Media universitari e scolastici: lab-factory in ottica di media education

DAI CONTRIBUTI INVIATI PER IL CONVEGNO DEL 23 APRILE.
Nel 1999 Mario Morcellini, docente della Sapienza di Roma nonché massimo esperto di comunicazione e mass media, pubblicava un libro dal titolo “La tv fa bene ai bambini”. Il suo lavoro, concepito nell’ambito della disciplina poco applicata nella scuola italiana ovvero la Media Education (educare ai media con i media), mirava ad analizzare meccanismi e linguaggi della “scatola magica” in virtù di un suo valore educativo. Oggi potremmo prendere a prestito quel titolo per parlare, invece, di come la radio possa fare davvero bene ai bambini. E non solo a loro.

In Italia la storia della radiofonia ha esempi importanti di educazione in radio come “La radio per le scuole” che si concluse nel 1975 e che vide una progressiva apertura alla diretta partecipazione delle scolaresche con gare tra classi e concorsi a premi.

A partire dagli anni Novanta sporadici sono gli esempi di trasmissioni radiofoniche per i più piccoli mentre l’avvento delle radio commerciali ha permesso di aprire nuovi orizzonti oggi possibili anche grazie a Internet. Molti gli esempi di trasmissioni radiofoniche sia in Italia sia all’estero che negli anni sono diventate case history interessanti per chi si occupa di media education. Solo per citarne alcune: New York Kinds in Usa, Crew ovvero Children Radio Education Workshop in Sudafrica, numerose iniziative in Sud America e spostandoci in Italia tra tutte Pappapero su Radio24, Crapapelata a Radio Popolare, Radioscuola a Pontedera, Musinbà a Napoli, Radio Cristal a Lecco e Radio Ragazzi a Verona.

Tutte esperienze che testimoniano come la radio, dunque, sia mezzo di comunicazione ma anche di in-formazione secondo valori tipici della media education che educa ai media con i media sviluppando coscienza critica e capacità comunicative specifiche.

Tra le case history quella di una college radio italiana: Fuori Aula Network (FAN), la web radio dell’Università di Verona che è nata con un approccio vicino ai valori della Media Education ed è approdata, oggi, a una nuova forma di gestione cooperativa da parte di alcuni ex studenti. “Radio Education”, edito da Fausto Lupetti, narra la storia del progetto web radiofonico dell’Ateneo scaligero dalla sua ideazione alla sua realizzazione in un’ottica partecipativa e partecipata realizzata, infatti, per gli studenti con gli studenti. Il testo, anche, è scritto a più mani dai protagonisti della storia stessa e ripercorre le tappe del viaggio da un punto di vista storico e metodologico. Un testo, come il progetto che descrive, partecipato e condiviso tra mondo accademico, professionale e studentesco. Tra il diario e il manuale “Radio Education” è un testo per chi desidera realizzare una web radio di tipo universitario o scolastico partendo dai valori della Media Education e valorizzando passioni e competenze. Da sogno a impresa, FAN oggi non è solo una radio ma factory creativa che – affiancata da un Laboratorio di linguaggi radiofonici per la laurea triennale di Scienze della comunicazione – forma e informa la comunità di riferimento con successo e acquisizione di professionalità. Infomazione, musica e intrattenimento culturale sono alcuni degli ambiti di lavoro e sperimentazione mentre la sinergia con nuovi strumenti di comunicazione online e nell’ottica del social networking si possono raggiungere risultati interessanti sia dal punto di vista comunicativo sia educativo e formativo.

La nascita di FAN e la sua evoluzione affondano le radici in alcune trasmissioni su una radio locale nel 2001 fino alla ideazione e realizzazione di una vera e propria web radio universitaria online da marzo 2005 in un’ottica pienamente web 2.0. I segreti di un’esperienza che si inserisce in un panorama in continuo movimento che vede i giovani protagonisti dell’informazione e della comunicazione.

Le radio universitarie e più in generale i media universitari oggi rappresentano e danno voce a una comunità specifica di riferimento come quella accademica e promuovono valori come sapere e cultura. Grazie alla “comunione” di intenti le radio universitarie possono diventare un potente mezzo di comunicazione soprattutto se si crea una rete come accade grazie a esperienze come Raduni e Ustation. Il quadro delle radio universitarie, soprattutto online, si sta arricchendo negli ultimi anni (ne contiamo a oggi più di 35 attive) anche del crescente contributo delle tv d’ateneo.

Sia le radio che le tv universitarie sono media no profit, proprio perché media istituzionali, e presentano numerosi punti di interesse. Esse rappresentano un’ottima prassi di laboratorio didattico e creativo, seguendo i principi della media education perché permettono la sperimentazione di formati e modelli che non sottostanno alle regole del mercato. E sono un ottimo esempio di laboratorio multimediale nonché strumento di comunicazione pubblica e istituzionale e di buona prassi.

Per approfondire:
http://www.ustation.it/contenuti/video/254-tiziana-cavallo-presenta-radio-education

http://www.fuoriaula.com/fuori-aula-network/media-education

http://www.faustolupettieditore.it/catalogo.asp?id=42

http://www.facebook.com/?ref=home#!/group.php?gid=76948255418&ref=ts

English abstract: Knowing media and their languages and techniques to become communication’s actors/leaders. Web radio and other media, made in schools and colleges, are educational and informative experiences into the networld of web 3.0.

Tiziana Cavallo