Autoeducazione civica – ripensare la scuola
![A noi studenti e studentesse, molto spesso, la scuola sembra priva di un senso: si memorizza e si ripete, si impara e si fa la verifica. Ma è questo la Scuola? Io non credo possa esserlo, ma temo lo stia diventando. L’impronta professionalizzante che prevalentemente oggi si vuole dare all’istituzione scolastica ha lasciato indietro la motivazione più profonda di questo organismo: emancipare e vivificare persone libere in grado di attivarsi ed essere partecipi alla vita della comunità. Questo mandato educativo […]](https://www.educationduepuntozero.it/wp-content/uploads/2026/03/unnamed-360x142.png)
A noi studenti e studentesse, molto spesso, la scuola sembra priva di un senso: si memorizza e si ripete, si impara e si fa la verifica. Ma è questo la Scuola?
Io non credo possa esserlo, ma temo lo stia diventando. L’impronta professionalizzante che prevalentemente oggi si vuole dare all’istituzione scolastica ha lasciato indietro la motivazione più profonda di questo organismo: emancipare e vivificare persone libere in grado di attivarsi ed essere partecipi alla vita della comunità. Questo mandato educativo che la scuola dovrebbe realizzare infatti trascende la preparazione ad una professione. Nessuno dovrebbe rimanere indifferente davanti alle scelte che incidono sulla vita comune: l’emancipazione, l’essere liberi, il senso di partecipazione alla vita personale e collettiva dovrebbero svilupparsi grazie alla scuola, la quale è il primo corpo intermedio fra cittadino e Stato. Lì gli studenti e le studentesse possono cominciare a vivere la partecipazione democratica alla politica.
Attenzione però a non confondere le idee: a scuola non deve essere trasmesso un indottrinamento verso una posizione partitica, anzi questa è un’antitesi della scuola, bensì deve nascere la capacità nei ragazzi di discutere e prendere parte al dibattito dando il proprio contributo. Questa è la democrazia, questa è la politica.
L’educazione civica, che anche per la sua denominazione dovrebbe rispondere a quest’esigenza, risulta carente in questo ambito.
Consapevoli di ciò, con la mia classe l’anno scorso abbiamo provato a reinventare questa materia: non abbiamo più seguito lezioni di educazione civica ma abbiamo partecipato alle discussioni di “autoeducazione civica”.
Il processo di dare un nuovo significato a questa materia, che si è svolto fra confronti pomeridiani e discussioni nelle assemblee di classe, ha dato vita al progetto che segue, con la promessa che esso potesse essere flessibile nella sua attuazione vista la sua completa novità nelle nostre logiche scolastiche. E infatti così è stato. Se il sogno di ridipingere la nostra aula con murales che rispecchiassero le nostre riflessioni è stato l’incipit del processo creativo del documento del progetto, esso non è stato mai realizzato, ma ci siamo concentrati esclusivamente su elaborati scritti, prodotti in gruppo prima e dopo le discussioni.
Il ruolo dei docenti, che dopo qualche domanda preliminare hanno approvato il progetto, si è rivelato flessibile durante tutto l’arco dell’anno: se alle volte chiedevamo loro lezioni su temi prossimi alle materie che insegnano, altre volte svolgevano l’importantissimo ruolo di moderatori e ascoltatori delle discussioni che emergevano.
Nonostante le varie modifiche in itinere, però il progetto ha avuto i suoi buoni risultati: abbiamo imparato a dibattere e a rispettare le idee altrui, a prendere una posizione e a riassumere per iscritto le discussioni. Insomma, ci siamo esercitati nell’essenza della democrazia.
Questa è una scuola che sogno, una Scuola che privilegia l’utilizzo del sapere per dar vita a idee, che vivifica lo spirito critico e la voglia di dire la propria.
Quello che segue in questo link è uno spunto a cui tengo molto, perché è stata la prova che si può realizzare qualcosa di diverso. E noi ci siamo riusciti.
Luca Spegni, studente del liceo scientifico e rappresentante degli studenti al Consiglio d’Istituto presso la sua scuola l’IIS Pacinotti – Archimede.



