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Il senso della laboratorialità

Pubblicato il: 04/05/2012 13:27:09 - e


Linee guida generalizzate per la progettazione di “percorsi didattici aperti, liberi, flessibili e creativi” e tavola sinottica dei processi. Articolo e saggio.
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La tavola sinottica consente di apprezzare la libera sequenza degli avanzamenti di percorso passando attraverso tutti i traguardi attesi dal processo. La curiosità si sviluppa attraverso la laboratorialità che rappresenta la nuova metodologia aperta dell’apprendimento disciplinare e non disciplinare. Le azioni del processo possono essere pensate in sequenza ma anche in modo reticolare. La prima azione del processo si pone dei problemi e ci lavora “hands on”. Attraverso la ricerca di una soluzione si confronta con quello che lo circonda e nella seconda azione scopre l’irriducibilità della interdisciplinarità che ha il potere di individuare la specifica natura del problema, quindi la “diversità”, le differenze”. Un problema specifico richiede una soluzione specifica la cui scoperta porta con sé un grande senso di piacere e la consapevolezza che quanto si osserva del quotidiano assomiglia, ma è diverso. Matura una cittadinanza scientifica del suo apprendimento attraverso i “distinguo”. Trovata la soluzione, si sprigiona quella creatività alla base delle proprie scelte, che se ci appartengono, innescano quella reazione a catena che chiamiamo passione.

La tavola sinottica la si può pensare esattamente come un reticolo aperto, dove il punto di inizio può essere ogni casella con un percorso libero che si realizza di volta in volta scegliendo la casella successiva laddove il bisogno espresso spinge, per terminare in una casella qualunque della tavola.

Guardando la tavola sinottica si comprende come la curiosità spinge al bisogno di una capacità strumentale che attraverso l’intelligenza disciplinare sviluppa quelle conoscenze di base (“core”) che spingono a quelle conoscenze specifiche necessarie per una integrazione delle scienze coinvolte, la cui padronanza consente di conoscere le proprie inclinazioni e scegliere una curvatura della programmazione didattica che più si adatta al proprio percorso di vita (personalizzazione). Allo stesso modo, si può procedere partendo da una casella qualunque della tabella.

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Le linee guida generalizzate per la progettazione di “percorsi didattici aperti, liberi, flessibili e creativi”

Arturo Marcello Allega e Filomena Rocca

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