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“Contributi bizantini ed islamici in Europa”, un progetto europeo… non finanziato

Pubblicato il: 11/05/2010 17:31:59 -


Compito della scuola, in epoca di conflitti insoluti, ci appare quello di depotenziare il virus malefico dell’intolleranza per cercare di ricollocare il dibattito storico entro i limiti di una razionale e difficile impostazione dialogica, che dia conto delle ragioni dei fronti culturali che si affacciano e si confrontano nel nostro continente.
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L’obiettivo principale del progetto “Identità Europea e Globalizzazione: Contributi bizantini ed islamici”, anche se non esclusivo, è il tentativo di rintracciare le profonde, ramificate e variegate origini non tanto di un’eventuale identità europea univoca e monoltica, ma di un’immagine articolata e complessa di tale identità. Questo tentativo ci è sembrato tanto più necessario e ineludibile proprio perché la nostra patria comune, l’Europa, mai come ora, ci sembra scossa e squassata dal suo interno da spinte e controspinte centrifughe e centripete, che ne rimettono in gioco la sua più intima struttura.

La cogenza di tale progetto è tanto più stringente in una scuola italiana ed europea che, di fronte ai roghi drammatici dei Balcani e agli incendi babelici di Parigi, stenta a farsene una ragione, senza interrogarsi sui motivi profondi, rintracciabili dentro il proprio dna storico. La carenza, tuttora viva e operante, di una reciproca e proficua conoscenza storica tra le due Europe, disposte a Occidente e a Oriente, è ancora pienamente avvertibile nei libri di testo non solo della nostra Repubblica, ma anche nei libri di testo dei Paesi dell’Est-Europeo, ancora, più che da noi, intrisi di un notevole morbo nazionalistico, che li ha condotti, come sappiamo, a passi estremi.

Compito della scuola, quindi, ci appare proprio quello di depotenziare tale virus malefico per cercare di ricollocare il dibattito storico entro i limiti di una razionale e difficile impostazione dialogica, che dia conto, correttamente e, soprattutto, criticamente, delle ragioni degli uni e degli altri. A tale difficile compito il progetto “Identità Europea e Globalizzazione” ha inteso rispondere, non solo chiedendo, come ovvio, la collaborazione delle scuole europee, ma anche quella, meno scontata, più originale ed “eccentrica”, di una Scuola Superiore Turca, proprio per testimoniare pedagogicamente e storicamente la necessità di un’Europa allargata e policentrica. La scuola chiamata a collaborare al progetto, prescelta anche per ascoltare una voce solitamente ignorata e trascurata, un’altra “campana”, certamente non stonata, una voce fuori dal coro, che ci consentisse di fare i conti anche con un’Europa saracena e turca, è il liceo turco di Istanbul, “Nisantasi Anatolian Lycee”. Alla nostra iniziativa, in verità, ha risposto con entusiasmo non solo il liceo turco, ma addirittura con altrettanto interesse e determinazione, un gruppo di docenti universitari turchi, desiderosi di misurarsi con un’Europa che sembra voglia ancora emarginarli, dilatando in un tempo biblico la piena e completa adesione della patria di Ata Turk all’Unione Europea, rischiando, con un eventuale ulteriore periodo di isolamento, l’insorgere e il consolidarsi di reazioni negative e, soprattutto, fondamentaliste. Al progetto in questione hanno aderito, con non minore convinzione e attenzione, l’Associazione di studi universitari e di ricerca interdisciplinare sul mondo ellenico e balcanico, “Pierre Belon”, sita a Parigi, sotto la Presidenza dell’emerito prof. Andrè Guillou, uno dei massimi bizantinisti del Novecento, Direttore dell’“Ecole des Hautes Etudes” di Parigi e Presidente dell’“Association Internationale d’Etudes du Sud-Est Europeen”, A.I.E.S.E.E, il più importante Centro Internazionale di ricerca sui Balcani e il suo Segretario Generale, prof. Razvan Theodorescu, uno dei più grandi storici dei Balcani e ministro della Repubblica di Romania. Promotore e Coordinatore del Progetto Europeo è l’Irre-Lombardia ora ANSAS-NTL che, attraverso questa difficile e complessa operazione educativa e culturale, si pone all’avanguardia, sollecitando, probabilmente per la prima volta, l’interesse e l’attenzione del mondo della scuola e dello stesso Ministero competente verso problematiche pedagogiche e storiche che, purtroppo, non solo non sono state poste, ma nemmeno affrontate e chiarite nell’ambito della scuola europea. In questa prospettiva l’Irre-Lombardia ora ANSAS-NTL può giustamente proporsi come unico soggetto istituzionale, nell’ambito delle istituzioni formative europee, che sia sato capace di riflettere e progettare su un progetto europeo relativo ai contributi bizantini e islamici alla costruzione di un’immagine comune di identità europea e sulla sua ipotesi di effettiva realizzazione in piena autonomia e originalità, sollecitando e stimolando aperture e suggestioni, apportatrici di straripante linfa vitale.

Gennaro Tedesco

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