Come fare perché i nostri ragazzi imparino di più?

in Politiche educative

di Luigi Berlinguer | del 05/08/2009 |1 commento | commenta

Come fare perché i nostri ragazzi imparino di più?
Professori e dialetti, scuola media, professione docente, Mezzogiorno: alcuni spunti di riflessione per la ripresa di settembre. Il dibattito, come sempre, è aperto.



Cari amici,
nell'augurarvi buone vacanze, vorrei sottoporvi alcuni spunti di riflessione per riaprire il dibattito a settembre.


Professori e dialetti

Leggo dalle cronache una bislacca novità: i professori e i presidi devono essere di contrada o di quartiere, un corpo docente, quindi, polverizzato sul territorio. Comprendo e condivido che gli alunni a scuola imparino a conoscere culturalmente e a interpretare il proprio territorio (letteratura, lingua e dialetti, storia, economia, tradizioni e quant'altro). Lo studio deve servire anche a questo. Contemporaneamente è urgente che la gestione delle scuole e del sistema educativo passi alle Regioni e si riduca drasticamente il grande Moloch del Ministero della Pubblica Istruzione (Titolo V della Costituzione). Tre campi di intervento, tuttavia, fanno assoluta eccezione a questa impostazione: la gestione dei curricoli, e quindi il sapere nazionale ed europeo, la valutazione dei risultati dell'attività educativa e, sottolineo, l'unitarietà nazionale del corpo docente. Come si fa a pensare di ridurre docenti e dirigenti alla stregua di poliziotti di quartiere? Ma questi signori hanno la pallida idea di cosa sia un docente, di quale sia la sua fisionomia intellettuale e morale?
Education 2.0 è impegnata in un'azione intransigente contro questo rischio. Vorrei che aprissimo una discussione su questo tema, insieme a una riflessione più ampia sulla funzione docente nel secolo ventunesimo, su quali sono gli stimoli e le misure per valorizzare la professione educativa e il suo riconoscimento sociale.


"Quer pasticciaccio" della scuola media

È scoppiato finalmente il caso della scuola media. Non facciamoci deviare dall'epifenomeno dell'esame finale: andiamo più a fondo. È vero: quanti sono i cinque trasformati in sei? Per carità, silenzio, non diciamolo... È questo il modo migliore per affrontare il problema della insufficiente preparazione della maggioranza dei nostri alunni? La questione è di merito: il problema è come fare perché i nostri ragazzi imparino di più. Gradirei riflessioni, testimonianze, esperienze; non approcci lamentosi o trionfalistici, ma realistici e scientifici, sul vero senso del segmento scuola media, nel più ampio ciclo dell'istruzione. Riflettiamo sul micidiale danno morattiano della cancellazione della riforma dei cicli, affrontiamo alla radice i problemi della preadolescenza, cosa e come si impara in questa delicatissima fase, e così via... Occorre un esame comparativo internazionale e una valutazione realistica dell'esperienza italiana di questi decenni. Parliamo di cose serie.


