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Another brick out of  the wall

Pubblicato il: 19/12/2025 10:58:17 -


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Questo articolo nasce dalla collaborazione per il libro Alla ricerca del benessere educativo, di Emanuela Botta, che raccoglie le voci di 4.347 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, provenienti da diverse regioni italiane. Lo strumento di ricerca, che fa parte degli strumenti su cui lavora il gruppo Ricerca con la Scuola[1], prevedeva, una domanda aperta:«Indica brevemente tre aspetti della scuola che vorresti migliorare per renderla più adeguata ai bisogni degli studenti». 3.358 hanno risposto alla domanda proponendo almeno un suggerimento. Ne sono derivate 9.085 indicazioni che sono state analizzate attraverso un sistema di categorizzazione misto, basato sull’analisi del contenuto con qualche contributo dell’intelligenza artificiale[2]. Tutte le risposte sono state lette, verificate e ricondotte a categorie dai codificatori. Ho collaborato alla codifica di queste indicazioni e per settimane ho avuto modo di riflettere su migliaia di suggerimenti proposti dagli studenti per adeguare la scuola ai loro bisogni.

Dalla fase di codifica è emerso che quasi un terzo delle risposte aperte (2.531 occorrenze, pari al 27,9% del totale delle risposte ottenute) riguardava l’ambiente fisico della scuola, seconda macrocategoria per ampiezza dopo la didattica. Gli studenti parlano soprattutto della struttura degli edifici (884 occorrenze): aule troppo strette o fatiscenti, porte rotte, scale ripide o prive di ascensori, soffitti che generano insicurezza. Seguono le segnalazioni su igiene e servizi igienici (668), con termini come “sporchi”, “inutilizzabili”, “senza sapone”. Altre richieste importanti riguardano impianti sportivi (328), attrezzature didattiche (187), comfort termico (146), servizi (136), spazi per gli studenti (131), estetica (51). La scuola viene descritta come un luogo non sicuro, sporco e che non accoglie: bagni impraticabili, aule fredde d’inverno e roventi d’estate, muri scrostati, mancanza di biblioteche, palestre, laboratori e spazi all’aperto.

«La scuola come edificio andrebbe migliorata, riscaldamenti che non funzionano, palestre al limite dell’utilizzabile.»

«Rifarla da zero poiché non si regge in piedi e manca continuamente luce e riscaldamento, oltre a muffa ovunque.»

Mi sono chiesto se questi dati riflettano percezioni isolate o rappresentino invece una condizione diffusa? Per rispondere, ho consultato due fonti nazionali: il XXV Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente (2025) e il XXIII Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanzattiva (2025).

Secondo Ecosistema Scuola, meno della metà degli edifici analizzati (circa 7.000 nei comuni capoluogo) dispone del certificato di agibilità (47,2%) e del collaudo statico (45,2%). Solo il 31,2% ha svolto indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni, e appena il 10,9% ha realizzato interventi di messa in sicurezza. Meno del 15% degli edifici in zone sismiche è progettato o adeguato alle norme antisismiche, e il 54,8% non ha mai effettuato verifiche di vulnerabilità. La manutenzione ordinaria è cronicamente sottofinanziata: i fondi erogati ai comuni variano dai 5.000 ai 13.000 euro per edificio, cifre insufficienti per un patrimonio edilizio ormai obsoleto.

«L’impianto di riscaldamento va decisamente rinnovato perché molti studenti tendono a essere stanchi e distrarsi più facilmente.»

«Accogliente, cioè d’inverno calda e d’estate rinfrescata.»

Anche in termini di comfort e accessibilità, la situazione è critica. Solo il 7,2% degli edifici dispone di impianti di ventilazione o condizionamento, e appena il 16% ha effettuato interventi di efficientamento energetico. L’accessibilità è limitata: soltanto il 47,6% delle scuole nelle isole e il 74,4% al Sud ha predisposto misure per superare le barriere architettoniche.

