L’ABC di Alberto Manzi, maestro degli italiani

Pubblicato il: 22/06/2024 21:19:46 -


Print Friendly, PDF & Email
image_pdfimage_print

L’ABC  di Alberto Manzi, maestro degli italiani 

Tania Convertini 

Edizioni Anicia 

Due parole sull’autrice

Tania Convertini è docente di lingua e cultura italiana al Dartmouth College ad Hanover nel New Hampshire, dove dirige anche il programma di lingua italiana. Le sue aree di ricerca includono la pedagogia digitale, e la pedagogia della lingua, il cinema e i mezzi di comunicazione e l’educazione interculturale. 

Parliamo del libro 

Quando si scrive un libro, si impara a raccontarlo in molte situazioni, a persone con interessi diversi, dagli addetti ai lavori ai curiosi. Si impara a condividere il percorso di scrittura, l’esperienza e le lezioni apprese. Che la conversazione si svolga dal salumiere o in un’aula universitaria, ci sono domande ricorrenti che guidano la scoperta, l’interesse e la curiosità. Quale occasione migliore di questo spazio letto da educatrici e educatori, per rispondere a queste domande, sperando che ne suscitino poi di nuove a cui la lettura del libro potrà rispondere.

Come è nata l’idea di un libro su Alberto Manzi? 

Anni fa, nel preparare una lezione sul ruolo della televisione nell’unificazione della lingua italiana, mi sono imbattuta nei video del maestro Manzi maestro nel programma “Non è mai troppo tardi”. Il suo modo di insegnare mi ha affascinata. Le sue parole e i suoi gesti trasmettevano una profonda umanità, un rispetto profondo dell’altro. Da quel primo, casuale incontro, è nato un lungo percorso di ricerca che, tra testimonianze e documenti, ha confermato quella prima impressione: Manzi non era solo un maestro, un conduttore televisivo, e un autore affermato. Era soprattutto un profondo umanista.

Perché un alfabeto? 

La scelta di un alfabeto, codice semplice e complesso al tempo stesso, come struttura organizzativa delle idee e dei valori pedagogici di Manzi ha un forte valore simbolico. Per il maestro, l’alfabetizzazione era la chiave di accesso ai diritti fondamentali. Nel libro serve come guida ai principi e alle idee che hanno ispirato la vita e la carriera di Manzi, richiamando il suo ruolo cruciale nell’alfabetizzazione e nel promuovere la cittadinanza attiva e la comprensione tra le persone.

Come ho scelto le parole che fanno parte dell’alfabeto? 

È stato un lungo processo di negoziazione.  Erano molte le parole candidate per ogni lettera, ciascuna con una propria storia da raccontare. Ad esempio, per la lettera C, “Curiosità” ha prevalso su “cammino”, “cambiamento”, “crescita”, “comunicazione”, “carisma” e “cuore”. Ma non è stato un processo privo di ripensamenti. Ogni parola è stata ascoltata, dibattuta, ammessa, estromessa, riammessa di nuovo, prima di entrare a far parte dell’elenco definitivo. Le parole escluse sono elencate alla fine del libro, desiderose di condividere la loro prospettiva. 

A chi è destinato il libro? 

È un libro per tutti: gli addetti ai lavori troveranno nuove idee e ispirazioni, e i curiosi potranno godere di aneddoti, racconti e testimonianze. Ho cercato di rendere semplice ciò che è complesso, seguendo gli insegnamenti di Manzi. Non è solo un libro su un educatore che ha lasciato un segno indelebile nella storia, ma è un libro che ne testimonia l’impegno e gli orientamenti valoriali, attraverso le molte testimonianze di chi lo ha conosciuto da vicino. 

 Ci sono state voci alfabetiche che sono state più importanti o più difficili di altre? 

Alcune voci alfabetiche mi sono state più simpatiche, con storie che mi hanno fatto sorridere. Altre mi hanno fatto riflettere profondamente sul nostro ruolo come educatori e su come possiamo migliorare la società. Difficili? Direi nessuna. Importanti? Tutte. Ogni lettore scoprirà le proprie preferenze.

Che cosa ho imparato nel percorso? 

Ho imparato che le lezioni di Alberto Manzi sono attuali e trasferibili nel presente. La sua intolleranza per le divisioni disciplinari e il suo esempio di disubbidienza civile sono rilevanti oggi più che mai. La sua coerenza, dimostrata anche dalla sospensione senza stipendio per la sua opposizione ai giudizi nella scheda di valutazione, è una lezione per tutti noi.

Perché dovremmo leggere questo libro? 

Perché grazie a testimonianze e ricordi condivisi, il libro è un percorso valoriale accessibile a tutti. Perché le lezioni del passato sono preziose e ci aiutano ad affrontare le sfide del presente. 

 

4 recommended
0 notes
91 views
bookmark icon

Rispondi