La "Questione meridionale" e la scuola

Si scopre che la disinvoltura della finanza creativa non ha limiti: si spostano allegramente i fondi destinati al Mezzogiorno, i fondi FAS, come accadeva per i carri armati di Mussolini. E oggi riemerge il dramma del Mezzogiorno d'Italia. C'è chi parla addirittura di fare un partito del Sud. Non sarebbe meglio potenziare e riformare la scuola nel Sud? Esiste la questione delle risorse. Ma non si tratta solo di questo. Non riproponiamo in modo vecchio questo problema. La situazione è critica: i risultati educativi del sistema scolastico nel Sud sono preoccupanti. Ieri uno studente di un liceo napoletano o milanese erano preparati alla stessa maniera e con lo stesso successo. Altrettanto nella scuola elementare. Oggi non sembra sia così. Perché? domandiamocelo, documentiamolo. Ieri la scuola era la centrale educativa quasi assoluta; oggi il 70% appartiene all'informale, a fattori esterni alla scuola. Il contesto socio-economico, la realtà circostante sono oggi fattori decisivi della formazione. La scuola non può ignorarli, anzi: i due fattori vanno integrati. L'obiettivo oggi è il sapere per capire, non soltanto gnoseologico. Per capire e per essere soggetti attivi della propria vita. In altri termini, il rapporto fra conoscenza e competenze e ancor più il sapere per risolvere, anche in termini di autopromozione. In tutto questo il contesto conta e, nel Mezzogiorno, aiuta molto meno che nel Centro-Nord. Nel Sud si registra una caduta dei servizi da parte delle istituzioni e della società e ha un peso, più che altrove, la cultura della clientela, la cultura della raccomandazione; addirittura una fetta del territorio nazionale è sottratta ai poteri dello Stato. Non mancano certo esperienze eccellenti, di rilievo nazionale, ma la realtà è puntiforme e queste esperienze non fanno media. Anche su questo abbiamo bisogno di idee, testimonianze, riflessioni e proposte.

Sempre a settembre, con degli articoli di Walter Moro, apriremo una discussione sulla professionalità dei docenti. Altro tema su cui attendiamo i vostri contributi sono le linee di indirizzo per la scuola dell'infanzia, elementare e media, che saranno in vigore già da settembre.

Nel frattempo, buone vacanze.

Luigi Berlinguer

Nickname Titolo commento Scrivi commento

Scrivete i vostri commenti dentro il riquadro senza copiare il testo da Word o da altri programmi.

Con la sottoscrizione delle condizioni generali di contratto l'Utente si è assunto ogni più ampia responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a RCS Libri e/o a società ad essa collegate e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L'utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Due modelli di formazione di eubas09, pubblicato il 15/09/2009 La domanda è: come fare perché i ragazzi imparino di più? Ci sono essenzialmente, seocndo l'epistemologo della formzione Michel Fabre, due modelli di insegnamento. Il primo si ispira all'artigiano, che opera secondo tecnica, ed aggiunge sapere a sapere. Il secondo si sviluppa secondo la natura, che non aggiunge, ma evolve, rimodella, trasforma. Insegnare secondo natura significa quindi lasciar emergere i talenti degli alunni, coglierne gli stili di pensiero, valorizzare i primi, sviluppare i secondi. In questo modo l'apprendimento non è un prodotto estrinseco, che si sfalda alla prova dei fatti e non resiste al transfer delle conoscenze da disciplina a disciplina e da disciplina a constesto extrascolastico, ma il risultato dei processi evolutivi della mente e della persona accolti, interpretati, catalizzati, incrementati dall'azione educativa. Gardner e Sternberg: con loro dobbiamo fare i conti Eugenio Bastianon

Gli Speciali

In un unico file il meglio di education 2.0 da scaricare.

pdf

Scarica le raccolte dei nostri articoli piu belli, i commenti piu interessanti, i contributi della community, i saggi.

Sondaggio

Che tipo di contributi vorresti vedere crescere nei prossimi mesi su Education 2.0?

  • articoli di commento sui temi dell’attualità scolastica
  • articoli che presentano dati e informazioni sulle politiche educative
  • esperienze delle scuole
  • saggi di approfondimento sulle tematiche educative

Siti Amici

Vuoi inserire education2.0 sul tuo sito? clicca qui

Testata registrata presso il Tribunale di Milano, registrazione n. 262 del 3 giugno 2009. © RCS Libri S.p.a. – Div. Education - Via Mecenate n. 91 - 20138 Milano - Tel. +39 02 50951 - Fax +39 02 5065361 - Capitale Sociale € 42.405.000 - Registro Imprese e Codice Fiscale / Partita IVA n. 05877160159 - R.E.A. 1045223 - Soggetta ad attivita di direzione e coordinamento di RCS MediaGroup S.p.A. | Per la pubblicità su Education 2.0 scrivi a redazione@educationduepuntozero.it

1558eb44-4186-11df-bb67-00144f486ba6