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La Resistenza romana, in digitale: il progetto Generazioni Resistenti

Pubblicato il: 11/01/2023 03:05:04 -


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Come riuscire a trasferire alle nuove generazioni la conoscenza e, ancor di più, l’interesse per i fatti storici alla base della nostra storia repubblicana? Come far tesoro dell’insegnamento delle precedenti generazioni se a venir meno è la loro diretta testimonianza? E infine, come declinare questi saperi in un linguaggio nuovo, vicino alla sensibilità delle nuove generazioni, infondendo contemporaneamente in loro il coraggio e l’audacia di conoscerli e percorrerli in autonomia?  Questi alcuni degli interrogativi che ci hanno spinto a ideare e realizzare il nostro progetto Generazioni Resistenti.

Generazioni Resistenti è un progetto sulla Resistenza romana, il cui obiettivo principale è diffondere la conoscenza dei fatti storici legati al periodo della Resistenza avvenuti nella Capitale fra il 1943 e il 1944. Nato all’interno dell’avviso pubblico Vitamina G delle Politiche Giovanili della Regione Lazio, Generazioni Resistenti ha visto il sostegno dell’ANPI Provinciale di Roma, beneficiando lungo il suo percorso di realizzazione dell’interessamento di tanti altri soggetti che operano quotidianamente sul territorio romano, tra cui la biblioteca comunale “Casa della Memoria”.

Come Associazione Giovanile Storia Futura volevamo realizzare un progetto in grado di rispondere a quello che abbiamo percepito essere un vero e proprio deficit di memoria storica, che da anni purtroppo si registra intorno al tema della Resistenza. Infatti, per quanti sforzi facciano molti docenti appassionati, la scuola spesso non riesce a dare sufficienti risposte alle domande di tante ragazze e ragazzi interessati alla storia del nostro Paese. Le famiglie poi, con sempre più difficoltà, tentano di trasmettere i contenuti di base relativi alla Resistenza, ma in un contesto di forte ridimensionamento dell’approfondimento tematico da parte dei giornali, delle riviste cartacee e online, dei programmi televisivi e dei servizi di streaming.

Questi aspetti sono stati confermati dalle risposte ai questionari che abbiamo proposto alle studentesse e agli studenti delle dodici scuole di Roma incontrate nei precedenti mesi: il 50,8% di loro ha ammesso di conoscere poco i fatti storici relativi alla Resistenza romana, a fronte di un 73,5 % degli stessi che si sono detti però interessati all’argomento. C’è quindi una disposizione positiva alla conoscenza del tema da parte degli studenti e delle studentesse, a cui è assolutamente necessario dare presto una risposta. Ed è in primo luogo alla scuola, e dunque a chi opera all’interno di essa, che è affidato il compito di diffondere la conoscenza dell’argomento: alla domanda «Dove hai sentito parlare dei fatti della Resistenza Romana?», il 63,6% degli studenti ha risposto «A scuola», a fronte di un 15,2% che ha risposto «In famiglia» e di altri dati residuali corrispondenti alle risposte «internet e social», «fra amici», «programmi televisivi», «in maniera autonoma» e «a scout».

Il progetto Generazioni Resistenti vuole perciò contribuire a diffondere l’argomento storico della Resistenza supportando la scuola in questo percorso di approfondimento, con uno specifico focus sulla città di Roma e Provincia. 

Obiettivo del progetto non è stato perciò quello di somministrare contenuti storiografici da impartire ai ragazzi e alle ragazze in formazione, ma proporre loro degli strumenti di approfondimento cartacei e digitali, semplici e intuitivi, in modo da porli direttamente nella possibilità di approfondire da sé il proprio percorso di scoperta tematica, attraverso dei linguaggi e dei mezzi con cui entrare direttamente in sintonia. In aggiunta a ciò, come Associazione Giovanile Storia Futura abbiamo fortemente voluto che quegli stessi strumenti realizzati fossero messi a disposizione di tutti gli interessati e non solamente di chi oggi frequenta i luoghi della conoscenza: per questo motivo ogni prodotto del progetto realizzato è oggi gratuito e liberamente accessibile sul sito www.generazioniresistenti.it

La prima fase del progetto è consistita nella digitalizzazione e nello studio del materiale documentario conservato dall’Archivio storico dell’ANPI Provinciale di Roma presso la Biblioteca comunale “Casa della Memoria” all’interno del quale è possibile riscoprire le foto dei protagonisti e delle protagoniste di quegli anni, ma soprattutto leggere le autodichiarazioni delle diverse azioni che vennero attuate sul territorio. Nella seconda fase abbiamo poi realizzato il materiale e gli strumenti di approfondimento tematico a partire dalla valorizzazione del materiale documentario, che nella terza fase è stato presentato e diffuso nelle scuole, nelle università e in varie iniziative pubbliche.

Oltre agli opuscoli cartacei (ora scaricabili digitalmente anche dal sito), che puntano a sottolineare e valorizzare il ruolo delle donne, dei giovani e dei cattolici all’interno della Resistenza romana, abbiamo realizzato una mostra di 30 pannelli in cui vengono ripercorsi i momenti nevralgici della Resistenza a Roma e Provincia, così da fornire le coordinate storiche di base all’interno delle quali collocare i fatti storici trattati. Infine, abbiamo creato una mappa della Resistenza romana digitale, all’interno della quale, in una modalità geo-spaziale, abbiamo collocato le azioni partigiane, i luoghi di detenzione, tortura ed esecuzione, i luoghi della clandestinità e tanto altro. La libera fruizione della mappa digitale ha di molto facilitato l’avvicinamento al tema, suscitando direttamente l’interesse degli utenti, i quali sono così in grado di riscoprire autonomamente che vicino alla propria scuola, al proprio posto di lavoro o alla propria casa, che quotidianamente si vive e si attraversa, la storia ha lasciato lungo il suo impercettibile corso scie palpabili e segni cruciali del proprio passaggio.

Se trasmettere la memoria storica attraverso la testimonianza di chi quella fase l’ha vissuta direttamente non è più possibile, se organizzare conferenze e iniziative non suscita più come un tempo il sufficiente interesse nelle nuove generazioni, è necessario immaginarsi nuove modalità di trasmissione dei saperi per difendere i valori della libertà, della democrazia e per riconoscersi ancora (e di nuovo) cittadine e cittadini.

Silvia Cannizzo, laureata in filosofia. Dottoranda in Teoria dei linguaggi ed educazione linguistica. Presidente dell'Associazione giovanile Storia Futura.

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