Il Wiki, una specie di quaderno digitale

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di Manuela Zani | del 17/05/2013 |commenta

Il Wiki, una specie di quaderno digitale
Il Wiki e le tecnologie digitali del web 2.0 nella didattica: l’utilizzo di un ambiente di apprendimento integrato per innovare i processi didattici nella scuola primaria. L’esperienza è stata presentata al III Convegno di Education 2.0.



Con l’arrivo della LIM nella mia classe quinta, come insegnante mi sono posta alcuni interrogativi:
Come utilizzare le tecnologie nella mia didattica quotidiana per innovare le tecniche di insegnamento? Come ottimizzare l’apprendimento usando gli strumenti offerti dalla multimedialità e dal web 2.0 in modo da accorciare il divario tra scuola e le esperienze reali degli alunni? Come promuovere un uso più consapevole e critico delle tecnologie e del Web?

Volevo verificare se e in che modo le tecnologie e gli strumenti offerti dal web 2.0 potevano rispondere a queste esigenze, ormai ineludibili nella scuola del terzo millennio. Perciò ho scelto di sperimentare nella mia classe il Wiki(1), che dava la possibilità di creare un ambiente di apprendimento integrato, uno spazio virtuale dove la classe si può ritrovare anche oltre l’orario scolastico e lavorare in modo collaborativo su tematiche affrontate a scuola.

In questo ambiente virtuale le tecnologie si intrecciano con i percorsi disciplinari e le attività quotidiane, promuovono e sostengono i processi collaborativi di costruzione di conoscenza della classe, danno un senso nuovo al lavoro in aula e ai compiti a casa.

La cultura partecipativa del Web 2.0 si ibrida con la didattica, immettendo “linfa nuova” nella prassi scolastica, spingendola inevitabilmente al rinnovamento.

Il Wiki è uno strumento semplice e duttile, non servono competenze informatiche avanzate, per realizzare le attività collaborative bastano pochi computer collegati alla rete e non servono software costosi perché ci si avvale di applicazioni web 2.0 a costo zero (o quasi): sono molti i servizi online che possiamo usare per editare prodotti multimediali da inserire nelle nostre pagine web (Voki, Calameo, Glogster, Mindomo, Google Documenti ecc.)

Le metodologie usate per realizzare questo progetto sono il Cooperative Learning e il Webquest, che si coniugano in modo da integrare “l’aula virtuale” con quella reale.

Il lavoro collaborativo di gruppo parte dal web con la tecnica della ricerca online chiamata Webquest, si sposta in classe sul cartaceo, con l’elaborazione della sintesi condivisa e infine ritorna sul web, attraverso l’inserimento nel wiki.

Il sito web è il punto di partenza dove raccogliere i link delle risorse online selezionate per la ricerca, il webquest strutturato con i compiti, i ruoli assegnati e la descrizione del procedimento che ogni gruppo deve affrontare, e il repository finale dove archiviare i testi e/o gli oggetti multimediali editati a più mani direttamente dagli alunni.

Il Wiki diviene una specie di quaderno digitale da organizzare e “riempire” pagina per pagina, con tutti i lavori realizzati in modo collaborativo dai bambini.
Gli alunni diventano autori e co-producono conoscenza e l’insegnante assume un ruolo di facilitatore-regista dell’apprendimento: predispone i materiali, guida gli alunni in classe a utilizzare questo nuovo strumento, compone i gruppi, assegna i compiti collaborativi, struttura i ruoli (che devono essere sperimentati tutti a turno da tutti i ragazzi), ma lascia largo margine di organizzazione al gruppo su come portare avanti il proprio lavoro. Monitora il lavoro ed è pronto ad aggiustare il tiro o a intervenire in aiuto.

Inoltre si risolve il problema della documentazione dei percorsi scolastici: il tracciamento crea una storia del lavoro scolastico ripercorribile anche a posteriori.

Le attività di navigazione e ricerca guidata avviano processi cognitivi di alto livello, come ad esempio selezionare, comparare e sintetizzare informazioni reperite da varie fonti in modo da giungere a un sapere autentico.

Con il nostro Wiki e il blog didattico abbiamo quindi usato le tecnologie come strumenti per amplificare la collaborazione, la condivisione, la rielaborazione delle informazioni e le relazioni interpersonali, ottenendo notevoli progressi in vari ambiti:
• un aumento della motivazione, della partecipazione attiva e del senso di autoefficacia negli alunni;
• una maggiore capacità di rielaborazione, autonomia e senso di responsabilità, per cui i contenuti sono stati appresi in modo più approfondito e significativo;
• un miglioramento del clima relazionale della classe.

Queste attività collaborative online sono adattabili alle classi IV e V della primaria ed è possibile lavorare non solo con i contenuti di storia e di geografia, come nel nostro caso, ma anche con altre discipline. La sola condizione essenziale è l’accesso al computer da scuola e da casa. Senza questo presupposto il progetto è destinato a incidere in minor parte sui processi di apprendimento degli alunni.

Anche se abbiamo incontrato alcune piccole difficoltà, quali la diffidenza iniziale di qualche genitore verso lo strumento e alcuni problemi nell’effettuare il login da casa, a mio avviso il Wiki rappresenta una soluzione semplice ed efficace, senza costi aggiuntivi, al problema dell’introduzione significativa delle tecnologie nella didattica quotidiana della classe.

Per innovare i percorsi educativi credo che sia necessario un uso “oculato e diffuso” delle nuove tecnologie digitali: il Wiki è lo strumento che risponde perfettamente ai nuovi bisogni formativi, consente agli alunni di divenire protagonisti attivi e responsabili del loro processo di apprendimento, cambia il setting didattico e crea un ambiente di apprendimento integrato in grado di favorire un apprendimento veramente significativo.


Note:
(1) “Un Wiki è un sito web (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che può essere modificato dai suoi utilizzatori e i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro che vi hanno accesso.”


Per approfondire:
- "Il Wiki come ambiente di apprendimento"


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Immagine in testata di Wikimedia commons (licenza fre to share)

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