Sistemi diversi ed esiti convergenti in OCSE-PIAAC2 giovani: una riflessione sul Capability Approach
Justice cannot be indifferent to the lives that people can actually live.
(Sen, 2009, p. 18)
Il presente incipit viene già utilizzato da Wilson-Strydom (2016), ricercatrice educativa sudafricana, per introdurre il tema delle transizioni educative di successo, tramite le lenti dell’ “approccio delle capacità”. Alla base di questo, una delle idee chiave è il concetto di “libertà”, che distingue nei diversi contesti sociali, da un lato l’effettivo “achievement” – il risultato e dell’altro la “freedom to achieve”, ovvero l’opportunità reale che abbiamo di raggiungere ciò a cui attribuiamo valore (Sen, 1992, 31).
Le transizioni educative di successo sono tra i temi della 7° Conferenza Internazionale PIAAC, (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) ospitata dal Ministero dell’Educazione, della Formazione Professionale e dello Sport il prossimo 11 e 12 dicembre, a Madrid. In particolare, la sessione “Bridging Education and Employment: policies for stronger transitions”, che fortunatamente si potrà seguire online iscrivendosi alla pagina dell’evento, sarà dedicata ad esaminare “come i sistemi educativi possano sostenere meglio i giovani nell’acquisire le competenze necessarie per una transizione scuola-lavoro di successo. Utilizzando i dati PIAAC sul livello di istruzione e sui risultati nelle prime fasi di carriera, il panel discuterà politiche efficaci per rafforzare tali transizioni e ridurre il rischio di disimpegno (o esclusione) sociale e dal mercato del lavoro a lungo termine”, ponendosi quindi un obiettivo correttivo, un obiettivo d’azione di supporto alle transizioni lavorative ed educative.
Ma come tenere conto dei diversi contesti educativi e formativi?
Già lo scorso anno, alla pubblicazione dei risultati dell’indagine OCSE-PIAAC 2, Vittoria Gallina (2024) ha proposto un’analisi degli outcomes, che tracciano le skills di numeracy, literacy e problem solving della popolazione adulta, coinvolgendo 160.000 persone di età compresa tra i 16 e 51 anni, un campione significativo della popolazione dei paesi.
L’indagine è quindi ampiamente dedicata allo studio delle competenze di base: come sottolineato da Durazzi et al. (2023) sembra sempre più emergere come nell’economia della conoscenza nello specifico, i settori ad alta intensità di conoscenza tendano a basarsi sulla disponibilità di competenze di base, cognitive e di stampo accademico. Come segnalato da Gallina, nei risultati OCSE-PIAAC2 si legge in particolare che i giovani tra i 16 ed i 24 anni che hanno risultati migliori si trovano nei seguenti paesi: Inghilterra, Irlanda, Finlandia, Giappone e Norvegia. Prendendo ad esempio Giappone e Finlandia, notiamo dunque come risultati comparabili siano emersi da due sistemi che hanno percorsi d’istruzione, oltre che contesti culturali e socioeconomici profondamente differenti. Ottengono lo stesso punteggio sul problem solving (276), sulla literacy Finlandia 296, Giappone 289; e su numeracy Finlandia 294 e Giappone 291.
Trattando la sessione della conferenza sopra-citata, della fisionomia dei sistemi scolastici per sostenere transizioni di successo, notiamo nello specifico che anche le teorie che classificano i sistemi di formazione di competenze collocano i due paesi in posizioni differenti. Il Giappone “segmentalista”, con un basso livello di coinvolgimento statale nella formazione professionale ed un alto livello di coinvolgimento delle imprese, costituendo un sistema auto-regolato; la Finlandia in una situazione diametralmente opposta, raggruppata insieme ai sistemi statisti (Busemeyer & Trampusch, 2012: 12; 218). Hanckè (2009) definirebbe quindi il parallelo Finlandia-Giappone alla luce dei risultati PIAAC2 per i giovani adulti, un interessante risultato di studio di caso con la fisionomia del “most different cases design”, che giustappone cioè due paesi estremamente differenti per le variabili di sfondo sopra-elencate, che tuttavia mostrano outcomes simili.
Perché due sistemi così differenti riescono ad approdare a risultati simili? Come si sostiene – se si sostiene – il successo formativo, educativo e lavorativo in due contesti così differenti?
Rispondere alla prima domanda è il task delle ricerche educative e storico-politiche sui sistemi educativi e formativi a livello macro. Mentre a livello micro, circa la seconda domanda, secondo Wyslon-Strydom (2016) e Sen (1992) è necessario che si crei l’opportunità per il singolo di potersi occupare dello sviluppo delle competenze di base qui valutate: per occuparsene deve quindi essere presa in considerazione, valutata o quantomeno messa in discussione, la presenza di un’effettiva “freedom to achieve”.
Riferimenti
Durazzi, N., Pavolini, E., & Battaglia, F. (2023). The multi?dimensional politics of education policy in the knowledge economy: The case of Italy (1996–2008). Social Policy & Administration, 57(2), 144–157. https://doi.org/10.1111/spol.12884
Gallina, V. (2024). L’indagine PIAAC 2 in 31 paesi OCSE, una sintesi dei risultati. https://www.educationduepuntozero.it/studi-e-ricerche/lindagine-piaac-2-in-31-paesi-ocse-una-sintesi-dei-risultati.shtml
Hancké, B. (2009). Intelligent research design: A guide for beginning researchers in the social sciences. Oxford University Press.
INAPP (2024). Comunicato stampa – LE COMPETENZE COGNITIVE DEGLI ADULTI: L’ITALIA NON MIGLIORA NELL’ULTIMO DECENNIO CON RISULTATI INFERIORI ALLA MEDIA OCSE, PESANO NEGATIVAMENTE I DIVARI TERRITORIALI. https://www.inapp.gov.it/sala-stampa/671613
OECD (2024). 7th International Conference on PIAAC. https://www.oecd-events.org/7th-piaac-international-conference/
Sen, A. (1992). Inequality Reexamined. New York: Russell Sage Foundation.
Sen, A. (2009). The Idea of Justice. Cambridge, MA: Harvard University Press.
Wilson-Strydom, M. (2016). Widening access with success: Using the capabilities approach to confront injustices. In M. Calitz & T. Bozalek (Eds.), Access to higher education: Towards a capability approach (pp. 113–127). Routledge.
Astrid Favella dottorato in Ricerca Educativa è ricercatrice Postdoc presso la Sapienza, Un. di Roma. Specializzata in economia politica europea (LSE, Londra) ed educazione (Università di Oxford)