Numero 138
Articoli pubblicati nel mese di marzo 2026
Indice
Marina Fisicaro: Il coinvolgimento degli studenti come nodo critico della pratica didattica
Luca Spegni, Autoeducazione civica – ripensare la scuola
Irma Staderini, Una storia per te
Mauro Palma, Considerazioni sulla riforma costituzionale da parte di Mauro Palma
Giulio Lucentini, Cambiare aria a scuola
Antonello Marchese, Istruzione degli adulti e tenuta sociale: i CPIA e le scuole di Secondo Livello
Giancarlo Gambula, La manipolazione del linguaggio nelle “Nuove Indicazioni del 2025”
Susanna Marietti, Io non ti credo più. VIII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile
Francesco Muraro, Contrabbandi
Presentazioni
Marina Fisicaro: Il coinvolgimento degli studenti come nodo critico della pratica didattica
L’articolo evidenzia come il coinvolgimento degli studenti sia oggi una delle principali criticità della didattica. Dalla rilevazione sui bisogni formativi dei docenti emerge che mantenere attenzione, partecipazione e motivazione in classe è sempre più difficile, a causa dei cambiamenti nei linguaggi, nei tempi e nei comportamenti degli studenti.
Il coinvolgimento non è visto come una semplice tecnica, ma come una condizione essenziale per l’apprendimento, che richiede competenze specifiche e comporta una crescente fatica professionale per gli insegnanti.
I docenti non chiedono teorie astratte, ma strumenti pratici, strategie ed esempi concreti per affrontare la complessità delle classi. Ne emerge anche una distanza tra innovazioni istituzionali e pratica quotidiana.
In sintesi, l’articolo sottolinea la necessità di ripensare le pratiche didattiche partendo dai bisogni reali dei docenti per rendere l’apprendimento più efficace e significativo.
Luca Spegni, Autoeducazione civica – ripensare la scuola
L’articolo critica una scuola percepita dagli studenti come troppo centrata su memorizzazione e preparazione al lavoro, trascurando la sua funzione fondamentale: formare cittadini liberi, consapevoli e partecipi alla vita democratica.
Per rispondere a questa carenza, una classe propone un progetto di “autoeducazione civica”, in cui gli studenti diventano protagonisti: scelgono i temi, discutono, si informano e producono elaborati, con i docenti nel ruolo di guida e facilitatori.
Questo metodo punta a sviluppare competenze democratiche reali (dialogo, rispetto, pensiero critico, partecipazione), trasformando l’educazione civica in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva.
In sintesi, l’articolo propone un modello di scuola più partecipativo e orientato alla formazione civile, in cui gli studenti imparano la democrazia praticandola.
Irma Staderini, Una storia per te
L’articolo presenta il nuovo manuale di storia Una storia per te (Treccani), sottolineando il ruolo fondamentale della storia nella formazione di cittadini consapevoli e capaci di interpretare il presente.
Il testo tiene conto delle nuove Indicazioni ministeriali, ma le interpreta in modo critico e flessibile, valorizzando un approccio didattico che unisce narrazione, analisi delle fonti e attività laboratoriali per sviluppare competenze critiche.
Nel dibattito emergono tre temi principali:
- la nuova periodizzazione è vista in parte positivamente, soprattutto per lo spazio dato alla storia contemporanea;
- la centralità della storia occidentale è discussa e relativizzata, evidenziando l’importanza del confronto con altre culture;
- l’enfasi sulla narrazione non sostituisce ma integra metodi più attivi e partecipativi.
In sintesi, il manuale propone un equilibrio tra indicazioni ministeriali e autonomia didattica, mantenendo un approccio aperto, critico e inclusivo.
Mauro Palma, Considerazioni sulla riforma costituzionale da parte di Mauro Palma
Nel contesto della discussione all’interno dell’Associazione Antigone, di cui è Presidente onorario, Mauro Palma, già Direttore di Education 2.0, ha condiviso un video, esprimendo la propria posizione al riguardo.
Giulio Lucentini, Cambiare aria a scuola
L’articolo evidenzia come la pratica tradizionale di aprire le finestre per “cambiare aria” nelle scuole sia insufficiente a garantire una buona qualità dell’aria. Oggi le norme italiane ed europee prevedono sistemi di ventilazione meccanica, ma nella realtà la grande maggioranza degli edifici scolastici (oltre il 90%) ne è ancora priva o li utilizza in modo inefficace.
I dati scientifici mostrano che senza ventilazione adeguata i livelli di CO? nelle aule superano spesso i limiti raccomandati, mentre i sistemi meccanici garantiscono condizioni stabili e salubri.
