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Il ruolo del corpo nel processo di costruzione della conoscenza

Pubblicato il: 13/07/2011 12:39:57 - e


Abbiamo partecipato al 6° Seminario Nazionale sul Curricolo Verticale che si è tenuto a Firenze l’8 maggio 2011 con un intervento finalizzato a mettere in risalto il ruolo di primo piano che la corporeità assume nei processi di costruzione delle conoscenze. Ecco la nostra esperienza.
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Da diversi anni sperimentiamo i percorsi ideati e promossi dalla dott.ssa Maria Piscitelli per la scuola dell’infanzia e verifichiamo come l’uso di sollecitazioni adeguate e rispettose delle modalità di apprendimento tipiche dell’età infantile, con la promozione della pratica del corpo attraverso la sensorialità, agevolino il trattenimento e il processo di sistematizzazione delle conoscenze. Il titolo stesso dato all’intero piano di lavoro per il triennio, “Costruire storie attraverso i sensi”, oltre a definire la finalità del progetto generale, ricordandoci il focus attorno al quale ruotano i percorsi (“Bolle di sapone” 3 anni, “Paesaggi sonori” 4 anni e “Fiori per dire e raccontare” rivolto ai bambini di 5 anni), indica già i canali attraverso i quali operare, che sono i sensi e la fisicità.

Nella scuola dell’infanzia per la prima volta i bambini incontrano una comunità molto ampia di coetanei, sperimentano forme di convivenza democratica, di confronto, di scambio di idee, iniziano a interrogarsi sulle cose, a scoprire significati. I bambini sono per natura esseri curiosi e desiderosi di apprendere. Dunque far leva su forti motivazioni, mantenere e incrementare l’interesse, sono obiettivi che l’insegnante deve perseguire necessariamente nel proprio lavoro. E allora la narrazione, come lingua detta e raccontata in un tempo di confusione, in cui le informazioni sfrecciano e si intersecano, percorrendo reti di comunicazione reali o virtuali, è per i bambini di questa fascia d’età molto importante. Essa rivaluta un linguaggio antico, prezioso; è una forma di comunicazione insostituibile, un linguaggio profondamente fisico, fatto di occhi, voci, gesti, volti, che concede al narratore la libertà di esprimersi e a chi ascolta quella di immaginare. Un’esperienza collettiva che valorizza l’esperienza individuale.

Alla combinazione di questi due aspetti, viene allora ad aggiungersi quello della corporeità attraverso giochi di movimento. Il bambino è chiamato a “sperimentare le potenzialità e i limiti della propria fisicità”, a entrare in gioco frequentemente, a calarsi “in situazione”. Partendo dall’assunto che “Il movimento è una forma fondamentale di pensiero” i tre percorsi della dott. Maria Piscitelli: “Bolle di sapone”, “Paesaggi sonori”, “Fiori per dire e raccontare” vanno proprio a valorizzare il ruolo del corpo che serve come tramite per l’acquisizione di processi più astratti e formalizzati.

Tutti gli studi sullo sviluppo infantile mettono la percezione corporea alla base di ogni forma di pensiero che in questa fase è legato all’esperienza concreta. E più numerose possono essere le esperienze a livello percettivo-corporeo, tanto più numerosi e significativi saranno gli apprendimenti successivi dei bambini. Essi infatti imparano facendo, ed è per questo che è importante l’assunzione dei ruoli e l’alternanza degli stessi, l’esser “dentro” alle situazioni, sperimentare le relazioni, gli scambi. Favorire una partecipazione attiva con coinvolgimento pieno e consapevole da parte dei bambini, facilita il processo di elaborazione e la rappresentazione in altri codici dell’esperienza stessa. Così impareranno gradualmente a trasferire i dati da un contesto a un altro, attraverso forme sempre più astratte e simboliche (linguaggi grafico- pittorici), a riorganizzare verbalmente l’esperienza “vissuta”.

Il documento in PDF che presentiamo e che alleghiamo qui di seguito, sintetizza le tappe di questo delicato cammino. Per ogni percorso sperimentato abbiamo scelto alcune immagini-campione, e cercato di esporre in modo sintetico le nostre convinzioni e riflessioni maturate in sede di ripensamento delle attività.

Visualizza la presentazione dell’esperienza in PDF.

Ragucci e Sozzi

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