour could abandon Rishi Sunak’s maths reforms to focus on primary school provision”, Financial Times, 3 dicembre 2023.

[25] Cfr. Burgess S., “Understanding the success of London’s schools’”, Discussion Paper 14/333, CMPO University of Bristol, 12 novembre 2014.

[26] I significativi miglioramenti delle scuole inglesi, tradizionalmente fanalino di coda nel Regno Unito, rappresentano un’eccezione nel grigio panorama delle politiche pubbliche del governo conservatore (Cfr. “There is an exception. Under the Conservatives, England’s schools have improved”, The Economist, 13 luglio 2023).

[27] DfE, PISA 2022 op. cit. 2023.

[28] Intervista a cura di Zofia Niemtus “How to fix attendance: a research view of what it works”, TES, 1 novembre 2023.

[29] Cfr. https://explore-education-statistics.service.gov.uk/find-statistics/school-workforce-in-england#dataBlock-7c9655cd-f4b3-4770-b43a-fe324d12b50c-charts.

[30] A. Richards, “Ofsted bows to pressure and halts inspections after Ruth Perry’s suicide”, The Guardian 2 gennaio 2024.

Mario Giacomo Dutto MIUR - già Direttore Generale saggista, esperto politiche formative

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