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Un ponte tra Padova e la California

Pubblicato il: 12/10/2022 07:54:51 - e


I campus di La mia scuola è differente! incontrano il modello UC-Links californiano.
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«Una scuola che perde i più fragili non è più una scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati». Le parole di Don Milani contenute in Lettera a una professoressa (1967) risuonano attuali e richiamano chiaramente il pensiero che sta dietro al progetto La Mia Scuola È Differente!, coordinato dal maestro Fabio Rocco (docente presso la scuola primaria Giovanni XXIII, VII Istituto Comprensivo “San Camillo” di Padova) selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, per prevenire l’esclusione sociale e creare una rete tra scuola, famiglia e territorio. Tra le proposte troviamo i Campus durante i periodi di chiusura delle scuole: i bambini che vi partecipano hanno la possibilità di sperimentare occasioni di socializzazione con i coetanei e nuovi apprendimenti quali laboratori sportivi e linguistici, in un’ottica di quotidiano incontro interculturale. Il contesto padovano non è il solo a promuovere questo tipo di iniziative: ad esempio, l’idea di andare “oltre la scuola” è attiva in California dal 1996 tramite la UC Links (University Community Links), un’iniziativa che mira a creare un network tra l’università della California e partner comunitari per l’organizzazione di programmi di doposcuola. Sicuramente altri Paesi promuovono progetti di questo tipo, quindi perché citare proprio il contesto californiano? Il legame ha un nome e un volto: Marjorie Faulstich Orellana, professoressa ordinaria alla School of Education and Information Studies dell’Università della California, sede di Los Angeles, in visita in Italia nell’ambito del programma Fulbright, invitata dal dipartimento Fisppa dell’Università di Padova. L’invito è partito proprio dal dipartimento che negli ultimi anni ha visto nascere una collaborazione, sancita dal Patto Educativo di Comunità, con il VII Istituto Comprensivo di Padova “San Camillo” e il progetto coordinato dal maestro Fabio Rocco, con l’auspicio di diventare parte attiva nell’iniziativa. La scuola Giovanni XXIII, baricentro del progetto La Mia Scuola È Differente! ha visto una ricca partecipazione della professoressa, attraverso visite e incontri con bambini ed educatori in un’ottica di scambio e di inclusione nel contesto italiano del modello UC Links californiano. 

UC Links: un network tra scuole e università

UC Links è un’iniziativa che vede l’unione e lo scambio continuo tra le università della California e le comunità locali. Queste collaborazioni a lungo termine sono uno dei principi chiave del progetto, vengono infatti promosse e sostenute la messa in campo di risorse comuni in un’ottica di partecipazione attiva da entrambe le parti.

Sin dal 1996 l’innovazione del progetto sta nell’offrire a bambini e ragazzi un’esperienza di doposcuola di qualità attraverso il coinvolgimento degli studenti universitari che si formano per diventare insegnanti. Centrale è la connessione tra corsi universitari ed esperienza sul campo: gli insegnanti in formazione hanno la possibilità di sperimentare in contesti di vita reali la teoria che apprendono durante le lezioni universitarie, perseguendo quindi una formazione universitaria avanzata. Questo momento si colloca all’interno del percorso accademico e prevede la progettazione e l’attuazione di attività di apprendimento durante il doposcuola volte a promuovere l’acquisizione di diversi linguaggi, abilità digitali e sociali e l’orientamento per il college. Quest’ultimo rientra infatti tra gli obiettivi del programma e, dopo un’esperienza ventennale, le ricerche condotte possono affermare che i risultati sono stati più che positivi. Proporre ai ragazzi occasioni di apprendimento che vadano oltre le solite attività formali che già sperimentano durante l’anno scolastico, implementa la motivazione: le proposte informali attraverso l’utilizzo del digitale e di attività pratiche promuovono la ricerca e la conoscenza delle proprie aspirazioni. Teorie e pratiche educative vengono messe in continua discussione grazie alla possibilità che hanno gli insegnanti in formazione di svolgere ricerca in contesti reali. La partecipazione attiva nell’organizzazione e attuazione del doposcuola permette di lavorare in un’ottica di ricerca-azione, di avere la possibilità di sperimentare, sempre avvalendosi degli strumenti del digitale, visto come risorsa e non come limite, cercando la continua innovazione per rispondere in maniera sempre più efficace a bisogni e alle richieste dei bambini. 

