I BES: dall’integrazione all’inclusione

in Didattica e apprendimento

di Monica Terribili e Chiara Terribili | del 11/12/2014 |1 COMMENTO |commenta

I BES: dall’integrazione all’inclusione
La linea del percorso legislativo ed educativo dei “Bisogni Educativi Speciali”.


Con l’acronimo BES s’identificano quelli che vengono definiti: Bisogni Educativi Speciali che presentano i bambini in ambito scolastico. Il termine deriva dall’espressione inglese “SEN” “Special Educational Need” apparsa per la prima volta in un documento ufficiale dell’Unesco nel 1997.
I BES si riferiscono a qualsiasi difficoltà, in ambito educativo e dell’apprendimento, espressa in un “funzionamento problematico”. Il concetto di BES va oltre a quelli che sono i “Bisogni” relativi alle persone interessate da specifiche e certificate disabilità, per proteggere tutti gli alunni anche quelli che “vanno male a scuola” per varie ragioni “oggettivamente” riconosciute come impedimento a un normale processo di apprendimento.
Il concetto di Bisogni Speciali si è affermato nel mondo, anche sulla base dell’evoluzione del concetto di disabilità e salute, grazie alla presa di coscienza della necessità di proteggere le persone più deboli i bambini e in particolare quelli svantaggiati dal punto di vista bio-psico-sociale, più volte ribadita dall’ONU(1).

La Scuola italiana, nel promuovere e sostenere le iniziative volte a proteggere gli alunni più deboli e svantaggiati, con la direttiva del MIUR del 27.12.2012 Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica fa sue le indicazioni dell’ONU adottando una dimensione “inclusiva" (2).
La “Scuola inclusiva” accoglie ogni difficoltà non solo quella “certificata”, ma anche quella dovuta a svantaggio socioculturale, sottolineando tra l’altro che ogni alunno con continuità o per determinati periodi può manifestare Bisogni Educativi Speciali per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguate e personalizzate risposte.

La Direttiva del 27.12.212, in particolare, ridefinisce e completa il tradizionale approccio all’integrazione scolastica basato sulla certificazione delle disabilità ed estende il campo d’intervento e responsabilità di tutta la Comunità educante all’intera area dei BES comprendente:
1. Disabilità e disturbi certificati:
Disabilità certificate sulla base di quanto previsto dalla legge 104/1992; Disturbi Specifici dell’Apprendimento DSA certificati sulla base della legge 170/10.
2. Disturbi evolutivi (con o senza certificazione diversi dai DSA) e Situazioni di svantaggio (socio economico, linguistico e culturale).

L’attuale normativa è sicuramente più equa, perché considera degne di attenzione anche i disagi non certificati fondandosi sul “modello di human functioning” dell’ICF (3) che consente una maggiore estensione della protezione. Strumento privilegiato dei BES è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata di tutti i docenti, le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.

1) Direttamente o attraverso l’OMS e l’Unesco, organizzazioni che hanno lo specifico mandato di tutelare e promuovere la salute e la qualità della vita di tutte le persone ed in particolare dei bambini e degli adolescenti.

2) La Scuola italiana evolve dall’integrazione all’inclusione.
3) ICF - International Classification of Functioning, Disability and Health (il modello ICF fornisce un linguaggio standard e unificato, condiviso a livello mondiale da 191 paesi, che consente di descrivere il funzionamento umano.


Le principali norme di riferimento sui BES nella Scuola italiana:
• 5 febbraio 1992 LEGGE 104: “Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”
• 8 ottobre 2010 LEGGE 170: “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.
•17 aprile 2013 DECRETO: “Linee guida per la predisposizione di protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA”.
•27 dicembre 2012 Direttiva Ministeriale: “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”.
•6 marzo 2013 Circolare Ministeriale: “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Indicazioni Operative.
•22 novembre 2013 Circolare Ministeriale 2563 Circolare Ministeriale: “Strumenti di intervento per alunni con BES anno scolastico 2013/14”. Chiarimenti.


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Immagine in testata di Ufficio scolastico per la Lombardia



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il rischio di diventare BES di vittoria.gallina, pubblicato il 12/12/2014

questo testo presenta, con entusiasmo, la normativa vigente e ne mette in luce gli elementi di novità. rimane un problema: cosa succede allo studente che viene classificato BES? qui si parla di certificazioni validate , ma anche di casi di non certificazione, ma di problemi riconosciuti/ riconoscibile ( da chi?).la mia perplessità nasce dal fatto che, a mio giudizio , giudizio sicuaremente contestabile,  si presenti il rischio di una classificazione poco scientifica di modalità diverse di crescere e si preferisca una sorta di "socio-medicalizzazione " di fronte alla difficoltà di aiutare tutti a crescer. Mi sbaglio? sarei contenta che questo mio errore venisse confutato

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