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Scuola democratica. Learning for Democracy

Pubblicato il: 28/02/2011 18:35:58 -


La rivista Scuola democratica torna dopo dieci anni in libreria, online e con un manifesto per chi “pensa che sia ancora doveroso oggi ‘sporcarsi’ le mani, pensare, proporre idee ed esperienze alla discussione” sulla scuola, l’università e la formazione.
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Esce, ed è in libreria, il n.1 (numero speciale) della nuova serie della rivista “Scuola Democratica” (SD), una delle riviste storiche del mondo della scuola, che dopo quasi dieci anni riprende le pubblicazioni, a cadenza quadrimestrale, proponendosi come luogo di ricerca, di riflessione e di dibattito focalizzati, come in passato, innanzitutto sulla scuola ma estesi d’ora in avanti all’intero campo dell’education e del learning. La rivista si occupa pertanto di tematiche relative a tre ambiti – la scuola, l’università ed un terzo ambito denominato “apprendimento, formazione e lavoro” – con l’intenzione di analizzarne anche le numerose connessioni ed analogie. Editore è Guerini ed Associati, direttore di nuovo Luciano Benadusi, vice-direttore Vittorio Campione, coordinatrice della redazione Assunta Viteritti. È stato poi istituito un comitato di valutazione scientifica di cui sono membri Alessandro Cavalli, Daniele Checchi, Giorgio Chiosso, Clotilde Pontecorvo.

A supporto della rivista si è aggregato un network scientifico composto di oltre cento fra studiosi (antropologi, economisti, pedagogisti, psicologi e sociologi) e professionisti (amministratori, dirigenti, insegnanti, formatori). Infine, si è costituita, sempre con funzioni di sostegno alla rivista, l’associazione “Per Scuola Democratica” cui hanno aderito dieci istituzioni ed organizzazioni, fra le quali la Conferenza Italiana dei Rettori, l’Associazione Nazionale Presidi, l’Isfol, il Consorzio Almalaurea, la Fondazione Giovanni Agnelli e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.

La presentazione, curata dalla redazione, sfugge al rischio dell’heri dicebamus e spiega secondo quali percorsi la rivista intenda riprendere il suo lavoro, nella convinzione che riflettere, produrre teoria ed evidenza empirica, promuovere opinioni critiche ed informate sull’educazione sia ancora oggi una necessità che non riguarda solo i mondi degli specialisti, ma la società nel suo insieme: una società che, al di là delle enunciazioni più o meno trionfalistiche, stenta ancora a diventare davvero “della conoscenza”. La rivista, come è connaturato alla sua storia e continua ad essere esplicitato dalla testata anche nella nuova versione inglese – Learning for Democracy – si impegna, nel solco aperto da Dewey, a porre al centro del suo lavoro “il nesso tra educazione e democrazia”, considerando lo sviluppo della conoscenza sulle situazioni e sui processi dell’education e del learning una delle condizioni essenziali per ottenere finalmente un adeguato investimento sociale su questi settori e per favorire il successo di policy indirizzate, non in modo solo nominalistico, a lungimiranti riforme e innovazioni.

Riflessioni, esplicitazione di tematiche, rimandi ad approfondimenti teorici, attenzione alle esperienze, questa l’articolazione dei testi. Il numero 1 ne presenta una prima realizzazione. Apre una tematizzazione, forte dal punto di vista teorico, con un’intervista ad A. Touraine che traccia un quadro di ampio respiro sulla scuola del soggetto, il riconoscimento delle diversità culturali e la società delle donne. Quattro saggi centrali si occupano delle visioni dell’educazione, dei divari sociali e territoriali nelle performance cognitive misurate dalle prove PISA, delle trasformazioni dell’università italiana entro lo “spazio europeo dell’higher education”, di formazione e lavoro nella società della conoscenza. Un’ampia sezione è dedicata al confronto di punti di vista sui temi cruciali del rapporto tra istruzione ed educazione, sulle recenti riforme della scuola secondaria superiore e dell’università, sugli ambienti di apprendimento, sull’apprendistato e su come si apprende per il lavoro. Rassegne e recensioni offrono strumenti utili di approfondimento. Chiude il numero un racconto inedito di Marco Lodoli.

E fin qui siamo sul terreno di un serio impegno, che sicuramente sarà onorato, ma la nuova serie di SD non è solo questo. La fase di preparazione della rinnovata SD ha prodotto un manifesto culturale che chiama in causa, chi, sfuggendo alle sterili contrapposizioni ideologiche frequenti nel dibattito politico italiano, pensa che sia ancora doveroso oggi “sporcarsi” le mani, pensare, proporre idee ed esperienze alla discussione. Il call for paper presenta piste di lavoro molto ricche, capaci di coinvolgere professionalità, ruoli e responsabilità diverse.

La partecipazione diretta di quanti aderiscono al manifesto e quindi al programma della rivista è resa possibile attraverso l’interlocuzione aperta nel sito www.scuolademocratica.it – dove sono anche illustrate le modalità di acquisto e di abbonamento. Il sito contiene fra l’altro il n.0 della rivista, dove si può trovare una selezione di scritti di Dewey sul rapporto educazione-democrazia curata da M. Lichtner, e fornisce già link interessanti e informazioni utili. In prospettiva, esso sarà sempre più uno strumento aperto a collaborazioni e apporti di studiosi italiani e stranieri e di professionisti impegnati sul campo.

Redazione

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