Galli Della Loggia è digitale o analogico?
![Chi di noi non ha letto nulla di Herman Hesse? io ho portato con me Siddhartha e Narciso e Boccadoro per una vita, sempre, naturalmente, parteggiando per la via eretica alla conoscenza. Ma di Hesse mi è tornata in mente da poco quella sua frase sul valore delle cose apparentemente inutili o difettose: “Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.” Alla sua epoca non c’era bisogno di specificarlo, ma oggi ci è chiaro, accade solo con […]](https://www.educationduepuntozero.it/wp-content/uploads/2025/11/foto_367455_1024x633-640x396-1-360x223.jpg)
Chi di noi non ha letto nulla di Herman Hesse? io ho portato con me Siddhartha e Narciso e Boccadoro per una vita, sempre, naturalmente, parteggiando per la via eretica alla conoscenza. Ma di Hesse mi è tornata in mente da poco quella sua frase sul valore delle cose apparentemente inutili o difettose: “Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.” Alla sua epoca non c’era bisogno di specificarlo, ma oggi ci è chiaro, accade solo con gli orologi analogici, quelli con il quadrante e le lancette.
È così che ho scoperto che Ernesto Galli della Loggia (GDL) è analogico. L’ho desunto dal fatto che anche lui, come ogni orologio rotto, ogni tanto, anche senza volerlo, segna l’ora giusta. Il 25 novembre, ad esempio ha pubblicato sul Corriere della sera un editoriale[1] sul fatto che si debba tornare a leggere, ha fatto bene.
Purtroppo però l’ha fatto, come suo solito, attaccando e minacciando sfracelli, come se il tema della scarsa lettura fosse appena giunto sul suo orizzonte di riflessione e non fosse un processo che ci preoccupa da lunga data. In effetti GDL ha spesso questo tipo di stile, fa pensare a qualcuno che si alza all’improvviso di notte e corre verso il bagno sbattendo contro tutti i mobili della stanza da letto. Pensate che nell’incipit dell’articolo scrive: “dall’inizio del nuovo secolo è la qualità complessiva dell’istruzione, anche primaria, che è letteralmente collassata”. Effettivamente, un collasso che dura da un quarto di secolo assomiglia più al decorso di una malattia cronica, ma scommetto che GDL ami questo tipo di iperboli. Immagino che chiami “invasione” anche la continua osmosi con persone di altre culture e provenienze che con regolare flusso arrivano ormai nel nostro paese dal resto del mondo, quindi tant’è: stupite e spaventatevi! Siamo al collasso!
La mancanza di amore per la lettura però, e qui concordo pienamente, è realmente preoccupante, e sebbene l’attenzione di GDL a dare almeno un libro agli spedizionieri e saldatori sembri uno schiaffo classista più che una cura[2], l’affermazione che ne segue ha il mio pieno appoggio: “L’idea che qualunque tipo di conoscenza possa prescindere dalla carta stampata grazie alle slides, al power point, ai tutorial o alle lavagne interattive multimediali è solo una sciocca illusione.” E da GDL, d’altra parte, la difesa dell’analogico non può più stupirci.
Peccato che il caro GDL non se ne sia ricordato quando ha contribuito alla stesura delle Nuove Indicazioni del Ministro Valditara. Quelle che, come denunciato nel libro (un libro!) collettivo Lotta di Classe[3] nel capitolo Nuovo Umanesimo, è proprio alle tecnologie digitali che affidano addirittura la cura dell’inclusione e l’apertura verso l’altro, “grazie alla realtà aumentata[4], alle traduzioni simultanee, alla diversificazione degli approcci” già offerta dal mercato in utili kit, personalizzati, che danno a ciascuno il suo strumento e schermo e non libri.
Le stesse NI25 che sempre alla digitalizzazione multimediale affidano l’integrazione degli studenti di origine straniera, integrati grazie a programmi di traduzioni automatiche, mentre l’internazionalizzazione non si realizzerà con i compagni di altre culture già seduti fianco a fianco, ma con collegamenti virtuali con studenti, che diremmo lontani solo se non si considera la potenzialità de “l’uso consapevole delle tecnologie digitali per l’apprendimento collaborativo.”
