C’è modo e MODO, c’è tempo e TEMPO per imparare il verbo!

in Racconti ed esperienze

di Terreni Massaini Orlandini | del 20/07/2011 |commenta

C’è modo e MODO, c’è tempo e TEMPO per imparare il verbo!
Come affrontare lo studio del verbo nella scuola primaria? Il percorso dalla prima alla quinta per conoscere la parte del discorso più importante e complessa.



Da dieci anni il Circolo didattico di Vinci opera in modo laboratoriale sulla costruzione e sull’aggiornamento del Curricolo Verticale di lingua italiana. I gruppi di ricerca e sperimentazione sono seguiti dall’esperto-tutor Prof.ssa M. Piscitelli. All’interno dei percorsi linguistici adottati (M. Piscitelli et alia, “Proposte per il curricolo verticale”, Tecnodid, Napoli 2007) è stata rivolta una particolare attenzione alla riflessione sulla lingua, che si è concentrata sugli elementi principali della comunicazione, sulle caratteristiche dei testi, orali e scritti e sui principali tratti morfosintattici. Rispetto a questi ultimi, si è approfondito il verbo, data la funzione fondamentale che esso svolge nel discorso. Tuttavia tutte le attività sul verbo sono state inserite nei percorsi delle cinque classi.

Nel percorso di prima “La messaggeria”, si è avviato un primo approccio alla conoscenza e all’uso del verbo. Sono stati analizzati i messaggi che gli alunni hanno scritto in risposta alle domande inviate loro dai bambini della scuola dell’infanzia. Le parole-movimento, cioè le azioni, scritte sui bigliettini di risposta, sono state lette tutte ed elencate alla lavagna. I bambini hanno scoperto che esistono, oltre ad azioni visibili, dei “movimenti invisibili”, come “pensare, sognare, emozionarsi... che avvengono nella testa delle persone”. Si è poi cercato di spiegare la parola-movimento attraverso la negoziazione dei significati, a cui è seguito il riconoscimento dei verbi all’interno dei testi. I bambini, analizzando i comportamenti dei personaggi, ne hanno riconosciuto le AZIONI e distinto i nomi comuni e propri.

Nella seconda classe, la riflessione linguistica sul verbo si è inserita nella sezione dei “Dialoghi al mercato”, prevista dal percorso di II. L’uscita al mercato rionale è sembrata l’occasione ideale per affrontare concretamente l’argomento. Dopo aver ascoltato, osservato e annotato le diverse conversazioni e azioni dei venditori e compratori al mercato, i bambini hanno drammatizzato in classe la situazione, che è stata verbalizzata e hanno successivamente riflettuto su cosa facevano gli attori o le persone reali. Le parole delle azioni, trascritte sui bigliettini, sono state lette e trascritte alla lavagna. L’insegnante ha proposto poi un tuffo nell’immaginario, chiedendo ai bambini di creare un mercato speciale, particolare, che vende parole: “Fra le varie bancarelle ve n’è una particolare: quella del signor Verbino!”.

Nella classe terza la sezione “Come ero” (1a parte del percorso sull’autobiografia), ha dato modo, attraverso l’esplorazione del sé nel passato, di lavorare sulla temporalizzazione, in particolare sull’aspetto cronologico della narrazione. I bambini hanno fatto esperienza delle categorie temporali attraverso la costruzione delle proprie storie personali, cogliendo la nozione del prima e del dopo. Ci siamo quindi soffermati sul concetto di passato/presente (anteriorità, simultaneità), sulle varie forme che esso assume e sul modo in cui si presenta. Sono stati poi letti e prodotti testi che hanno consentito di evidenziare, rispetto ai tempi e al modo Indicativo, le regolarità, la correttezza e la concordanza verbale all’interno dei brani. È seguita, oltre all’approfondimento sull’aspetto del verbo nel tempo passato, la collocazione dei tempi verbali sulla linea del tempo, costruita e appesa in classe. La lettura di un brano di Orsenna (E. Orsenna, “La grammatica è una canzone dolce”, Milano, Salani, 2001), ci ha stimolato a creare un prodotto multimediale che sottolinea, con la scelta della colonna sonora e il movimento della grafica, il passare del tempo e le caratteristiche dell’Indicativo.

In quarta la sezione “Comandi e divieti”, relativa al percorso annuale sulla “regolazione, informazione e narrazione”, ha permesso di presentare i modi Imperativo, Condizionale e Infinito. partendo proprio dalla raccolta di comandi e divieti in famiglia i bambini hanno capito il significato veicolato da questi modi verbali, intravedendone, dietro la guida dell’insegnante, la differenza. I comandi e i divieti, espressi in maniera brusca (modo Imperativo), sono stati poi trasformati in messaggi gentili, con l’aiuto del Condizionale o Condizionale + Congiuntivo. I bambini hanno potuto così riflettere sulla frequente modalità verbale con cui sono espressi comandi, divieti e indicazioni ambientali. In seguito sono stati proposti testi mirati (racconti, fiabe), su cui sono state innestate attività di manipolazione (per esempio celeberrimi divieti delle fiabe), chiedendo agli alunni di immedesimarsi in altri personaggi, reali e immaginari. Dallo “scambio dei ruoli” sono emerse chiaramente per i bambini le caratteristiche e le possibilità espressive offerte dal modo condizionale e in qualche caso anche del modo Congiuntivo. L’apertura all’immaginario ha dato vita ai signori Imperativo, Condizionale, Congiuntivo. In quinta sono stati affrontati, nella sezione del “Racconto giallo” (enigma e mistero tra finzione e realtà) i modi Congiuntivo e Condizionale, privilegiando le frasi ipotetiche.

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