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Tipologie di abitazione: dal virtuale al reale e ritorno

Pubblicato il: 23/05/2013 11:44:01 -


Il progetto “particolare” di una classe prima del cagliaritano nell’ambito del progetto europeo iTEC: si analizzano le tipologie abitative sia con strumenti tecnologici sia con materiali reali. L’esperienza è stata presentata al III Convegno di Education 2.0.
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Insegno Lettere nella scuola secondaria di 1° grado e, nell’anno scolastico 2011-12, avevo una prima numerosa ed eterogenea in cui buona parte degli alunni era motivata ed entusiasta.
Non solo: molti genitori, dopo aver visto l’esperienza della mia terza, che era una cl@sse 2.0, mi avevano chiesto se potevano acquistare i netbook per i propri figli.
Così, in una classe di 24 alunni, ben 16 portavano il proprio computer in classe, non per un’imposizione, bensì per scelta.
Come valorizzare questa fortuna estendendone i benefici anche agli alunni che non disponevano di computer?

Avevo avviato delle attività in aula informatica, in modo che ogni alunno potesse utilizzare un computer (quello personale o quello della scuola); mancava però un progetto esterno – del genere di cl@ssi 2.0 – che fornisse stimoli particolari ad alunni e insegnante.

Data la situazione, quando ho avuto la possibilità di partecipare ad iTEC, ne ho approfittato.

Tale progetto era concettualmente l’opposto rispetto a Cl@ssi 2.0: con Cl@ssi 2.0 avevamo avuto i soldi con cui acquistare strumenti con cui realizzare un percorso, con iTEC avevamo un percorso da effettuare individuando gli strumenti che ritenevamo più opportuni e funzionali.

Il progetto iTEC prevedeva lo sviluppo, da parte dell’insegnante, di una learning story, una sorta di storyboard delle attività, che doveva contemplare l’avvicendarsi di momenti operativi, momenti di riflessione e momenti di feedback reciproco fra compagni (nel blog di classe) e con altre scuole d’Italia (nel blog nazionale www.indire.it/blogs/itec2).

La tematica da me individuata, che doveva conciliarsi con la programmazione curricolare e permettere agli alunni di effettuare un’attività di ricerca attiva, era quella delle tipologie abitative.

Ogni gruppo ha lavorato su due fronti: da una parte trattando l’argomento in generale (con un questionario da cui sono stati ricavati poi dei grafici) e dall’altro approfondendo una tipologia particolare realizzando il plastico e l’analisi di una determinata tipologia abitativa.

Riguardo alla metodologia, si è fatto ricorso in modo particolarmente efficace al collaborative learning e al learning by doing.

Per quanto concerne gli strumenti, si è fatto ricorso a diversi webware (ossia servizi online), soprattutto collaborativi, in particolare: Blogger per un blog scritto a più mani, Mindomo per mappe mentali di brainstorming e collaborative, Google Moduli per i questionari fatti dai 5 distinti gruppi di alunni, Animoto per i video di documentazione finale.

Una documentazione serrata è stata fatta per ogni giornata di attività nel blog itecsestu.blogspot.it, dove scrivevano sia la docente sia gli alunni. Un osservatore esterno, dell’Indire, ha intervistato i ragazzi e registrato il momento finale dell’attività, mentre la scrivente ha considerato i lavori dei ragazzi ai fini della valutazione sulla base dei seguenti elementi: partecipazione, collaborazione, prodotti realizzati.
Si è trattato di un’esperienza significativa di didattica per competenze e per compiti autentici: la formazione di gruppi eterogenei ha favorito la valorizzazione delle capacità del singolo in un’ottica collaborativa, i contatti telematici in orario extra-scolastico con l’insegnante e fra compagni ai fini di un lavoro di co-costruzione ha favorito l’affiatamento e il senso di appartenenza al gruppo classe.

Secondo me la brevità dei percorsi strutturati, da svolgersi in 2-3 mesi, era allo stesso tempo uno stimolo e un limite: per forza di cose ogni ragazzo è dovuto diventare specialista di qualcosa, per cui chi si è occupato dei video e non dei grafici si lamenta di non aver fatto in tempo a imparare a realizzare i grafici e viceversa.

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Il blog “Una lavagna al giorno” di Anna Rita Vizzarri

Anna Rita Vizzari

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