Numero 134
Articoli pubblicati nel mese di Novembre 2025
Astrid Favella Sistemi diversi ed esiti convergenti in OCSE-PIAAC2 giovani: una riflessione sul Capability Approach
L’articolo riflette sui risultati dei giovani nell’indagine OCSE-PIAAC2, mettendo a confronto Giappone e Finlandia, due paesi con sistemi educativi e contesti socioeconomici molto diversi, ma con esiti sorprendentemente simili nelle competenze di base (literacy, numeracy e problem solving). Questo caso rappresenta un tipico “most different cases design”, in cui sistemi opposti producono risultati convergenti.
Il tema si collega alla 7ª Conferenza Internazionale PIAAC, dedicata alle politiche per migliorare le transizioni scuola-lavoro. Attraverso il Capability Approach di Sen, l’articolo sottolinea l’importanza non solo dei risultati ottenuti, ma soprattutto della “freedom to achieve”, ovvero delle reali opportunità che i giovani hanno di sviluppare competenze di base e raggiungere ciò che considerano di valore.
In conclusione, mentre a livello macro spetta alla ricerca spiegare perché sistemi così diversi ottengano risultati simili, a livello micro il successo formativo dipende dalla possibilità concreta per ogni individuo di sviluppare le proprie capacità.
Vittoria Gallina La specificità dei diritti dei minori: codificazione e produzione legislative. Il Codice Junior: under 18
Nel contesto italiano ed europeo, i minori hanno gli stessi diritti degli adulti ma li esercitano nella loro condizione di “personalità in formazione”. Per questo le istituzioni – famiglia, scuola, comunità – devono garantire partecipazione, tutela e percorsi educativi adeguati.
In questo quadro si inserisce il Codice Junior, curato da Marco Ruotolo: un volume che raccoglie e organizza la normativa riguardante i cittadini under 18 e funge sia da strumento informativo per i giovani sia da supporto professionale per educatori, insegnanti e operatori. Il testo affronta temi come famiglia, scuola, salute, privacy e uso del digitale, offrendo un sapere accessibile e interdisciplinare.
La parte dedicata a istruzione e formazione, curata da Mauro Palma, è articolata in sei linee principali:
- La scuola come motore per comprendere il presente e preparare il ruolo sociale del giovane.
- L’esperienza scolastica come primo luogo di diversità e convivenza non omogenea.
- L’educazione alla democrazia tramite la costruzione condivisa delle regole.
- La lettura costituzionale del valore sociale dell’istruzione, tra diritto e obbligo.
- La necessaria collaborazione tra scuola e altri attori della comunità, includendo cittadini e associazioni e riflettendo sui cambiamenti sociali e tecnologici.
- L’attenzione all’“altrove” dell’istruzione: ospedali, situazioni di restrizione della libertà e altri contesti in cui la scuola deve mantenere flessibilità e inclusione.
L’articolo si chiude chiedendo se questi temi riguardino solo i minori o non chiamino invece in causa l’intera organizzazione sociale.
Claudio Tosi Galli Della Loggia è digitale o analogico?
L’articolo riflette in modo critico e ironico su un recente editoriale di Ernesto Galli Della Loggia dedicato alla necessità di tornare alla lettura. L’autore riconosce che, pur tra toni apocalittici e iperboli tipiche del suo stile, Galli Della Loggia ogni tanto “segna l’ora giusta”, proprio come un vecchio orologio analogico.
Il testo contesta però diversi aspetti del suo discorso: l’enfasi esagerata sul “collasso” dell’istruzione, la retorica allarmista sull’inclusione e sulla presenza di culture diverse, e soprattutto la difesa del libro come unico veicolo autentico di conoscenza a fronte del digitale—difesa ritenuta incoerente, visto il ruolo assegnato alle tecnologie nelle Nuove Indicazioni scolastiche a cui Galli Della Loggia ha contribuito.
Critica anche la proposta di introdurre la Bibbia nelle prime classi della primaria come semplice repertorio di storie, giudicandola una forma di mistificazione che ricorda l’annosa questione della laicità scolastica.
Infine, l’autore commenta con tono divertito la “scoperta” del book crossing da parte di Galli Della Loggia, ricordando che pratiche di condivisione gratuita dei libri esistono da decenni grazie a movimenti popolari, quartieri e semplici cittadini. L’articolo si chiude celebrando questi esempi di cultura condivisa come risposta concreta all’emergenza lettura.
Gian Carlo Sacchi Le stagioni della valutazione
L’articolo ripercorre l’evoluzione della valutazione scolastica italiana, passando da un modello selettivo basato sui voti a tentativi di introdurre giudizi descrittivi centrati sul percorso di apprendimento. Negli anni si sono alternati visioni autoritarie, spinte economiche orientate alla competizione e più recenti esigenze di attenzione al benessere degli studenti, resi fragili anche dalla pandemia.
Oggi molte scuole cercano di valutare il processo e non solo il risultato, per ridurre ansia e abbandoni. Undici associazioni professionali si oppongono al ritorno generalizzato ai voti, ritenendoli strumenti poco formativi e non coerenti con una pedagogia democratica. La politica, invece, tende a ripristinare modelli selettivi, lasciando la scuola in una situazione di riforme contraddittorie e incomplete.
Saul Meghnagi Si può parlare di Gaza a scuola?
L’articolo propone una riflessione articolata e non ideologica sul conflitto israelo-palestinese, invitando a superare letture semplicistiche o eurocentriche. A partire dal pensiero di Edward Said e da altri autori come Baruma, Margalit e Herzfeld, il testo analizza come la rappresentazione reciproca di “Oriente” e “Occidente” abbia contribuito a costruire narrazioni parziali e stereotipate. L’autore sollecita un approccio educativo e culturale capace di comprendere la complessità storica, demografica e identitaria della regione, riconoscendo le sofferenze di entrambe le parti e i legami profondi tra religione, politica e memoria collettiva.
L’obiettivo è promuovere una convivenza civile fondata sul rispetto reciproco, sulla laicità e sulla distinzione tra popoli, governi e ideologie, evitando semplificazioni e pregiudizi. Le schede finali sul sionismo e sulla composizione della società israeliana offrono strumenti di approfondimento per comprendere meglio le radici storiche e culturali del conflitto e per impostare un’analisi formativa e consapevole.



