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Il nido entra nelle case dei bambini

Pubblicato il: 25/03/2020 02:30:13 -


Alessia Rufini è responsabile di un asilo nido ludoteca di Formello, che si trova nelle vicinanze di Roma. Presente spesso sui social come fanno tutti i giovani ha sempre curato di non diffondere le foto dei suoi figlioli. Ma ora che il nido in cui lavora è chiuso ha rinunciato alle cautele della privacy per realizzare con i suoi figli dei piccoli video che condivide con le famiglie dei bimbi che sono costretti a casa in un progetto di nido che entra nelle case. Anche le altre maestre hanno mobilitato i propri figli con cui hanno cucinato o giocato senza alcun mascheramento.  Le abbiamo chiesto di presentare questa piccola realtà che dà la dimensione di quanto il mondo della scuola sappia inventare per far fronte a questo inattesa prova collettiva.  
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La chiusura delle scuole, adottata come misura preventiva per rispondere all’emergenza coronavirus, ha costretto le famiglie ad affrontare una condizione straordinaria e al di fuori dell’usuale routine quotidiana.

Le scuole di primo e secondo grado si sono attivate per una didattica a distanza, anche i nidi e le scuole dell’infanzia hanno pensato varie modalità per mantenere una relazione, seppure a distanza, con i bambini e le famiglie.

Da qui nasce l’idea di noi educatrici del nido La Maisonnette di Formello di coinvolgere i genitori nella “difficilissima sfida” di intrattenere i bambini durante la giornata. L’idea era quella di dare un supporto alle famiglie. 

Ogni giorno, nella pagina di FaceBook del nido, sono caricati video realizzati dalle educatrici in prima persona nei quali si trovano spunti per poter impiegare piacevolmente il proprio tempo con bambini della fascia 0-6 anni. 

Si tratta di video-tutorial nei quali le educatrici raccontano come svolgere semplici attività: laboratori pittorici e creativi, attività di prescrittura e pregrafismo, giochi montessoriani, narrazione di storie in italiano e in lingua straniera, preparazione di dolcetti e giochi motori, aggiornamenti sulle giornate mondiali e tantissimi spunti per costruire contesti di esperienza anche tra le quattro mura domestiche.

Le finalità di tale progetto sono essenzialmente due ugualmente importanti.

In una situazione così estrema la scuola continua a dare un supporto alle famiglie e ad essere presente anche se da lontano. Si viene a creare un’alleanza fondamentale e assolutamente costruttiva dove si aiutano i genitori a riscoprire momenti di condivisione con i propri figli, momenti che, nella vita di tutti i giorni, sono sempre più delegati al nido dove i bambini trascorrono la maggior parte della giornata. Questo ha permesso alle famiglie di sperimentare uno stile relazionale spesso nuovo, di mettersi in gioco e di scoprire quanto sia bello e gratificante partecipare attivamente alle esperienze dei bambini.

I feedback delle famiglie sono assolutamente positivi e ogni mattina, invece di recarsi al nido, è il nido che entra nelle case dei bimbi.  

Il secondo obiettivo di  questa esperienza è di aiutare i bambini a tenere viva la relazione con le proprie educatrici. Una relazione che seppur virtuale non è priva di emozioni.

Sono proprio queste ultime che contribuiscono ai “successi nell’apprendimento”.

Anche Jean Piaget sosteneva l’importanza delle emozioni soprattutto nei primi stadi della crescita. Per imparare è necessaria un’interazione armonica tra cognizione e affettività per lo stretto parallelismo tra piano affettivo e piano relazionale. In tal senso la tecnologia assume una nuova valenza e forse quella più significativa: “la tecnologia che non fa qualcosa al posto nostro. La tecnologia in cui l’umano utilizza un mezzo per arrivare ad un altro umano”, come evidenzia la psicologa dello sviluppo, Daniela Lucangeli.

Non bisogna dimenticare, però, che la tecnologia essendo  un mezzo molto potente non deve sostituire il rapporto umano.

Il nido e la scuola, in genere, sono luoghi di cura, luoghi educativi e di socializzazione dove l’apprendimento passa soprattutto attraverso l’esperienza e la relazione con l’altro, in un continuo confronto-scontro.

Finito questo periodo di isolamento estremo, si tornerà alla vita di tutti i giorni, si tornerà ad abbracciarsi, si tornerà al nido dove i bambini potranno vivere in maniera diretta le loro esperienze con le educatrici e con i coetanei, esperienze fatte di contatto fisico, di profumi inconfondibili, di colori e di suoni e per questo uniche e insostituibili.

Questo lungo periodo verrà ricordato sicuramente con note positive e di assoluto calore e vicinanza dove ancora una volta la scuola si è assunta il compito di essere in prima linea con le famiglie per sostenere la crescita e il benessere dei bambini.

Alessia Rufini

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