Un progetto di questa portata si colloca dentro una continua valutazione che ha potuto dimostrare i successi raggiunti negli anni. Come ha raccontato la professoressa Orellana nel quotidiano “Il Mattino di Padova” (edizione del 27/07/2022) il contesto di lavoro vede la partecipazione di ragazzi originari del Messico, del Centro America, delle Filippine e della Corea che hanno in comune diversità linguistiche e culturali, storie di vita travagliate, problemi economici e di conseguenza genitori che lavorano tutto il giorno, risulta difficile quindi per loro immaginare un futuro, capire le proprie potenzialità e come metterle in campo. UC links è riuscito proprio in questo: fornire ai giovani in situazione di svantaggio abilità digitali e pratiche in un’ottica di life-long learning per permettergli di seguire il futuro che sognano. Ruolo fondamentale per tenere viva questa motivazione lo hanno anche gli studenti universitari che hanno la possibilità di essere in prima persona un modello positivo per i ragazzi che incontrano, al tempo stesso ricevono un’educazione di qualità che interconnette teoria e pratica. Proprio le teorie più recenti in ambito educativo sottolineano l’importanza di una scuola che non si chiude in se stessa, ma si apre al territorio, alla comunità, in uno scambio continuo per diventare risorsa reciproca e creare occasioni di incontro. Basandosi su queste, UC Links ha costruito collaborazioni locali che sostengono e promuovono le iniziative dei giovani. 

UC links si presenta quindi come un’opportunità di connessione tra comunità, scuola e università, identificando ogni attore con uguale importanza nel processo di costruzione educativa del futuro dei bambini e come un’opportunità per sperimentare nuove pratiche e proposte educative sul campo.

Trovare nuovi territori, possedere altri occhi

In educazione, come in tutte le altre discipline, è lo scambio delle nuove pratiche che permette di progredire, la sperimentazione in contesti diversi permette di osservare un fenomeno da più prospettive e di identificare punti di forza e di debolezza, aggiustando il tiro in base alle esigenze. Questo si propone il network creato con la prof.ssa Marjorie Faulstich Orellana: costruire una collaborazione per portare nel contesto italiano il modello di doposcuola californiano attraverso il coinvolgimento delle studentesse di Scienze della Formazione Primaria (tenendo conto dell’ambiente e delle situazioni diverse). Un primo passo è già stato compiuto, durante il mese di Luglio tre laureande hanno potuto partecipare al Campus di La Mia Scuola È Differente! e approfittare della presenza della prof.ssa Orellana.

La partecipazione delle laureande nel contesto italiano si è collocata dentro la stesura della tesi  per la classe di laurea in Scienze della Formazione Primaria. La scrittura di una tesi di tipo empirico, che vede lo studente attivo, protagonista del suo lavoro di ricerca e argomentazione ben si colloca nell’ambito degli UC Links che strizzano volentieri l’occhio alle attività di ricerca sul campo. Questa prima esperienza di collaborazione tra università, scuola e comunità ha visto le studentesse impegnate principalmente in un’osservazione partecipante. Questo tipo di osservazione permette di entrare nelle situazioni acquisendo un punto di vista in prima persona, superando la visione dell’osservatore seduto ai margini dell’evento su una sedia con un quadernino in mano, punto di vista utile in altre occasioni. Come ben descrive la prof.ssa Orellana, vedere da vicino richiede di lasciar andare le proprie assunzioni e provare a catturare l’essenza delle cose. Una concezione del metodo etnografico che mira a superare la visione dualista con cui si sono sempre descritte le culture e gli altri; la ricerca di controllo e di categorizzazione tipica delle visioni positiviste viene accantonata per lasciare spazio alla capacità di creare nuove comprensioni, relazionando tra loro quelle già esistenti, andando oltre le etichette, aprendosi alle nuove informazioni e prendendo consapevolezza della necessità di molteplici prospettive e punti di vista.

