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Quando il corpo, la voce e lo spazio parlano insieme

Pubblicato il: 28/03/2012 15:57:38 - e


Nell’evoluzione della rappresentazione mentale, è fondamentale far immergere i bambini in una sfera sensoriale, dove corpo e spazio sono i principali protagonisti. Il movimento è un’esigenza naturale, ma è anche una necessità attraverso la quale ogni bambino scopre se stesso, entra in relazione con gli altri, stabilisce equilibri interiori ed esteriori e si appropria delle esperienze vissute. Lo spazio, supportato dalle attività condotte a scuola, accompagna il bambino in questa evoluzione del pensiero.
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Il segmento che presentiamo fa parte di un percorso di educazione linguistica per i bambini di quattro anni, introdotto in un progetto di curricolo verticale di lingua italiana (Piscitelli, 2005, 2007). Ogni fase del lavoro inizia, in un ambiente adeguatamente allestito, con l’ascolto di un paesaggio sonoro (Cd), le cui parti costituiscono la struttura della storia (l’inizio, lo sviluppo, l’evento centrale e il finale). I bambini, attraverso tre ascolti individuano gli elementi costitutivi presenti (chi, che cosa, dove, quando e perché) e per mezzo anche delle loro conoscenze e dell’esercizio guidato del loro immaginario, compongono progressivamente la loro storia. L’esperienza prende avvio con l’ascolto e il riconoscimento delle onde del mare (il dove), dei gabbiani, di una nave, di alcune voci e degli elicotteri (i chi e che cosa). Il riconoscimento negoziato e la condivisione con i compagni di sezione dei suoni ascoltati fornisce ai bambini i requisiti per stendere l’incipit.

Per dare spessore all’esperienza del riconoscimento degli elementi, sono stati creati dei lunghi momenti di negoziazione dei significati nei quali voce e corpo sono stati coinvolti per riprodurre suoni e posture che assomigliassero il più possibile ai soggetti ascoltati. I bambini sono stati accompagnati nel luogo degli ascolti e seduti in cerchio sopra un telo colorato hanno dato vita alle loro argomentazioni. Ogni proposta è stata attentamente ascoltata e valutata dal gruppo-sezione e infine le idee migliori sono state scelte collegialmente . Il primo elemento riprodotto è stato il mare calmo, che per tutti fa “SCCSCCSCC”, in questo caso il corpo accompagna il suono stando disteso, supino e si muove effettuando un’oscillazione lenta e continua sul lato destro e sinistro. I gabbiani invece fanno “III III III”, in questo caso i piedi saltellano sulle punte e le braccia oscillano dal basso verso l’alto, prima veloci poi, dispiegate in volo, si muovono più lente. Gli elicotteri invece fanno “TUTUTUTU”, ora il corpo insegue la voce correndo e le braccia divaricate all’altezza delle spalle effettuano piccole rotazioni, imitando l’elica. La nave fa “UUUUUU” e il corpo è seduto, le suole delle scarpe combaciano, le mani formano una sorta di tubo, essendo posizionate sulla bocca dalla quale fuoriesce il suono della sirena. I suoni contenuti nel Cd sono stati riprodotti dai bambini attraverso il linguaggio corporeo e sonoro, questo è stato fondamentale per la messa in scena della storia: ogni bambino è riuscito a personificare gli elementi via via ascoltati utilizzando totalmente il proprio corpo. Il lavoro svolto ha fornito l’occasione per escogitare un’attività che abbiamo chiamato “Il direttore d’orchestra e i rumoristi”.

Ogni bambino ha realizzato attraverso l’uso di varie tecniche, gli elementi riconosciuti su dei piccoli cartoncini, che abbiamo chiamato cartine. Abbiamo deciso di utilizzare queste rappresentazioni grafiche per giocare assumendo di volta in volta vari ruoli. Abbiamo portato i bambini in palestra, li abbiamo invitati a sedersi in cerchio e abbiamo spiegato le regole del nuovo gioco. A rotazione, il bambino che interpreta il ruolo del direttore d’orchestra ha a disposizione le proprie cartine con tutti gli elementi, sale su una postazione privilegiata, si veste adeguatamente al ruolo che assume e conduce il gioco attraverso l’esposizione delle cartine ai compagni-rumoristi. Al regista spetta il compito di correggere i compagni, decidere la durata dell’esposizione della cartina e aiutare verbalmente gli eventuali rumoristi scorretti.

Nello svolgimento del progetto, durante gli ascolti successivi, sono stati riconosciuti nuovi elementi che, di volta in volta, sono stati aggiunti con le stesse modalità utilizzate per le cartine precedentemente preparate. Nel corso dell’attività descritta abbiamo nuovamente verificato che esiste uno stretto intreccio tra motricità e linguaggio:con la pratica del gioco, attraverso la ripetizione, i bambini modificano, affinano e perfezionano i loro movimenti rendendo i loro gesti più fluidi e naturali; contemporaneamente il linguaggio si arricchisce, l’apparato fonatorio si potenzia e come il corpo “si allena”.

Riferimenti bibliografici
• M. Piscitelli, Costruire storie attraverso i sensi, “BaMbini”, n. 6, giugno 2005. Edizioni Junior
• M. Piscitelli, I. Casaglia, B. Piochi, Proposte per il curricolo verticale, Napoli, Tecnodid, 2007.

Angelita Bernini e Antonella Corti

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