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Per il diritto a filosofare

Pubblicato il: 16/03/2009 12:28:10 -


Qual è il ruolo della filosofia nel mondo contemporaneo? Partire da questa domanda vuol dire da un lato porre l’attenzione sul ruolo della filosofia nella società contemporanea, attraversata da profondi cambiamenti economico-sociali, politico-istituzionali, tecnologico-scientifici e cultuali; dall’altro sollecitare un confronto sull’insegnamento della filosofia nell’education italiana, chiamata oggi a un rinnovamento complessivo dei saperi, che tenga conto anche dei più recenti risultati in campo epistemologico e più in generale dei mutamenti dei modi e delle forme del pensare e dell’agire.
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In questo momento la filosofia, nel campo della ricerca e degli studi, vive un momento di grande fecondità: l’apertura nel recente passato del pensiero filosofico alle scienze sociali e umane, alle neuroscienze e alle scienze cognitive, ad altri saperi e linguaggi, costituisce oggi un fertile terreno di scambio interdisciplinare e una possibilità ulteriore per la filosofia di elaborare nuove prospettive interpretative per la comprensione della condizione dell’uomo contemporaneo. Parimenti è cresciuta la richiesta di filosofia da parte della società civile, come testimonia la fortuna di affollati festival ed eventi organizzati in tutta Italia da molti anni, attorno a una disciplina cui si riconosce la capacità di affrontare le questioni cruciali attraverso un’analisi scevra da ogni forma di fanatismo. Insomma, in questa fase di disorientamento, il filosofo, novello Socrate, torna nell’agorà a interrogare e a interrogarsi sulla domanda di senso con grande successo.

Qual è il ruolo della filosofia nell’education? Ma la filosofia non è solo un’attitudine, un modo di vivere, esigente e impegnativo, ma anche una scuola, un tipo di conoscenza all’insegna della curiosità e della scoperta. Essa, per sua stessa natura, incita e invita a porre quesiti: è la scienza della domanda senza alcuna frontiera, secondo l’espressione cara ad Hannah Arendt è un “pensare senza ringhiera”. Perciò in una società aperta, inclusiva, pluralista e fondata sulla conoscenza, si può sostenere che la filosofia occupi un posto decisivo nella formazione delle nuove generazioni per sviluppare le capacità di tutti fin dall’infanzia alla meraviglia, alla creatività, al ragionamento, per sollecitare le intelligenze multiple alla domanda, al concetto, al senso di responsabilità verso se stessi, gli altri e l’ambiente, per costruire una mente critica di un soggetto cognitivo, affettivo e sociale? (=Perché insegnare la filosofia?)

Quale presenza ipotizzare per l’insegnamento della filosofia (=Dove/Quando insegnare la filosofia?), quali approcci, metodologie, contenuti, tecnologie e pratiche, mettere in campo per insegnare filosofia e imparare a filosofare (=Come insegnare filosofia?) in un sistema di studi democratico, aperto alla complessità e ai bisogni formativi della società?

Riaprire il dibattito in Italia, che dai tempi dello scritto di Giovanni Gentile del 1900 su L’insegnamento della filosofia nei Licei ha attraversato tutto il XX secolo e svilupparlo anche attraverso un confronto con altre realtà europee e internazionali, vuol dire riportare la questione della filosofia e del suo insegnamento al cuore delle politiche educative, partendo da una domanda cruciale: se vogliamo incrementare il valore della nostra conoscenza e condividerla, investire nella qualità dell’education garantendo eguali opportunità a tutti e costruire una democrazia consapevole e responsabile, possiamo parlare di un diritto di tutti alla filosofia e al filosofare?

Carla Guetti

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