Il rapporto di Cittadinanza attiva conferma ulteriormente questo quadro. Il 55% delle scuole presenta umidità e distacchi di intonaco, il 53% infiltrazioni d’acqua e il 47% crepe strutturali. Tra settembre 2024 e settembre 2025 si sono verificati 71 episodi di crolli o cedimenti, con 19 feriti.

«Sarebbe necessaria una totale ristrutturazione dell’edificio, pericolante a causa delle infiltrazioni d’acqua.»

Gli impianti di ventilazione sono presenti solo nel 7,42% delle scuole; quelli solari termici nel 2,45%. Solo il 41% degli edifici è pienamente accessibile a studenti con disabilità motorie, mentre mancano ascensori adeguati nel 50% dei casi e servizi igienici accessibili nel 26%. Il rapporto insiste inoltre sulla necessità di disporre di palestre, mense, biblioteche, spazi verdi e aree “libere” per garantire una scuola vivibile tutto l’anno.

Se si guarda più da vicino proprio a palestre, laboratori, biblioteche e spazi all’aperto – gli stessi ambienti di cui nel lavoro di Emanuela Botta gli studenti denunciano la mancanza e per i quali chiedono concrete possibilità di utilizzo – la situazione non cambia. Ecosistema Scuola rileva che solo il 50,2% degli edifici dispone di impianti per lo sport (palestre, campi esterni, piscine), e che quasi la metà degli studenti dei comuni capoluogo non ha accesso a impianti sportivi scolastici. Anche dove le strutture esistono, il 20,1% degli impianti sportivi necessita di interventi urgenti di riqualificazione, mentre solo il 6,1% è stato oggetto di lavori nell’ultimo anno.

«Una palestra decente per svolgere l’attività fisica.»

«La palestra andrebbe migliorata affinché gli studenti possano dimenticarsi per qualche ora dei problemi che li affliggono.»

Sul versante degli spazi esterni, il 64,4% degli edifici ha giardini o aree verdi fruibili, ma con forti divari territoriali: si passa dal 79,7% al Nord al 32,4% al Sud; e solo il 38,9% degli edifici utilizza questi spazi per la didattica all’aperto. Nel libro, gli studenti chiedono esattamente questo: luoghi adeguati all’attività fisica, laboratori aggiornati, cortili e aree verdi fruibili e sicure. Nei report, questi stessi spazi compaiono come insufficienti, disomogenei sul territorio o non pienamente utilizzati, confermando che proprio gli ambienti che rendono la scuola “abitabile” sono tra i più fragili e meno garantiti.

«Avere un cortile percorribile e sicuro dove poter fare ricreazione.»

Il DPR 380/2001 stabilisce che il certificato di agibilità attesti sicurezza, igiene, risparmio energetico e salubrità di un edificio. Impone ai proprietari degli edifici scolastici – comuni o province – di garantire manutenzione, certificazioni, illuminazione, ventilazione e accessibilità. Tuttavia, come mostrano i dati, queste prescrizioni risultano largamente disattese.

In questo contesto, non sorprende che le voci degli studenti trovino conferma nei dati nazionali: le scuole italiane non garantiscono sistematicamente ambienti sicuri, salubri e dignitosi. E non si tratta di un dettaglio. La qualità degli spazi incide sul rapporto con lo studio, sulla motivazione, sulla possibilità di sentirsi parte di una comunità. La letteratura pedagogica e architettonica lo ribadisce da tempo: studi come quello di Borri e Galimberti sugli spazi educativi e le architetture scolastiche e il “Manifesto 1+4 spazi educativi” di INDIRE consolidano l’idea che lo spazio non sia un contenitore neutro, ma una componente attiva dei processi di insegnamento-apprendimento (Borri &Galimberti, 2016; INDIRE, 2016). Rassegne recenti collegano inoltre in modo sistematico design e qualità degli spazi al benessere fisico, cognitivo e sociale degli studenti, evidenziando effetti su attenzione, impegno e performance (Vedovelli, 2022).