E visto che ci siamo diciamo pure che non ci convince la sua difesa dell’indicazione della Bibbia come libro base per la lettura dei primi due anni delle primarie: “Quanto alla Bibbia ci si è rimproverato addirittura di volerla far «studiare» in barba a ogni laicità della scuola. Ma quando mai? Abbiamo solo pensato a quel testo come al «grande codice» della letteratura mondiale” delle semplici “storie” che “potessero essere utilmente proposte a dei bambini di sei sette anni come introduzione «favolistica» al passato più remoto della nostra civiltà, all’eco che esse ancora hanno nel nostro presente.[5]”
Spacciare il testo sacro della religione monoteistica Occidentale per eccellenza per semplici storie favolisticamente raccontate a dei bambini, ha il sapore amaro della mistificazione, quella stessa che fa si che nelle aule scolastiche sia ancora esposto il crocifisso senza che sia in contrasto con la laicità dello stato, in quanto derubricato a semplice “arredo scolastico”[6] insieme ai banchi, alla lavagna e alla cattedra.
Ma concentriamoci sulla “«emergenza lettura» che sta davanti al Paese” che fortunatamente occupa GDL in questo periodo. Di fronte allo sfascio serve un sussulto, e GDL ce l’ha! Addirittura non lo desume da ponderosi studi (che certamente ha fatto), ma si appella alla più popolare fantasia e ci racconta che la maniera migliore per favorire la lettura è diffondere l’oggetto del desiderio, il libro, anche a costo di disperderne un po’. Sedetevi bene: GDL ci propone nientedimeno che il “book crossing” e tra le righe lascia intendere la disponibilità di mettere a disposizione del popolo un po’ della sua biblioteca che ormai, lo vediamo, gli invade il salotto.
Solo per dare un contributo alla verità e fare un indiretto complimento alla poderosa fantasia popolare, vorrei dire a GDL che il Book crossing non è qualcosa che “avviene già oggi in alcune località dell’Alto Adige” è un modello che praticano da decenni i movimenti, i collettivi di quartiere, gli ambientalisti, usando all’uopo armadietti, voliere, bacheche, fino ai più urbani frigoriferi, come quello che al Pigneto, a Piazza Nuccitelli, è pieno dei libri messi a disposizione dagli abitanti. E con un saluto agli amici dell’Alto Adige chiudiamo con un altro esempio terra-terra, anzi onda-battigia: a Marechiaro, sul litorale di Anzio, la Book station sistemata da Mario ci invita a ricaricare la mente leggendo, e afferma: “Leggere è il tuo superpotere.”
[1] https://www.corriere.it/opinioni/25_novembre_12/l-italia-deve-tornare-a-leggere-7dabf3b4-86f3-4fa4-9a5f-5915b64b7xlk.shtml
[2] “Ma anche per fare un buon saldatore o un bravo spedizioniere forse serve un libro” ibid.
[3] “Lotta di classe. Per una scuola democratica e costituzionale. Contro la svolta ideologica dettata dal ministro Valditara” Libro edito da Left, a cura di Eleonora Minelli presentazione 17 ottobre https://www.youtube.com/watch?v=N5qlpkl7KlU
[4] Indicazioni Nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione, pag.12
[5] https://www.corriere.it/opinioni/25_gennaio_17/il-valore-della-nostra-storia-e520a101-d218-4b03-b93b-9a411b680xlk.shtml
[6] Regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297
Claudio Tosi Formatore, educatore, artigiano, dal 1967 attivo nei Cemea, Centri per l’esercitazione ai metodi dell’educazione attiva, italiani e internazionali, segretario della Federazione italiana dei Cemea. Lavora presso il CSV Lazio sui temi del servizio civile e del volontariato giovanile



