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Una voce degli studenti

Pubblicato il: 30/10/2026 10:56:11 -


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Abbiamo chiesto ad una giovane studentessa di un liceo romano una sua riflessione sulla situazione attuale delle occupazioni e delle manifestazioni.

A mio parere questo movimento di occupazioni che si sta sollevando nelle scuole di tutta Italia dovrebbe essere visto e sentito non come una scusa per non studiare ma come la voce dei giovani, che hanno un disperato bisogno di essere notati e non ignorati da un governo sempre più miope e sordo davanti alle necessità di chi rappresenta.

Il nostro è un governo che volta le spalle agli studenti e che reprime le loro proteste attraverso la violenza. Esso strumentalizza la loro ira, incapace di rendersi conto o perlomeno di chiedersi da cosa possa essere scaturita tutta quella frustrazione repressa. Pur non giustificando gli atti di vandalismo, tuttavia l’obiettivo degli studenti è condannare il silenzio del governo davanti alle nostre richieste e rivendicazioni.

Lo abbiamo visto con i fatti di Milano, dove il regime politico si è preoccupato più dei danni causati a multinazionali con capitali da miliardi di dollari, rispetto alle richieste di aiuto che da giorni arrivavano da tutte le piazze italiane, dal nord al sud.

La verità è che i giovani hanno paura, paura del futuro che si prospetta sempre più decadente, fatto di odio, di violenza e di guerre compiute contro la volontà del popolo.

Guardando avanti al futuro non riusciamo a vedere nient’altro se non un’Italia sempre meno democratica e più repressiva.

Gli studenti hanno paura del potere che i politici, sempre più narcisisti, hanno e utilizzano per trascinare il nostro mondo e tutti noi verso ideali sempre più distanti da ciò per cui si era lottato in passato.

Hanno paura perché la violenza, la stessa che la Meloni gli attribuisce, sta diventando lo strumento principale per intimorire coloro che alzano la voce davanti alla giustizia. Sta diventando un mezzo per ignorare le richieste e un modo per zittirci.

Siamo cresciuti circondati da violenza, tensioni ed eventi bellici, perciò anche i valori di pace, rispetto e inclusione sono ormai per noi parole vuote e colme di bugie .

La violenza dell’occupazione sta nella sua illegalità nel suo privare il diritto allo studio ma è una critica allo stato, che utilizza la legge per reprimere le proteste al suo malgoverno, un gesto politico che per noi è diventato l’unico e ultimo modo per provare a farci sentire e notare .

Marianna Liu
Liceo Torquato Tasso
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