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Usare Facebook come strumento didattico

Pubblicato il: 04/11/2010 14:34:00 -


Sfatiamo la netta distinzione tra scuola come luogo dei saperi e social network, in particolare Facebook, come luogo dei pareri, e creiamo il presupposto per una complementarietà dei due luoghi, a sostegno di una didattica innovativa. Il racconto di un’esperienza scolastica in corso.
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Il social network Facebook aveva, al momento della sua creazione, lo scopo di far mantenere i contatti tra università e licei di tutto il mondo, infatti, nel 2005 per prime si registrarono le università, mentre nel 2006 Facebook si estese sia alle scuole superiori che alle aziende. Oggi Facebook si è trasformato in una rete sociale che coinvolge trasversalmente tutti gli utenti di Internet, creando i presupposti di un utilizzo complementare alla didattica disciplinare.

Termini come Marketplace, HTML, CSS, poke, Timeline, sistemi API, sono sempre più familiari alle nuove generazioni di digital native, e le istituzioni scolastiche dovrebbero sforzarsi, nelle proprie offerte formative, a rendere anche i social network possibili strumenti didattici di formazione. È utile interrogarsi se la didattica in classe usa le tecnologie del web 2.0 o sono le stesse tecnologie a implementare la didattica, la risposta a questo quesito è complessa e articolata in quanto coinvolge diversi strumenti tecnologici quali i prodotti didattici multimediali, le LIM, gli eBook, i blog, i social network, ognuno con le proprie peculiarità.

Ai giorni nostri gestire la conoscenza, significa gestire la complessità dell’e-learning caratterizzata dalle molteplici strutture di comunicazione. Nella didattica sta cominciando a muovere i primi passi l’era del docente 2.0, infatti, secondo una indagine di EDU TECH, il 40% dei docenti dichiara che il web favorisce l’interazione con gli studenti, diventando sempre di più uno strumento indispensabile per lo sviluppo della loro competenza; mentre di contro quasi il 30% degli insegnanti afferma che internet non aiuta a fare il docente, essendo una perdita di tempo e un pericolo per la serietà della ricerca didattica.

Internet e Facebook sono utilizzati da parte degli studenti prevalentemente per motivi comunicativi e ludici, mentre i processi cognitivi complessi e l’approccio maturo e consapevole alla rete necessita, oggi più che mai, di una guida formativa che può essere rappresentata dalla scuola e quindi dalla classe docente.

In questo ambito nasce il progetto “ Leggere scrivere ed interpretare la scienza nel web ” (Classifica scienza di Wikio), già approvato dal collegio dei docenti dell’IIS di Furci Siculo in provincia di Messina e aperto ad altre realtà scolastiche sul territorio nazionale. Il progetto ha tra i principali obiettivi quello di educare lo studente alla corretta interpretazione dei contenuti scientifici scaricati da internet, e alla loro riproposizione scritta, coinvolgendo all’interno di una didattica interdisciplinare diverse aree disciplinari quali la matematica, la fisica, la chimica, l’elettronica e l’italiano.

Per agevolare il lavoro degli studenti è stata promossa una pagina sociale su Facebook dal titolo “Classifica scienza di Wikio”, dove sono proposti blog, siti web e articoli di particolare rilevanza scientifica scelti dai migliori blogger scientifici italiani.

Durante lo svolgimento del progetto saranno monitorate tutte le azioni riferite alla mediazione fra contesti scientifici formali e informali, per accrescere il senso critico nell’uso della rete.

Il progetto si vuole rendere promotore di un proficuo incontro culturale tra i digital creator, ovvero coloro che pubblicano blog, pagine web personali, contenuti video o audio (Web tv o podcasting), e i soggetti esterni agli ambienti di social networking, cercando di trasformare questi ultimi in lettori simpatizzanti o meglio in partecipanti collezionisti (collectors), ovvero in utilizzatori consapevoli di Feed RSS o in etichettatori di pagine web, immagini e contenuti della rete.

Un secondo obiettivo del progetto che trova un preciso riscontro in un’altra pagina di Facebook denominata “(cattiva) scienza in tv”, ha il fine di organizzare una conferenza che coinvolga il territorio in cui risiede l’istituto capo fila, dal titolo “Scienza e paranormale nei Mass-Media”.

Si è deciso in una riunione con gli studenti, svolta in orario extracurriculare l’argomento centrale della conferenza che sarà il concetto del cosiddetto “rasoio di Occam”. A questo proposito si è approfondita la tematica proposta cominciando dalla frase in latino “entia non sunt multiplicanda” con cui Guglielmo di Ockham indicò che tra le diverse spiegazioni di un fenomeno naturale si dovesse preferire quella che non moltiplica enti inutili. Si può dire quindi, nel definire la teoria del rasoio di Occam che tra varie spiegazioni possibili di una cosa, nel nostro caso di un argomento scientifico, è quella più semplice che ha maggiori possibilità di essere vera.

Il rasoio di Occam si fonda su due principi distinti: il primo è quello democratico basato sul minimo sforzo di comprensione ovvero sulla minima complicazione dei ragionamenti da comprendere; il secondo, detto principio estetico, asserisce che ciò che piace alla maggioranza è accettato. Nella scienza l’unione del principio estetico con quello democratico è una verità invincibile che può essere sconfessata solo da prove sperimentali inequivocabili, vedi la storia di Galileo Galilei.

Da quanto detto segue che quando si unisce rigorosità scientifica basata su incontrovertibili teorie fisico-matematiche, con ipotesi fantascientifiche con derive paranormali, il rischio è che nella percezione di un lettore (lo studente) prevalga la scelta della soluzione più semplice, vanificando l’impegno di una buona divulgazione scientifica.

Aldo Domenico Ficara

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