Home » Studi e ricerche » Le STEM si tingono di rosa: dati, fatti, prospettive - di Claudia Angelini

Le STEM si tingono di rosa: dati, fatti, prospettive – di Claudia Angelini

Pubblicato il: 11/07/2018 06:00:14 -


Recenti studi e statistiche internazionali mostrano risultati evidenti: il divario di genere nelle STEM (Science, Technology, Engineering, Math) ha radici educative e sociali e continua ad essere stereotipo culturale in molti Paesi del mondo.
image_pdfimage_print

Riassumiamo alcuni fatti salienti. ([1] [2] [3] [4])

 

  • Il divario nei risultati di apprendimento orienta ragazze e ragazzi verso carriere diverse

 

Risultati PISA 2015: “la quota degli studenti di sesso maschile che conseguono i risultati migliori in scienza è superiore rispetto a quella delle ragazze. La Finlandia è l’unico Paese in cui le ragazze hanno più probabilità di ottenere un punteggio nella fascia più alta della classifica PISA in scienza rispetto ai ragazzi.” [3]

 

  • L’orientamento verso carriere diverse implica l’aumento del divario nelle scelte professionali

 

” In media, nei Paesi dell’OCSE, il 25% dei ragazzi e il 24% delle ragazze hanno riferito che

prevedono di scegliere una professione nel campo delle scienze. Tuttavia, le discipline preferite dai

ragazzi e dalle ragazze tendono ad essere diverse tra i due generi: le ragazze sono più propense a

pensare che sceglieranno una professione nel settore della sanità e in quasi tutti i Paesi, i ragazzi

sono più propensi a pensare che diventeranno professionisti nel campo delle TIC, scienziati o

ingegneri.” [1] [2]

 

  • La percentuale più bassa di donne nelle STEM rende la forza lavoro disomogenea

 

In Italia “alla stregua di tutti i Paesi dell’OCSE, gli uomini rappresentano la grande maggioranza dei laureati di primo e secondo livello nel campo delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (79% di primo livello e 86% di secondo) e in ingegneria, produzione industriale e edilizia (69% e 73%). [1] [2]

 

  • Le professioni connesse alle STEM hanno salari più alti e la conseguenza è il divario salariale di genere

 

“Le retribuzioni annuali degli adulti laureati sono superiori del 41% rispetto agli adulti che hanno completato la scuola secondaria superiore mentre le donne con una qualifica terziaria guadagnano in media l’equivalente del 72% delle retribuzioni degli uomini, 2 punti in meno rispetto alla media OCSE.” [1] [2]

 

  • Lo svantaggio sociale contribuisce al divario di genere nelle STEM

 

I bambini dei ceti sociali svantaggiati sono indirizzati verso le STEM in misura maggiore rispetto alle bambine, e di conseguenza aumenta lo svantaggio delle seconde rispetto ai primi. Il gap si riduce con il ceto sociale: figlie di genitori benestanti o occupati nelle STEM scelgono le STEM per gli studi e per l’occupazione. Questo suggerisce che genitori con un livello di istruzione più alto abbiano punti di vista meno tradizionali riguardo le differenze di genere nei ruoli professionali [4]

 

  • Gli stereotipi culturali condizionano l’orientamento scolastico e le scelte professionali

 

Cosa ci aspetta da una bambina? Che si prenda cura degli altri. Cosa ci si aspetta da un bambino? Che costruisca, realizzi, produca qualcosa.  L’approccio degli adulti al genere dei bambini ha una prima evidenza nella scelta dei giocattoli, le bambole o le costruzioni! [4] Inoltre col crescere i maschi ricevono più frequentemente apprezzamenti per le loro “doti di intelligenza” e nella scuola le discipline STEM sono spesso viste come riservate agli studenti più brillanti e intellettivamente dotati. [4]

 

Come intervenire?

A livello istituzionale si stanno fortunatamente sempre più diffondendo eventi, programmi, azioni finalizzati ad incoraggiare le ragazze verso percorsi di studio e carriera scientifico-tecnologici, ma un più forte impulso dovrebbe essere dato agli interventi specificamente rivolti alle ragazze in situazione di svantaggio sociale e culturale.

Inoltre, l’orientamento scolastico dovrebbe essere connotato da una verticalità funzionale alle future scelte lavorative, con la diffusione di chiare indicazioni sulle prospettive occupazionali dei percorsi d’istruzione in ambito STEM.

Infine, andrebbero scardinati i luoghi comuni e i pregiudizi che tengono lontane le donne dagli impieghi e dalle professioni ad elevata componente scientifico-tecnologica, anche attraverso la presentazione di nuovi modelli femminili, esempi concreti di donne che nella vita di ogni giorno tingono di rosa i ruoli che per tradizione non lo sono, in ambito accademico, scientifico, industriale, sportivo e politico.

 

 

[1] OECD (2017), Education at a Glance 2017: OECD Indicators, OECD Publishing, Paris.

[2] OECD (2017), Italia – Scheda Paese – Uno sguardo sull’istruzione 2017: indicatori dell’OCSE

[3] © OECD (2016), PISA 2015 Results (Volume I): Excellence and Equity in Education, OECD Publishing.  doi: 10.1787/9789264266490-en

[4] Codiroli Mcmaster, Natasha  “Women are less likely to study STEM subjects – but disadvantaged women are even less so” Copyright© 2015 London School of Economics

 

Claudia Angelini

20 recommended
bookmark icon