Linee guida: un difficile tentativo di governare l’uso dell’IA nelle scuole
![Quando le tecnologie si diffondono e hanno un forte impatto sull’intera società, i poteri pubblici, salvo sposare un liberismo totale, cercano di governarle. Possono controllarne lo sviluppo mediante incentivi e disincentivi. Ma più frequentemente costruiscono una trincea di regole per limitare i rischi e i danni. E’ quello che alcuni governi in tutto il mondo cercano di fare proibendo l’uso degli smartphone a scuola o l’accesso alle reti sociali prima di una certa età. Ma lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generativa […]](https://www.educationduepuntozero.it/wp-content/uploads/2026/01/IAj-360x240.jpg)
Quando le tecnologie si diffondono e hanno un forte impatto sull’intera società, i poteri pubblici, salvo sposare un liberismo totale, cercano di governarle. Possono controllarne lo sviluppo mediante incentivi e disincentivi. Ma più frequentemente costruiscono una trincea di regole per limitare i rischi e i danni. E’ quello che alcuni governi in tutto il mondo cercano di fare proibendo l’uso degli smartphone a scuola o l’accesso alle reti sociali prima di una certa età. Ma lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generativa ha creato un allarme speciale e in diversi paesi, soprattutto in Europa, è nato un imponente sistema di regole per limitare i grandi rischi socio-culturali. Si tratta di una vera e propria costellazione di documenti e atti emessi dalle istituzioni europee e dai governi nazionali[1].
Con le Linee Guida emesse dal MIM per l’uso della Intelligenza Artificiale nelle scuole[2] il Ministero si propone di unire politiche di incentivo e di regolamento:
“in coerenza con quanto previsto nella Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale e gli ulteriori principi normativi e strategici, (il MIM) intende governare l’introduzione delle tecnologie di IA nelle Istituzioni scolastiche affinché diventino uno strumento per rafforzare la competitività del sistema educativo italiano, preservandone la qualità, promuovendo l’equità e invitando studenti e Istituzioni scolastiche a sfruttare le potenzialità dell’IA con la giusta consapevolezza”.
Il Ministero intende promuovere e incentivare nel mondo dell’istruzione un’IA ”antropocentrica, sicura, affidabile, etica e responsabile”.
Destinatari delle Linee Guida sono quindi dirigenti, docenti e personale amministrativo delle scuole. Sarà infatti compito della scuola, in quanto soggetto utilizzatore-fornitore (Deliverer), promuovere iniziative per migliorare l’apprendimento, promuovere l’inclusione, semplificare e ottimizzare i processi interni delle istituzioni scolastiche, potenziare i servizi, garantire una preparazione continua per l’adozione delle nuove tecnologie. E dovrà farlo rispettando un sistema di principi e regole.
La prima parte operativa del documento è, appunto, il sistema di regole che va adottato, seguendo un modello generale articolato in: Principi di riferimento, Requisiti di base (etici e tecnici), Framework di implementazione, Comunicazione e governance. Si tratta di un testo lungo e complesso che in sostanza applica alle scuole regolamenti e principi stabiliti da organismi nazionali di controllo e validi per ogni ente pubblico che intenda avvalersi dell’IA[3]. La governance implica, oltre alle competenze specifiche dei soggetti utilizzatori, che la scuola deve formare, la creazione di un apparato stabile di esperti opportunamente formati.
La seconda parte, dopo aver ribadito alcuni principi generali, mitigazione di rischi consapevolezza responsabilità, suggerisce modalità di attuazione e propone un approccio sistemico per la creazione/gestione delle iniziative: Definizione, Pianificazione, Adozione, Monitoraggio, Conclusione-Valutazione del risultato.
Indica poi le possibili aree di applicazione e possibili servizi per tipologia di destinatari
-Dirigente scolastico (Compiti direzionali)
-Personale amministrativo (Compiti gestionali)
-Docenti (Esempi: personalizzazione del materiale didattico, strumenti interattivi, organizzazione di visite didattiche, redazione di rubriche di valutazione, supporto nel tutoraggio)
-Studenti (Es: stimolare il desiderio di apprendere, integrazione di risorse interdisciplinari, approfondimento in tempo reale, apprendimento piu accessibile (supporto multilingue ecc), promozione dell’autonomia e competenze trasversali pensiero critico e problem solving, feed back immediato)
I problemi
Il testo delle Linee Guida non è certo di facile lettura: intrigato e ripetitivo mescola continuamente istanze generali, regole, suggerimenti, declaratorie. Non sarà facile per molte scuole leggerlo, interpretarlo e applicarlo. I regolamenti sono analoghi a quelli pensati per qualsiasi ente pubblico (per esempio un’Azienda Sanitaria) in cui c’è una netta distinzione fra i gestori dell’ente e utilizzatori (i cittadini) e dove si possono creare specifiche unità di governo dei servizi. Nella scuola, invece, si verifica la singolare situazione che una parte del personale è contemporaneamente gestore e utilizzatore. Ma vediamo il problema specifico delle responsabilità.
I modi in cui l’IA potrà essere usata in una scuola possono essere ricondotti a tre casi:
-La scuola può fornire servizi per l’amministrazione, i docenti, gli studenti, le famiglie creando o acquistando specifiche applicazioni basate sull’IA. Per esempio un sistema di informazione sui curricoli che aiuti genitori e studenti a scegliere il loro percorso, un sistema per l’apprendimento delle lingue straniere ecc..
-La scuola può permettere agli studenti e ai docenti di accedere a un sistema di IA disponibile in rete (es. ChatGpt) fornendo un collegamento internet e/o dispositivi (computer, tablet).
-I docenti e gli studenti possono usare liberamente, a scuola o a casa, il sistema disponibile in rete per le attività di insegnamento/apprendimento con loro dispositivi e collegamenti.
La responsabilità della scuola si estende al primo caso, forse al secondo, ma non al terzo. E siccome, almeno oggi, proprio questo è il modo più comune di usare l’IA, l’azione per la limitazione dei rischi deve avere soprattutto un carattere pedagogico.
Un secondo problema è quello di a chi attribuire la responsabilità dentro la scuola. Il regolamento è molto esplicito nell’assegnarla al Dirigente Scolastico, ma raccomanda un coinvolgimento dei docenti tramite i loro organi rappresentativi, e la creazione di una struttura di progettazione/controllo: un gruppo di lavoro coordinato da una persona particolarmente formata ed esperta in materia capace di monitorare tutti i processi. A parte la singolarità del fatto che alcuni (i docenti) sono contemporaneamente utilizzatori e coinvolti nella responsabilità, è almeno dubbio che in tutte le scuole esista un personale capace e disponibile per questa funzione.
Infine è appena giusto ricordare che anche questa, come tutte le innovazioni nel mondo della scuola, richiede la definizione di regole, ma soprattutto azioni organiche di formazione e ricerca.
[1] Le linee guida citano, fra le altre,
–AI Act del Parlamento Europeo e del Consiglio.
–Ethical guidelines on the use of artificial intelligence and data in teaching and learning for Educators della –Commissione Europea.
-Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale 2024-2026 dell’AgID e del Dipartimento per la Trasformazione digitale
[2] MIM – Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche. Versione1.0- Anno 2025
[3] Agenzia per l’Italia Digitale e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Garante per la Protezione dei Dati Personali
Mario Fierli