Un’osservazione che apre lo sguardo è fondamentale per provare a comprendere la complessità del contesto in cui si colloca il progetto: ci troviamo nella periferia di Padova dove la presenza di famiglie con provenienze da Paesi diversi è notevole, troviamo quindi bambini provenienti dal Sud America, dai Paesi asiatici, africani e da Paesi dell’Europa dell’est. È fondamentale centrare il focus sui punti di forza oltre che su quelli di debolezza, sull’organizzazione e sulle dinamiche sociali spontanee che si creano tra i bambini partecipanti.

Un’osservazione che ci porta a conoscere l’altro andando oltre, per arrivare a comprendere la sostanza delle persone, rifiutando una lettura superficiale dell’alterità che troppo spesso porta a proporre attività fugaci e una tantum in chiave ingenuamente folkloristica ed etnica. La progettualità  di La Mia Scuola È Differente! vuole agire diversamente, vuole essere risposta educativa alle necessità di inclusione tra le diverse provenienze culturali, vuole essere il progetto pedagogico trasformativo e intenzionale sulla realtà multiculturale (Agostinetto, 2016) attraverso un’educazione alla relazionalità, la visione dell’altro come persona dotata di sogni, aspettative, punti di forza e possibilità.

Un’osservazione che mira a creare cambiamento e non rimane fine a se stessa. La comprensione del contesto, dei soggetti che lo vivono e delle possibilità che questo offre vuole portare gli insegnanti in formazione a progettare attività educative avvicinandosi al modello californiano. Proposte educative che saranno pensate secondo una logica bottom up, che parte dal basso, dal concreto. L’intento non è quello di arrivare con delle attività preconfezionate e calarle dall’alto ai bambini partecipanti, ma facendo frutto di quanto appreso dalla prof.ssa Orellana, dopo un’attenta osservazione verrà pensato un percorso co-costruito con i soggetti partecipanti, sulla base delle loro esigenze, aspettative, punti di forza e aspirazioni, perché ogni attore si senta protagonista.

Saranno quindi protagonisti i bambini che parteciperanno alle attività e alla loro progettazione; saranno protagonisti gli insegnanti in formazione che in un’ottica di ricerca-azione potranno mettere in campo quanto appreso dalle lezioni universitarie, documentando e sperimentando continuamente nuove strategie sempre più efficaci; sarà protagonista la comunità, la scuola che ospita perché verrà vissuta oltre la sua funzione formale e oltre gli orari della scuola dell’obbligo, rendendo vivi questi ambienti in momenti di chiusura e silenzio, sfruttandone le potenzialità che questa offre.

 

Riferimenti bibliografici e normativi

Agostinetto, L. (2016). Oltre il velo: l’intercultura che fa scuola. Studium Educationis- Rivista quadrimestrale per le professionalità educative, 1, 71-86.

Faulstich Orellana, M. E. (2020). Mindful ethnography: mind, heart and activity for transformative social research. New York: Routledge.

Milani, L. (1967). Lettere a una professoressa. Firenze: LEF.

Rocco, F. (2020). La mia scuola è differente! Milano, Torino, Padova le periferie al centro. Education 2.0. 

Scigliano, E. (2022, Luglio 27). Dal “ghetto” di Los Angeles alla scuola elementare Giovanni XXIII alla Stanga per studiare l’integrazione. Il Mattino di Padova, p. 24.

Underwood, C., Welsh Mahmood, M. (2017). University-Community Links: A Collaborative Strategy for Supporting Extended Education. Uree, 5, 207-210.

 

Gaia Moretto (Docente di scuola primaria, MIUR), Lisa Bugno (Post-doc, Università degli Studi di Padova)

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