Numero 143

Pubblicato il: 22/09/2026 20:31:05 -


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Indice

Fiorella Farinelli, Tetti, stranieri e fuga bianca: la scuola che non si vuole vedere

Giancarlo Gambula, Le Indicazioni Nazionali 2025. La rielaborazione del curricolo. Nodi problematici

Marco Campione, L’umanesimo laico della scuola pubblica.

Giorgio Allulli, Gli ultimi saranno i primi: il confronto tra prove INVALSI e voti di maturità

Vittoria Gallina, Snodi e ostacoli nei processi di transizione al lavoro

Vittoria Gallina, Riflessioni sul rapporto Invalsi 2025-2026

 

Presentazioni

Fiorella Farinelli, Tetti, stranieri e fuga bianca: la scuola che non si vuole vedere

Da sedici anni il dibattito sui “tetti” agli studenti di origine straniera torna periodicamente nella scuola italiana. Ma la concentrazione degli alunni stranieri non è un’emergenza nazionale, né può essere affrontata con semplici limiti numerici. Dietro gli addensamenti scolastici ci sono disuguaglianze territoriali e sociali, segregazione abitativa e soprattutto la crescente “fuga bianca” di famiglie italiane verso scuole ritenute più omogenee. Per contrastare davvero la segregazione servono politiche capaci di rendere attrattive le scuole più eterogenee, qualificare l’offerta formativa e sostenere concretamente l’integrazione.

Giancarlo Gambula, Le Indicazioni Nazionali 2025. La rielaborazione del curricolo. Nodi problematici

L’articolo analizza le Indicazioni Nazionali 2025 e le loro conseguenze sulla progettazione del curricolo scolastico. Secondo l’autore, rispetto alle Indicazioni del 2012 emerge una forte discontinuità: il centro della didattica si sposterebbe dalla competenza alla conoscenza e dall’alunno al docente, favorendo maggiormente la trasmissione dei saperi rispetto alla loro costruzione attiva. L’autore critica inoltre la forte prescrittività degli obiettivi, che rischierebbe di produrre un curricolo rigido e frammentato. La proposta conclusiva è che le scuole non abbandonino il lavoro svolto con le Indicazioni 2012, ma lo analizzino criticamente e lo rimodulino dove necessario. L’autore invita quindi a preservare una didattica centrata sull’alunno, laboratoriale, interdisciplinare e orientata alle competenze, utilizzando l’autonomia scolastica per elaborare un curricolo coerente con la complessità della società contemporanea.

Marco Campione, L’umanesimo laico della scuola pubblica.

Che cosa significa oggi parlare di scuola pubblica? L’articolo di Marco Campione affronta questa domanda a partire dal confronto con le posizioni di Christian Raimo sul rapporto tra scuola statale, pluralismo e ruolo delle famiglie. Al centro della riflessione c’è l’idea di un “umanesimo laico” che pone lo studente e la sua crescita personale al centro delle politiche educative, distinguendo il carattere pubblico del servizio dalla sua gestione esclusivamente statale. Attraverso il richiamo a diverse tradizioni pedagogiche e filosofiche, l’autore propone quindi una lettura delle principali questioni della scuola contemporanea fondata sulla centralità della persona, sull’autonomia e sulla capacità di pensare criticamente.

Giorgio Allulli, Gli ultimi saranno i primi: il confronto tra prove INVALSI e voti di maturità

Il confronto tra i risultati delle prove INVALSI e i voti dell’esame di maturità apre una questione centrale sul modo in cui vengono misurati e valutati gli apprendimenti degli studenti. L’articolo di Giorgio Allulli analizza una significativa divergenza tra le competenze rilevate attraverso prove standardizzate e l’attribuzione dei voti finali, mettendo in evidenza anche forti differenze territoriali. Il tema non riguarda soltanto la coerenza tra due strumenti di valutazione diversi, ma chiama in causa l’equità e la comparabilità dei risultati scolastici e invita a interrogarsi sulle ragioni di queste differenze e sulle loro possibili conseguenze per il futuro degli studenti.

Vittoria Gallina, Snodi e ostacoli nei processi di transizione al lavoro

Il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro rappresenta per molti giovani un percorso tutt’altro che lineare, segnato da disuguaglianze, difficoltà di orientamento e opportunità non sempre adeguatamente riconosciute. A partire da un’indagine INAPP sulla condizione dei NEET, l’articolo di Vittoria Gallina analizza i principali “snodi” nei quali le transizioni formative e lavorative possono interrompersi, mettendo in luce la varietà delle esperienze che si celano dietro la condizione di inattività. La riflessione invita così a superare una lettura semplicistica del fenomeno e a interrogarsi sulle responsabilità del sistema educativo, delle politiche del lavoro e dei servizi di orientamento nel sostenere i giovani verso percorsi formativi e professionali realmente accessibili e significativi.

Vittoria Gallina, Riflessioni sul rapporto Invalsi 2025-2026

Pubblicato il: 07/09/2026 09:31:27 – Il Rapporto INVALSI 2025-2026 offre l’occasione per interrogarsi non soltanto sui livelli di apprendimento degli studenti, ma più in generale sulla capacità del sistema educativo di preparare tutti i giovani ad affrontare le trasformazioni della società e del mondo del lavoro. A partire dal confronto con le analisi dell’OCSE sulle competenze del XXI secolo, l’articolo mette in evidenza il persistere di disuguaglianze sociali e culturali e richiama l’attenzione su fenomeni meno visibili, come la dispersione implicita, le difficoltà di orientamento e il mancato accesso a percorsi efficaci di formazione continua. La riflessione invita quindi a leggere i dati INVALSI non solo come fotografia dei risultati scolastici, ma come punto di partenza per interrogarsi sulle opportunità formative offerte lungo tutto l’arco della vita.

 

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