Il problema principale è quindi il divario tra norme e realtà: le leggi esistono e riconoscono il problema, ma mancano interventi concreti per adeguare le scuole.
Antonello Marchese, Istruzione degli adulti e tenuta sociale: i CPIA e le scuole di Secondo Livello
L’articolo evidenzia come l’istruzione degli adulti in Italia, pur essendo sempre più richiesta, resti insufficiente rispetto agli standard europei e difficilmente accessibile. I CPIA e i percorsi di secondo livello (scuole serali) registrano infatti una crescita costante di iscrizioni, ma a questa domanda non corrisponde un adeguato aumento di risorse e offerta formativa, anzi si registrano tagli e chiusure di corsi.
Emergono numerose criticità: carenza di organico, difficoltà organizzative, disuguaglianze territoriali e ostacoli burocratici che rendono difficile esercitare concretamente il diritto all’istruzione per gli adulti.
Nonostante ciò, questi percorsi svolgono un ruolo fondamentale per l’inclusione sociale, lo sviluppo delle competenze e il sostegno a persone in condizioni di fragilità. L’istruzione degli adulti viene quindi presentata come un elemento chiave per la tenuta sociale e democratica, non solo come risposta formativa ma come strumento di accompagnamento e costruzione di fiducia nelle istituzioni.
Giancarlo Gambula, La manipolazione del linguaggio nelle “Nuove Indicazioni del 2025”
L’articolo critica le Nuove Indicazioni 2025 perché introducono un cambiamento ritenuto regressivo nel modello educativo, privilegiando conoscenze rigide, insegnamento trasmissivo e centralità del docente, a scapito di competenze, apprendimento significativo, inclusione e pluralità delle identità.
Viene denunciata una manipolazione del linguaggio pedagogico, che separa concetti fondamentali (come educazione e istruzione, conoscenza e competenza, insegnamento e apprendimento) che dovrebbero invece restare integrati in una scuola democratica. Questo approccio favorirebbe una visione semplificata, standardizzata e poco attenta alla complessità degli studenti e dei contesti.
Inoltre, si critica l’influenza del linguaggio aziendale (es. “capitale umano”, “management”), che snatura il ruolo della scuola trasformando studenti e famiglie in “clienti”.
L’autore conclude sottolineando la necessità di difendere e “manutenere” il linguaggio educativo come strumento centrale per preservare i valori democratici, inclusivi e formativi della scuola.
Susanna Marietti, Io non ti credo più. VIII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile
Il rapporto di Antigone denuncia un forte irrigidimento della giustizia minorile in Italia, sempre più orientata alla punizione invece che all’educazione. Secondo i dati, non esiste una vera emergenza di criminalità minorile: è aumentata soprattutto la paura sociale e il numero di denunce, ma non in modo proporzionale l’ingresso reale dei minori nel sistema penale.
Nonostante ciò, cresce significativamente il numero di ragazzi detenuti (+50% tra il 2022 e il 2024), anche a causa di politiche più severe come il cosiddetto Decreto Caivano. Inoltre, molti giovani diventati maggiorenni vengono trasferiti nelle carceri per adulti, interrompendo i percorsi educativi.
Il governo ha risposto aprendo nuovi istituti penali minorili, ma senza adeguati servizi formativi o di supporto, privilegiando il contenimento fisico rispetto al recupero.
Particolare criticità riguarda i minori stranieri, che sono sovrarappresentati nelle carceri non per maggiore pericolosità, ma per la mancanza di reti familiari e sociali. Infatti, commettono mediamente reati meno gravi, ma subiscono comunque una risposta penale più dura.
Francesco Muraro, Contrabbandi
L’articolo racconta le difficoltà di una scuola che riceve ingenti finanziamenti per l’inclusione degli studenti con background migratorio. Sebbene queste risorse rappresentino un’opportunità, mettono sotto forte pressione l’organizzazione scolastica, che deve gestire progetti complessi in tempi stretti e con risorse umane limitate.
Emergono criticità in tutte le fasi: progettazione (dubbi su modalità e destinatari), carenza di personale disponibile, burocrazia molto pesante e gestione amministrativa complicata. Anche la partecipazione degli studenti e il raggiungimento degli obiettivi non sono scontati.
Infine, resta incerta la reale efficacia di questi interventi: se è possibile misurare le attività svolte, è molto più difficile valutare i risultati concreti nel lungo periodo. Nonostante tutto, la scuola accetta queste sfide per senso di responsabilità e per offrire opportunità agli studenti, pur con una certa nostalgia per finanziamenti più semplici e stabili.