La classe nella nuvola

in Tecnologie e ambienti di apprendimento

di Chiara Bollattino | del 09/04/2015 |1 COMMENTO |commenta

La classe nella nuvola
La mia esperienza di classe nella nuvola. L'utilizzo del cloud di Dropbox come strumento didattico e di condivisione nella classe, una seconda primaria, e la possibilità di declinare in vari modi l'utilizzo di questo software per adattarlo a differenti esigenze didattico-relazionali.


Sono un'insegnante di scuola primaria in un istituto comprensivo della capitale.
Lo scorso anno scolastico ho iniziato un nuovo ciclo con una prima. All'inizio dell'anno ho informato i giovani genitori dei miei nuovi alunni, della mia intenzione di utilizzare uno strumento di comunicazione e condivisione digitale: Dropbox. Alcuni di loro già lo usavano come strumento di lavoro, molti non lo conoscevano. L'entusiasmo da parte loro è stato immediato ed è andato crescendo nel corso di questi quasi due anni di utilizzo.
Dropbox è uno strumento di condivisione semplice, totalmente gratuito, che consente a tutti coloro che lo usano, dietro invito dell'amministratore, di condividere cartelle, di caricare, scaricare, modificare e cancellare i file che vi sono stati caricati fino ad una capienza massima di 16 GB totali, senza occupare la memoria dei supporti su cui si trova perché tutto è nel cloud. "I tuoi file sempre con te" è il motto di Dropbox.
Un luogo sicuro insomma, dove custodire tutti i nostri prodotti multimediali senza paura di perderli se il computer si danneggia. All'inizio l'uso di condivisione è stato passivo da parte delle famiglie. Il materiale che io caricavo quali foto di vita scolastica come momenti di gioco, attività di gruppo, esperimenti scientifici, file audio di canzoncine o drammatizzazioni e modulistica varia, veniva solo visionata dai genitori e dai bambini.

Con il passare del tempo le famiglie sono diventate fruitrici attive di questo strumento, creando cartelle e caricando loro stesse materiale di approfondimento trovato in rete o realizzato da loro, facilitate dal fatto che l'applicazione di Dropbox può essere facilmente gestita anche fuori casa da smartphone e da tablet. Io stessa utilizzo solo ed esclusivamente il mio smartphone per scattare foto, per registrare video o file audio da caricare immediatamente nelle cartelle tramite l'app, compresi i compiti assegnati per i bambini assenti che possono facilmente recuperarli nell'apposita cartella.
Tutte le volte che mi vedono scattare loro foto o fare registrazioni chiedono: " Ma lo metti su Dropbox?".
Il fatto di mostrare ai genitori o ai nonni quello che hanno fatto a scuola li motiva moltissimo e li rende entusiasti dell'attività che stanno svolgendo. Vale anche il contrario: si sentono orgogliosi di mostrare a me e ai compagni quello che hanno caricato con i loro genitori, i materiali relativi ad un esperimento o ad un lavoro richiesto e, con l'aiuto della Lim, possiamo vedere e commentare insieme i risultati di una ricerca.

Una delle obiezioni che spesso viene sollevata a proposito dell'utilizzo di Dropbox nelle scuole è quella della privacy. La diffusione di tutto il materiale fotografico pubblicato in Dropbox è strettamente riservata a chi condivide le cartelle, in questo caso le famiglie degli alunni. Sarà dunque sufficiente far firmare ai genitori una liberatoria sull'utilizzo interno di foto e video.
Dropbox è uno strumento digitale molto semplice, ma a mio avviso molto potente non solo a livello relazionale, ma soprattutto didattico perché si avvale delle potenzialità del cloud. Il suo utilizzo può essere declinato in molti modi e facilmente adattato alle necessità educative e didattiche della classe, fino a trasformarsi in progetto d'Istituto quando la condivisione viene allargata all'intera comunità scolastica.


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Immagine in testata di Interact Blog

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Condizioni generali del servizio

liberatoria sulluso interno di foto e video di deialuc, pubblicato il 02/12/2015

Brava Chiara! dallo scorso anno ho cominciato ad usare Google Drive per condividere materiali per il corso Master Teachers. Ne ho intravvisto tutte le possibilità didattiche, confermate in pieno dalla tua esperienza. Ci puoi parlare dei passi che hai fatto per coinvolgere i genitori? Conoscendo alcuni dei miei ho paura che in alcuni troverei un muro di gomma...

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