Home » Community » Linguaggi non verbali multimediali: un esempio di autonomia

Linguaggi non verbali multimediali: un esempio di autonomia

Pubblicato il: 12/05/2009 16:40:07 -


L'autonomia scolastica dà alle scuole lo spazio per confrontarsi con gli studenti. E la creazione di gruppi di lavoro attenti alla programmazione didattica permette di rimettere continuamente in discussione metodi, pratiche e discipline.
Print Friendly, PDF & Email
image_pdfimage_print

La legge sull’autonomia, approvata nel marzo del 1997, ha avuto fra l’altro il merito di aver iniziato una vivace stagione di incontri, riflessioni, confronti, dibattiti, analisi, progettazioni e verifiche. Uno dei frutti di tale stagione è stato la definizione di una nuova materia, denominata “Linguaggi non verbali multimediali”, per inserire nella riflessione e nella pratica didattica quegli strumenti e quei linguaggi tanto usati dai giovani, ma ancora disattesi dalla scuola. L’educazione alla comunicazione non può non riguardare anche il linguaggio del cinema, del teatro, della musica e quello della multimedialità digitale. Ebbe inizio così “Linguaggi non verbali e multimediali” che, per la pluralità delle sue diramazioni, si configura più come area disciplinare che come singola disciplina.

Questo nuovo spazio didattico è nato e continua a vivere grazie all’autonomia data alle scuole. Solo così è stato possibile rivedere e integrare il curricolo, nella piena coscienza dell’importanza e della delicatezza di una tale operazione. L’autonomia comporta infatti grande attenzione e pieno senso di responsabilità. E anche adesso, sebbene “Linguaggi non verbali e multimediali” sia diventata materia di ordinamento e quindi riconosciuta all’interno dei percorsi di studio di molte scuole, essa mantiene ancora un profondo legame con l’autonomia.

Lo dimostra l’esperienza del Liceo Maffei, qui presentata con il solo intento di proporre un momento di confronto. Iniziata nell’anno scolastico 1997/98, ha ormai una durata più che decennale. Per quanto riguarda le scuole secondarie di secondo grado non esistono indicazioni di curricolo riferite alla trattazione dei vari linguaggi. Ci sono invece riferimenti normativi. Innanzitutto le indicazioni del Consiglio Europeo tenuto a Lisbona nel 2000, successivamente ribadite e chiarite, fino alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del dicembre 2006 con la definizione delle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente. C’è poi la normativa italiana: in particolare il Decreto 139/2007 sull’innalzamento dell’obbligo scolastico che imposta l’azione didattica su quattro assi culturali: dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale. E il primo asse cita espressamente la pluralità dei linguaggi che dovrebbero essere presenti a scuola. All’interno di questo contesto il Liceo Maffei ha gestito e gestisce la presenza di “Linguaggi non verbali e multimediali” con pieno esercizio dell’autonomia didattica e di ricerca: dal modo con cui impostare la didattica complessiva alla scelta dei singoli linguaggi da trattare; dalla collocazione all’interno del percorso liceale alla loro durata annuale, biennale o quinquennale; dalla ricerca delle competenze dei docenti alla richiesta di interventi di esperti, al fine di garantire professionalità e rigore scientifico.

Nel concreto l’attività di ricerca-azione avviene in questo modo. A fine anno, superando le immancabili difficoltà dovute agli adempimenti di chiusura dell’anno scolastico e alla effettuazione dell’esame conclusivo di Stato, c’è la verifica, indispensabile per capire, correggere, potenziare. Segue la programmazione dell’anno successivo: definizione dei moduli dei vari linguaggi, delle ore di ciascun modulo, degli esperti da contattare, delle eventuali indicazioni per la stesura dell’orario. Per l’anno scolastico in corso, si è anche deciso di proporre uno schema unitario delle attività di compresenza. All’inizio dell’anno scolastico successivo, prima della ripresa delle lezioni, la proposta così strutturata viene discussa dai vari Dipartimenti di materia e alla fine approvata dal Collegio Docenti (a titolo di esempio è riportata la programmazione di “Linguaggi non verbali e multimediali” per il 2008/09).

Tutto questo richiede disponibilità di tempo, di studio, di lavoro spesso collegiale. Richiede però anche autonomia da parte delle scuole: cioè un contesto operativo che responsabilizzi e insieme “liberi” l’impegno e la professionalità di dirigenti e docenti.

Il Liceo Maffei è online all’indirizzo: http://www.liceomaffei.edu/

Maurizio Compagni

12 recommended

Rispondi

0 notes
267 views
bookmark icon

Rispondi