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Una supplenza al giorno -di Andrea Marco De Luca e Pietro Lucisano

Pubblicato il: 14/06/2017 12:42:50 -


Un'indagine sugli sbocchi lavorativi dei laureati dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Lo studio che è possibile leggere per intero nel documento in allegato approfondisce la situazione dei laureati della Sapienza che hanno avuto contratti nella scuola primaria e pre-primaria e che rappresentano una quota significativamente elevata dei contratti osservati nella popolazione dei laureati Sapienza.

Una supplenza al giorno_De Luca-Lucisano

Si tratta di un approfondimento della ricerca sui processi di transizione al lavoro realizzata nell’ambito del PRIN 2010-11 dall’unità di ricerca della Sapienza, che riprendeva su una popolazione più ampia la ricerca effettuata con il progetto UNI.CO (Lucisano et al. 2016, 2017) e riguarda la transizione al lavoro degli studenti con un titolo di studio universitario, attraverso l’analisi del lavoro subordinato e parasubordinato a partire dal 2008.
La popolazione di riferimento è costituita dagli studenti (133.976 laureati ) dell’Università di Roma La Sapienza che hanno conseguito una laurea tra il 2008 e il 2015 e di cui sono stati osservati i contratti di lavoro presenti nelle comunicazioni obbligatorie fino al settembre 2016 non circoscrivendo la prospettiva di analisi dei dati alla sola rilevazione di esiti occupazionali, ma di mettere a fuoco soprattutto la dimensione e le caratteristiche dell’offerta di lavoro.

Di seguito un estratto dall’articolo.

 I dati consentono di verificare come la scuola pre-primaria e primaria presentino una domanda di lavoro consistente, con la caratteristica della massima frammentarietà, che si rivolge a laureati e a diplomati con titoli di studio non necessariamente coerenti con i titoli di accesso a queste professioni per le quali è previsto uno specifico percorso universitario.
La spiegazione di questo fenomeno è complessa da un lato si può supporre che il numero di laureati con titoli coerenti non abbia ancora raggiunto un numero tale da saturare i posti in organico e realizzare una forza di riserva da impiegare nelle supplenze, dall’altra il fatto che le supplenze rappresentino per le scuole un’emergenza da risolvere che necessita attingere a qualsiasi laureato disponibile e che l’attuale organizzazione non favorisca l’inserimento nelle supplenze brevi di soggetti con titoli di studio coerenti.
Tuttavia l’entità dell’impegno dei laureati impegnati in queste attività è tale da far presupporre la creazione di un ulteriore bacino di precari.

Andrea Marco De Luca e Pietro Lucisano

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