Gli studenti descrivono ciò che vivono ogni giorno. La loro testimonianza ha un valore conoscitivo unico: restituisce dall’interno un’immagine della scuola che è sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vuole vedere.

Quanto ai fondi, il paradosso è che non mancano. Il PNRR e altri programmi nazionali e territoriali finanziano 26.130 progetti per oltre 12 miliardi di euro. Tuttavia, al 31 maggio 2025, la spesa effettiva si ferma al 43,75%. Avanzano più rapidamente digitalizzazione e innovazione, mentre sicurezza, manutenzione e nuove costruzioni procedono con lentezza. Ritardi, frammentazione amministrativa, ostacoli tecnici e continue riassegnazioni frenano la trasformazione delle risorse in edifici migliori.

Il confronto tra ciò che gli studenti chiedono e ciò che i report documentano dimostra che le loro parole non sono semplici lamentele, ma contributi essenziali per comprendere la realtà delle scuole italiane. Riconoscerne il valore significa riaffermare che il diritto a studiare in ambienti adeguati è parte integrante del diritto all’istruzione. La scuola non è solo un luogo di apprendimento: è il primo spazio pubblico che i ragazzi abitano, il primo in cui si rendono conto di quanto lo stato si occupi di loro e dovrebbe essere il primo a mostrare loro cosa significhi essere accolti, protetti e messi nelle condizioni di crescere.

Riferimenti bibliografici

Borri, S. (A cura di). (2016). Spazi educativi e architetture scolastiche: linee e indirizzi internazionali. INDIRE. Scuola Scialoia+1

Botta, E. (2025). Alla ricerca del benessere educativo: Evidenze dalla voce degli studenti nella ricerca “Io e la scuola”. Edizioni Nuova Cultura.

Cittadinanzattiva. (2025). Osservatorio civico sicurezza a scuola – XXIII Rapporto. Cittadinanzattiva.

INDIRE – Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa. (2016). Il modello 1+4 spazi educativi (Materiali e linee di indirizzo sul framework “1+4”). INDIRE. Indire+1

Legambiente. (2025, 16 settembre). Ecosistema Scuola 2025: i dati del XXV rapporto [Comunicato stampa]. Legambiente. Legambiente

Lucisano, P., & Botta, E. (2023). «Io e la scuola»: percezione di ansia e benessere degli studenti in ambiente scolastico. Journal of Educational, Cultural and Psychological Studies (ECPS Journal), (28), 137–160.

Vedovelli, C. (2022). Ambienti fisici di apprendimento che favoriscono i processi attentivi: gli effetti dello spazio vuoto, del colore e del design biofilico. IUL Research, 3(6). IUL Research+1

Barrett, P., Davies, F., Zhang, Y., & Barrett, L. (2015). The impact of classroom design on pupils’ learning: Final results of a holistic, multi-level analysis. Building and Environment, 89, 118–133.

[1]Il gruppo Ricerca con la scuola è composto daPietro Lucisano; Emanuela Botta, Stefano Livi, Emiliane RubatduMérac, Irene Stanzione, Valeria Bruno, Astrid favella e Giulio Lucentini.

[2]La ricerca Io e la scuola, confluita nel volume Alla ricerca del benessere educativo, è il risultato di un lavoro collettivo. In particolare, l’analisi qualitativa delle risposte alle domande aperte è stata condotta, in ordine alfabetico, da Emanuela Botta, Valeria Bruno, Astrid Favella, Giulio Lucentini e Pietro Lucisano (Botta, 2025, p. 28).

Giulio Lucentini, dottorando in Teaching and Learning Sciences (UniMac e Sapienza), studia inserimento lavorativo dei laureati (soprattutto STEM) e IA in educazione, con varie pubblicazioni sui due temi.

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