Il curricolo verticale come processo

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di Rossana Nencini | del 03/01/2011 |commenta

Il curricolo verticale come processo
L’Istituto Comprensivo di Barberino Mugello si configura come scuola-luogo di ricerca con l’obiettivo di progettare, con l’aiuto di strutture di supporto, l’innovazione curricolare in modo da far diventare le discipline strumenti adeguati al raggiungimento di competenze significative e durature. Il contributo è stato inviato dalla Community per il convegno del 23 aprile “La scuola nuova nasce dal basso. Esperienze concrete di innovazione educativa”.



Nelle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, nel capitolo “L’Organizzazione del Curricolo”, si legge testualmente: “La costruzione del curricolo scolastico è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione scolastica”. Quelle indicazioni (per altro ancora in vigore) nascono all’interno di una cornice culturale che vede il curricolo verticale e la sua elaborazione, affidata alle singole scuole, come il cuore del Piano dell’Offerta Formativa di ogni istituzione scolastica. Il che significa dare priorità all’interno del POF a quei progetti che sono strettamente connessi al rinnovamento dell’insegnamento delle discipline fondamentali. Rinnovamento indispensabile per realizzare, nel concreto, una scuola di qualità e di inclusione. La costruzione del curricolo verticale è vista, giustamente, come un processo, ossia come un complesso procedimento di attività e forme che impegna la scuola in un costante miglioramento dell’insegnamento volto a intercettare tutti gli studenti. La costruzione del curricolo verticale è da considerarsi, infatti, un’impresa molto impegnativa perché comporta il riferimento costante a saperi, metodologie e modalità relazionali che mettano lo studente al centro del processo di costruzione della conoscenza.

Il numero delle Scuole che lavorano alla costruzione dei curricoli disciplinari in Toscana è sicuramente un numero degno di nota, fra queste, l’Istituto Comprensivo di Barberino Mugello dove il primo laboratorio di ricerca sul curricolo di scienze è stato istituito 12 anni fa. L’entrata in vigore dell’autonomia scolastica e la volontà di interpretarne lo spirito nel senso più pieno sono state certamente elementi propulsivi per la costituzione della struttura. Negli anni successivi si sono costituiti i laboratori di ricerca sui curricoli di: Lingua 1 e 2, Matematica, Storia.

Gli obiettivi che ogni laboratorio di ricerca si pone sono i seguenti:
• SCEGLIERE I CONTENUTI DISCIPLINARI su cui lavorare individuando alcuni elementi indicativi della disciplina adatti alla maturazione psicologica degli studenti;
• PROGETTARE PERCORSI DIDATTICI che tengano conto delle potenzialità cognitive e motivazionali degli alunni nelle diverse età e che non si limitino a indicare gli obiettivi da raggiungere, ma chiariscano COSA insegnare e COME insegnare attribuendo, così, fondamentale importanza all’azione didattica nel processo di apprendimento insegnamento;
• SPERIMENTARE IN CLASSE i percorsi didattici progettati;
• RIFLETTERE SUGLI ESITI DELLA SPERIMENTAZIONE attraverso la presentazione del lavoro svolto, la messa in evidenza dei punti di forza e di debolezza del percorso didattico, la discussione e la ricerca delle modifiche necessarie a rendere la proposta sempre più idonea a scoprire il gusto dell’apprendere realizzando apprendimenti significativi
• CREARE AMBIENTI DI APPRENDIMENTO EFFICACI.

Operazioni quelle appena citate che se non previste all’interno di una organizzazione scolastica che le stimola e le facilita rischiano di rimanere legate alla buona volontà di pochi docenti che, in solitudine, cercheranno i modi per misurarsi con l’innovazione senza poter ottenere risultati tangibili a livello di sistema.

Occorre che le scuole si assumano esse stesse la responsabilità del “cambiamento” considerandolo il loro obiettivo primario.

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