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Governance e qualità educativa. Ancora sull’importanza della valutazione

Pubblicato il: 30/01/2012 16:33:09 -


Un processo di valutazione attento ed efficace è fondamentale per ottenere un’efficienza gestionale, organizzativa e didattica della scuola. Da ciò dipende la qualità educativa di cui la scuola si fa promotrice. È la tesi del libro “Valutare per gestire la scuola. Governance, leadership e qualità educativa” (a cura di Mosca Silvana, Scheerens Jaap, Bolletta Raimondo, 2011, Milano, Bruno Mondadori).
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Si tratta di un libro veramente utile: “Valutare per gestire la scuola. Governance, leadership e qualità educativa” offre l’occasione di collocare correttamente, sulla base di approcci teorici, di esperienze e di riferimenti internazionali, un percorso di lavoro sul tema della valutazione, che ha due obiettivi (il testo evidenzia bene come questi due obiettivi siano strettamente connessi): la “governante” di quella particolare organizzazione che è la scuola e la qualità di questa.

Il punto di partenza del testo è la definizione di un modello teorico che legge l’organizzazione scolastica come struttura gerarchica a ”legami deboli”. Il modello permette di seguire bene le articolazioni e le complessità di struttura e di sub strutture che, partendo dall’alto, consentono di individuare i processi controllabili attraverso le politiche e, nello stesso tempo, indicano, nella collocazione “distante“ dell’output finale (i risultati conseguiti dagli studenti), non solo la relativa debolezza del controllo (non è detto che questo sia sempre un male!), ma lo spazio che le sub strutture occupano come fonti autonome di interventi a maggiore impatto sull’output finale; nello stesso tempo, si evidenzia bene quanto sia importante per il centro, che muove i processi generali, avere la possibilità di decifrare la funzionalità delle diverse scelte e quindi la necessità di procedere attraverso forme di programmazione retroattiva, che hanno il fondamento nella valutazione e nei processi di feedback, e quindi nell’autonomia delle unità scolastiche.

Lo studio delle variabili che “interferiscono/intervengono” nel sistema consente di seguire il percorso di adempimenti, di funzioni burocratico-amministrative e di gestione, con lo scopo di integrare la prospettiva di riforma del sistema con il miglioramento della scuola, utilizzando le conoscenze di base relative alla sua efficacia.

I temi della autovalutazione delle scuole vengono ricollegati a quelli delle certificazioni; anche in questa parte del testo, la produzione di modelli e di riferimenti a esperienze consolidate e alla loro discussione mette a disposizione di chi vive la scuola in quanto responsabile/ operatore/utente utili suggerimenti a collocare il proprio impegno in un quadro razionalmente definito.

Il libro presenta anche i risultati di alcune “azioni” di applicazione di misurazione della cultura della scuola e della leadership. Il riferimento su cui si basa l’indagine è il modello dell’efficacia organizzativa che mette sotto osservazione i seguenti elementi: le relazioni umane, l’apertura all’esterno e al territorio e la programmazione razionalmente orientata al risultato. La meticolosa attenzione con cui sono stati studiati gli strumenti permette di affrontare tutte le questioni cruciali per chi opera sul campo e per chi riflette su questi processi in ambito locale e transnazionale; Italia, Francia, Spagna, Polonia, Romania sono i Paesi coinvolti. Lo strumentario, presentato in appendice al volume, ne sollecita ulteriori applicazioni.

L’ultima parte riprende lo studio della dinamica valutazione-miglioramento, secondo la metodologia della ricerca, dell’azione e dell’apprendimento nelle organizzazioni, che si realizza attraverso la collaborazione tra chi sta sul campo e gli esperti del settore. Lo studio di caso esemplifica l’applicazione del modello di autovalutazione di istituto, già presentato in forma teorica. Si tratta del progetto AVIMES (autovalutazione di istituto per il miglioramento e l’efficacia della scuola), operante in una rete di scuole in Piemonte, quale sviluppo di un primo progetto, STRESA (strumenti per l’efficacia della scuola), elaborato nella realtà di Bergamo. La ricca e vivace varietà dei diversi strumenti e prodotti che concludono il volume sono un positivo stimolo per quanti lavorano in vista dell’innovazione, e dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, l’efficacia del lavoro in rete che, in un sistema a “legami deboli”, presenta un sicuro elemento di forza.

Vittoria Gallina

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