La resilienza universitaria

in Studi e ricerche

di Alberto Ciolfi e Morena Sabella | del 17/02/2017 |commenta

La resilienza universitaria
A seguito della Conferenza Ministeriale di Praga (2001), un gruppo di specialisti dell’istruzione superiore ha avuto l’incarico di definire un insieme di descrittori (Dublin descriptions) in grado di individuare quali conoscenze e abilità generali ogni laureato dovrebbe possedere al termine degli studi (Joint Quality Initiative, 2004), definiti nel Quadro dei Titoli Italiani (QTI) dal MIUR nel 2005. Ne consegue che promuovere la qualità dei risultati presupponga anche la possibilità di misurarne gli outcomes e di individuare quali elementi possano incidere sul loro raggiungimento.

Negli ultimi quarant’anni ci sono stati numerosi studi sull’individuazione dei fattori in grado di influenzare le performance degli studenti: il denominatore comune di queste ricerche è rintracciabile nella capacità del background familiare di incidere sul loro successo. Tuttavia esistono pochi studi che prendano in esame la fascia di studenti resilienti che, pur vivendo in un contesto socio-economico svantaggiato, ottengono brillanti risultati scolastici (Longobardi, Agasisti, 2012). Ancora meno sono gli studi che prendono come riferimento gli studenti universitari.

E’ interessante notare come i dati PISA (OECD, 2013) mostrano che dal 2003 al 2012 l’Italia è stato uno dei pochi paesi ad aver registrato un significativo incremento del numero di resilienti.

Con il presente lavoro si vuole proporre un’analisi delle distanze, in termini di risultato ad un test sulle competenze generaliste, tra gli studenti con background familiari agiati vs svantaggiati, ma con buone performance, e di verificare se queste risultano ampie e significative.

La sperimentazione condotta dall’ANVUR attraverso il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) si è posta l’ambizioso obiettivo di misurare i livelli del pensiero critico e della capacità di scrittura dei laureandi italiani (Benjamin et al. 2013). La sperimentazione TECO, basata sul test CLA+ prodotto dal Council for Aid to Education (CAE) e utilizzato su scala internazionale è strutturato in due prove: una prima prova aperta e una seconda a risposta chiusa. Per la sua natura generalista, lo stesso test viene somministrato agli studenti indipendentemente dal Corso di Studi a cui sono iscritti. Con l’intento di analizzare se e quanto alcune variabili di sfondo possano incidere sul risultato ottenuto al TECO, è stato predisposto un questionario che gli studenti hanno compilato al momento dell’iscrizione al test.

Il presente lavoro si basa sulle risposte al questionario e prende in considerazione i risultati ottenuti soltanto alla prima prova del TECO, definita Performance Task (PT). Questa prova presenta uno scenario problematico, al quale lo studente deve proporre una possibile soluzione attraverso l’utilizzo di vari documenti, valutando con criticità la situazione e i testi, e spiegando in maniera efficace la soluzione al problema proposto (Benjamin et al. 2013, p.5). La prova PT permette quindi di misurare tre abilità specifiche: ragionamento analitico e di soluzione di problemi; efficacia di scrittura; tecnica di scrittura.

Ogni studente riceve un punteggio per ognuno di questi aspetti da due distinti scorers (docenti individuati dai 24 Atenei partecipanti), secondo una valutazione in doppio cieco.

Gli studenti che hanno partecipato alla sperimentazione nel 2015 sono stati 6586, ma per questo studio sono stati considerati solo 2085 studenti i cui elaborati hanno ricevuto tre correzioni poiché la differenza tra i due punteggi era superiore a una soglia predefinita. Sulla base delle risposte degli studenti al Questionario è stato possibile calcolare lo status occupazionale e il livello di istruzione dei genitori utilizzando come riferimento l’indice Economic, Social and Cultural Status dell’OECD (2012). Poiché esiste un’influenza significativa di questi due indici sulle performance misurate dalla prova Performance Task (a livello >,01), è stato deciso di sintetizzarli in un unico indice, definito Background, attraverso la tecnica statistica dell’Analisi delle Componenti Principali, confermandone un’alta correlazione con il punteggio del test.

Per misurare l’effetto del contesto familiare dei laureandi italiani e stimare le differenze di performance in base all’indice del Background, dal campione sono stati individuati due sottogruppi di studenti: gli studenti con background agiato (Advantaged) e quelli con background svantaggiato (Disadvantaged).

La stima dell’intensità dell’effetto del Background (variabile indipendente) sul risultato TECO (variabile dipendente) è stata calcolata tramite regressione lineare. I valori ottenuti permettono di individuare tre sottogruppi in base al percentile di appartenenza per ciascun gruppo:

Dai dati emerge che all’interno del Gruppo 2, le distanze tra chi ha ottenuto un punteggio brillante (resilient-DTA) e chi ha registrato una performance insufficiente (Disadvantaged Low Achievers-DLA) sono ampie e significative, così come per i due sottogruppi estremi (ALA e ATA) del Gruppo 1.

Tuttavia, se si considera la distanza tra i resilients (DTA) e gli studenti advantaged con brillanti performance (ATA), emerge che il gap è inesistente e che addirittura i due sottogruppi ottengono punteggi molto simili, suggerendo che almeno per i gli studenti resilienti il background non incide sul loro successo nel test, lasciandoci quindi supporre che la formazione universitaria, supportata da esperienze significative e strumenti compensativi, possa contribuire a ridurre le iniquità sociali.

Bibliografia

Quadro dei Titoli Italiani (QTI) dal MIUR link

Benjamin R. et al. (2013), The case for critical-thinking skills and performance assessment. New York: CAE.

Longobardi S., Agasisti T. (2012), Studenti resilienti: quando la famiglia “non conta”. Un’analisi esplorativa della resilienza nella scuola italiana. Statistica & Società/Anno 1, N. 3, Roma.

Joint Quality Initiative (2004), Shared ‘Dublin’ descriptors for Short Cycle, First Cycle, Second Cycle and Third Cycle Awards. A report from a Joint Quality Initiative informal group. OECD (2012), PISA 2009.

Technical report, OECD Publishing. OECD (2013), PISA 2012

Results:

Excellence Through Equity: Giving Every Student the Chance to Succeed (Volume II), PISA, OECD Publishing.

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